Il Voyager 1 oltrepassa l’eliopausa, via nello spazio interstellare

Voyager 1 - 2

Una rappresentazione artistica del Voyager. Crediti NASA-JPL.

La NASA ha annunciato il 12 settembre che la sonda Voyager 1 ha lasciato la zona dell’eliopausa, ossia quella regione di spazio sotto l’influenza solare, ed è entrata nello spazio interstellare. Spesso viene confuso questa sorta di limite col confine del nostro Sistema Solare, ma in realtà il nostro Sistema Solare si estende fino alla Nube di Oort, a circa 60 000 – 100 000 volte la distanza Terra-Sole.

Il Voyager 1 dal 12 settembre è ufficialmente l’unico oggetto costruito dall’uomo ad avventurarsi nello spazio interstellare.

Nuovi e sorprendenti risultati indicano che il Voyager 1 sta viaggiando da circa un anno e mezzo nel plasma o gas ionizzato, presente nello spazio tra le stelle. La sonda è in una zona di transizione immediatamente al di fuori della bolla solare, dove vi sono degli effetti evidenti dell’influenza solare. Una relazione sull’analisi dei nuovi dati, sforzo guidato da Don Gurnett e dal team che si occupa della scienza del plasma dell’Università dell’Iowa, Iowa City, è stato pubblicato nell’edizione di giovedì della rivista Science.

“Ora che abbiamo nuovi elementi chiave crediamo che questo sia per il genere umano un salto storico nello spazio interstellare” ha affermato Ed Stone, Voyager project scientist presso il California Institute of Technology di Pasadena, California. “Il team di Voyager ha avuto del tempo per analizzare tali osservazioni e trovarne un senso. Ma ora sia in grado di dare una risposta alla domanda che tutti ci stiamo facendo, ci siamo? Sì, ci siamo”.

La sonda, lanciata il 5 settembre 1977 si trova attualmente a circa 18,7 miliardi di chilometri dalla Terra. La sonda, come la sua gemella Voyager 2, sono alimentate da una piccola sorgente nucleare, il che permette loro di continuare a funzionare ancora oggi, dopo 36 anni di vita.

Voyager 1 per primo nel 2004 ha misurato l’aumento della pressione dello spazio interstellare nell’eliosfera, la bolla di particelle cariche che circonda il Sole e che va ben oltre i pianeti. I ricercatori hanno poi tentato di trovare l’evidenza dell’arrivo della sonda al limite di questa bolla, ben sapendo che l’analisi dei dati e l’interpretazione avrebbero richiesto dei mesi o addirittura degli anni.

Voyager 1 non dispone di un sensore di plasma funzionante, di conseguenza i ricercatori hanno avuto bisogno di un metodo alternativo per misurare l’ambiente al plasma in cui il veicolo spaziale si veniva a trovare per fare una determinazione definitiva della sua posizione. Un’espulsione di massa coronale (o coronal mass ejection, CME), un’intensa emissione di particelle da parte del Sole sotto forma di vento solare verificatasi sul Sole nel marzo 2012, ha fornito ai ricercatori i dati necessari. Quando questo improvviso regalo da parte del Sole giunse alla fine proprio nella regione di spazio in cui si veniva a trovare il Voyager 1, tredici mesi più tardi nell’aprile 2013, il plasma intorno alla sonda iniziò a vibrare come una corda di violino. Il 9 aprile gli strumenti delle onde di plasma del Voyager rilevarono il movimento. Il picco delle oscillazioni ha aiutato i ricercatori a determinare la densità del plasma. Le oscillazioni particolari implicavano che la sonda era immersa nel plasma, oltre 40 volte più denso di quello che aveva incontrato nello strato esterno dell’eliosfera. Densità di questo genere sono previste solo nello spazio interstellare.

Il team analizzando i dati ha trovato un primo, più debole, insieme di oscillazioni nell’ottobre e novembre 2012. Attraverso l’estrapolazione di densità di plasma misurate da entrambi gli eventi, il team ha determinato che il Voyager 1 è entrato per la prima volta nello spazio interstellare nell’agosto scorso.

“Siamo letteralmente saltati dalle nostre sedie quando abbiamo visto queste oscillazioni nei nostri dati, che ci hanno mostrato che la sonda era in una regione completamente nuova, paragonabile a quello previsto nello spazio interstellare e completamente diverso da quello nella bolla solare” ha affermato Gurnett. “Chiaramente avevamo attraversato l’eliopausa, che rappresenta il confine da lungo ipotizzato tra il plasma solare e il plasma interstellare”.

I nuovi dati relativi al plasma hanno suggerito un calendario coerente con i bruschi cambiamenti di lunga durata nella densità di particelle energetiche che sono stati rilevati prima del 25 agosto 2013. Il team in genere accetta questo dato come l’arrivo al limite della bolla, cioè l’inizio dello spazio interstellare.

 

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Il pianeta Givoe fotografato da Voyager 1. Crediti: NASA-JPL.

Fonte NASA: NASA Spacecraft Embarks on Historic Journey into Interstellar Space: http://www.nasa.gov/mission_pages/voyager/voyager20130912.html#.UjLQqry-LUI

Il precedente comunicato della notizia: https://tuttidentro.wordpress.com/2013/08/21/voyager-1-oltrepassa-lo-spazio-interstellare/

Sabrina

~ di Sabrina su 14 settembre 2013.

2 Risposte to “Il Voyager 1 oltrepassa l’eliopausa, via nello spazio interstellare”

  1. ma io ricordo che anni fa già avevano detto che era uscita dal sistema solare… forse ricordo male o si riferivano alla voyager 2?

    • Ricordi bene, Ernesto, solo che non vi erano ancora certezze e le notizie sono uscite senza alcuna conferma. E’ da tempo che si parla di questo confine… Ma ora i dati portano ad affermare che la sonda Voyager 1 ha lasciato la bolla solare, ed è la prima sonda a compiere questo importante balzo.
      Grazie mille!

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