La verità sulla morte di Tycho Brahe

Due anni dopo dall’esumazione del corpo dell’astronomo Tycho Brahe (1546 – 1601) dalla sua tomba nella città di Praga, le analisi chimiche del suo corpo mostrano che l’avvelenamento da mercurio non l’hanno ucciso, come invece si era creduto. I risultati dovrebbero mettere a tacere le voci sul fatto che Tycho Brahe sia stato ucciso, quando in realtà, è molto per lo scoppio della vescica.

Il corpo del più famoso astronomo danese Tycho Brahe è stato riesumato a Praga per determinare la vera causa della sua morte. I lavori sono iniziati lo scorso 15 novembre.

Tycho Brahe visse tra il XVI° e il XVII° secolo (1546 – 1601) e fornì un contributo indiscutibile all’astronomia compilando un catalogo con più di 1000 stelle, compiendo osservazioni di stelle e pianeti che oggi sono alla base delle conoscenze moderne sul nostro universo.

Brahe fu uno dei primi astronomi ad osservare una supernova, classificata come SN 1572; ebbe l’opportunità di osservare anche  la Grande Cometa del 1577 e studiò l’orbita di Marte (anche se la visione del cosmo dell’astronomo danese era geocentrica e non eliocentrica) e, grazie a tali osservazioni, Johannes Kepler fu in grado di definire le famose tre leggi di Keplero che determinano geometricamente il moto dei pianeti attorno al Sole.

L’enigma della morte di Tycho Brahe è stato definitivamente svelato. Il Dipartimento della Cultura di Praga ha accordato ad alcuni ricercatori il permesso di aprire la tomba dell’astronomo, che si trova nella cattedrale di Tyn, nella stessa città di Praga. Un gruppo di esperti danesi e cechi è stato in grado di compiere un’analisi dettagliata sulle ossa dell’astronomo, sui capelli e sull’abbigliamento rimasto, nel tentativo di trovare la risposta a un mistero vecchio di secoli, e cioè se sia stato assassinato o no. Anche se gli storici hanno generalmente attribuito la sua morte a problemi alla vescica o a calcoli renali, alcuni credono che egli possa essere stato avvelenato. Molti ricercatori credono che possa essere morto, accidentalmente o intenzionalmente, per avvelenamento da mercurio. La questione è stata ripresa negli ultimi anni, dopo che un professore svedese ha scoperto un diario in cui un lontano parente di Tycho Brahe, Erik Brahe, sosteneva che l’astronomo era stato avvelenato.

Occorre però ricordare che questi uomini che fecero la storia dell’astronomia e cambiarono definitivamente le conoscenze erano e rimanevano uomini, dotati di virtù che li hanno resi grandi, ma anche di vizi che li accomunano a noi “comuni mortali”. Tycho Brahe non fece eccezione: vita sessuale movimentata, duelli, interesse nell’alchimia e una morte ancora velata da un alone di mistero. Possiamo ricordare, per esempio, che Tycho Brahe perse parte del naso in un duello svolto durante la sua permanenza all’ Università di Rostock; questa menomazione lo costrinse ad indossare una protesi metallica per il resto della sua vita.

L’episodio, prima di giungere alla questione della sua morte, merita un piccolo approfondimento: la discussione con Manderup Parsbjerg, membro della nobiltà danese, sfociò in un duello al buio che gli costò il setto nasale, costringendolo a portare una piastra di rame per coprire la cavità nasale esposta. La ragione dello scontro non fu una donna, non furono i soldi, ma una diatriba matematica a noi sconosciuta.

Questa mutilazione, contrariamente a quanto si possa pensare, non fece altro che contribuire a rendere Brahe l’uomo di scienza che diventò nel futuro: da quel momento, infatti, Brahe si interessò anche di medicina e di alchimia, oltre a divenire uno degli uomini più facoltosi di Danimarca.

Il ricercatore Jens Vellev, dell’Aarhus University mentre esamina i resti mortali di Tycho Brahe in 2010. Crediti: Jacob C. Ravn, Aarhus University.

Tycho Brahe, nel corso della sua vita, ebbe modo di entrare quotidianamente a contatto con il mercurio, sia per le sue attività di alchimista, dove il metallo era ampiamente utilizzato, sia per gli unguenti e le polveri medicinali che egli stesso si preparava ed assumeva. È noto che lo stesso imperatore Rodolfo si fece più volte curare da Tycho con preparati di cui non si conosce l’esatta composizione, e sarebbe interessante verificare se anche i baffi dell’imperatore conservino tracce di mercurio (fra l’altro, intorno al 1610, lo stesso imperatore fu vittima di strani attacchi di pazzia che potrebbero essere stati prodotti dal mercurialismo, un avvelenamento del sangue dovuto all’ingestione o all’inalazione di mercurio).

Ricordiamo che Tycho fece uso per decenni di una pomata con la quale si ungeva il moncherino che aveva al posto del naso, triste ricordo del duello giovanile, moncherino che poi ricopriva con la protesi in lega d’oro e d’argento. E non è da escludere che in tale impiastro ci fosse del cinabro (solfuro rosso di mercurio) o l’acqua fagedenica (bicloruro di mercurio sciolto in acqua di calce), con proprietà cicatrizzanti e disinfettanti, che nel corso del tempo possono aver prodotto il mercurialismo riscontrato nei baffi analizzati all’università di Copenaghen.

Nel 1901, a circa trecento anni dalla morte di Tycho Brahe, il suo corpo venne resumato e mostrò livelli alti di mercurio, cosa che portò a pensare che la vescica potesse non essere stata la causa della sua morte. La leggenda infatti vuole che la vescica di Brahe esplose durante un banchetto reale a causa di una grave infezione contratta undici giorni prima. A seguito di un tentativo estremo di contenersi educatamente durante questo banchetto importante, Tycho morì per il cedimento della propria vescica. A quell’epoca, infatti, alzarsi da tavola prima di chi aveva un rango più nobile era considerato estremamente maleducato e inopportuno.

Jens Vellev della Aarthus University ha guidato un team di scienziati nella riapertura, nello scorso 15 novembre, della tomba dell’astronomo, allo scopo di ottenere campioni migliori di quelli prelevati oltre un secolo fa. Le analisi di Vellev sembrano sorprendentemente escludere l’ipotesi dell’avvelenamento da mercurio. “Tutti i test hanno dato lo stesso risultato: quelle concentrazioni di mercurio non erano sufficienti per ucciderlo”.

Brahe non avrebbe subito alcun avvelenamento da mercurio. Al contrario, sembra che non sia stato mai esposto a questo metallo negli ultimi 5-10 anni della sua vita, e la descrizione della sua morte fatta da Keplero sarebbe coerente con il decesso per una grave infezione alla vescica.

Alcuni riferimenti all’articolo hanno avuto inizio da alcune letture, due in particolare. La prima è stata ricavata da “Evolve or Die”: http://wwwevolvedie.blogspot.it/2011/07/tycho-brahe-una-vitada-protagonista.html e ha permesso di realizzare la prima parte dell’articolo. La seconda, è tratta da Una stella per amica, ha dato spunto alla parte finale: http://unastellaperamica.wordpress.com/2010/11/17/la-morte-di-tycho-brahe-fu-un-delitto/ .

Alcune parti sono state modificate e liberamente modificate o ritoccate.

Altri interessanti articoli: Space.com – Tycho Brahe Died from Pee, Not Poison- http://www.space.com/18517-astronomer-tycho-brahe-death.html
BBC News – Danish astronomer Tycho Brahe exhumed to solve mystery- http://www.bbc.co.uk/news/11756077
Discovery News – Danish Astronomer Not Poisoned – http://news.discovery.com/history/astronomer-tycho-brahe-did-not-die-of-mercury-poisoning-121116.html

Sabrina

~ di Sabrina su 26 novembre 2012.

2 Risposte to “La verità sulla morte di Tycho Brahe”

  1. nel 1901 non erano trascorsi 90 anni dalla morte bensì tre secoli, opportuno correggere l’articolo

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: