Uno sciopero sul più grande telescopio al mondo

ALMAALMA, il complesso di telescopi sul sito di Atacama, Cile. Crediti: ESO.

Vieni costantemente disturbato in ufficio, e il caffè è cattivo e c’è sempre troppo traffico nell’ora di punta? Proviamo a sentire ora quello di cui si lamenta il personale del più grande radiotelescopio al mondo, che si trova a 5000 metri di quota, in un remoto deserto cileno.

Il 22 agosto scorso, quansi 200 persone hanno scioperato e hanno chiesto un aumento di stipendio per compensare le estreme condizioni di lavoro presso l’Atacama Large Millimeter/Submillimeter Array (ALMA) che si trova sull’altopiano Chajnantor, nel deserto dell’Atacama. Il sito, che in ultima analisi comprende 66 antenne radio piatte, è stato inaugurato ufficialmente nel marzo scorso, anche se la costruzione è ancora in corso.

Il vapore acqueo nell’atmosfera terrestre blocca le più brevi lunghezze d’onda radio, così l’aria rarefatta e la mancanza di umidità nell’Atacama sono ideali per la radioastronomia. ALMA sta già permettendo agli scienziati di scrutare attraverso le nubi cosmiche di polvere e osservare pianeti in formazione, oltre ad inviduare la luce proveniente da galassie molto distanti.

Ma gli operatori ecologici, i meccanici e gli amministratori su questo sito a 5000 metri di quota sono costantemente soggetti a pelle screpolata, mal di montagna e temperature fredde, per non parlare del tempo che devono impiegare (molte ore) prima di arrivare alla città più vicina.

Victor Gonzalez, Presidente del sindacato ALMA, ha affermato che i lavoratori sono “andati in sciopero a tempo indeterminato” a seguito di una rottura dei negoziati con le Università associate che gestiscono l’Osservatorio. Il sindacato sta chiedendo un aumento del 15 percento dello stipendio con benefici aggiuntivi per il tempo che viene trascorso nelle parti più estreme e più alte del sito astronomico.

In un comunicato, la gestione ALMA ha affermato di essere dispiaciuta di non poter raggiungere un accordo con il sindacato e ha attivato piani di emergenza per proseguire le operazioni di base.

“ALMA non sta compiendo nuove osservazioni al momento, ma il Joint ALMA Observatory sta monitorando lo stato dell’apparecchiatura” ha affermato Charles Blu, portavoce del National Radio Astronomy Observatory (NRAO) a Charlottesville, Virginia e che co-gestisce ALMA. In questo momento la fase scientifica del complesso di telescopi si trova ancora ai primi stadi; questa fase iinclude alcune osservazioni, l’analisi dei dati in ingresso e la pianificazione dei nuovi progetti, alcuni dei quali possono essere portati avanti comunque anche durante lo sciopero.

“Lo staff scientifico continua a ridurre i dati già nella pipeline, le osservazioni pianificate e in programma e a perfezionare il software” ha affermato Blu, aggiungendo che il team ritiene di poter finire il primo giro di osservazioni scientifiche programmate. “Ritardi imprevisti, di qualsiasi motivo, sono sempre presi in considerazione quando si ha un lungo programma di osservazione”.

Karin Öberg dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics a Cambridge, Massachusetts, recentemente ha utilizzato i dati di ALMA per studiare la composizione chimica di un sistema solare appena formatosi. E’ ottimista sul fatto che lo sciopero non verrà a causare un grande ritardo nella ricerca. “Noi tutti speriamo che questo possa essere risolto in tempi ragionevoli”.

Oberg aggiunge, però, che anche quando ALMA sarà completamente costruito e il membri dell’organico saranno ridotti, alcuni addetti alla manutenzione e gli ingegneri avranno sempre bisogno di rimanere sul posto. “Questi grandi telescopi non sono statici, si vuole continuamente aggiornarli con le ultime tecnologie” ha affermato. “Si potrebbe controllare le osservazioni da più lontano, ma vi sarà sempre bisogno di personale vicino al sito”.

Questo video presenta i progetti dell’ESO, tra cui quello di ALMA. Si osserva in particolare il lavoro di operai ed ingegneri per la sua costruzione.

Fonte: New Scientist – Strike blinds the world’s largest radio telescope – http://www.newscientist.com/article/dn24107-strike-blinds-the-worlds-largest-radio-telescope.html#.UiN4z9K8DKM .

Sabrina

~ di Sabrina su 3 settembre 2013.

6 Risposte to “Uno sciopero sul più grande telescopio al mondo”

  1. “Sciopero di 200 persone per un aumento di stipendio per compensare le “estreme” condizioni di lavoro.”

    Detta così non è facile commentare simili notizie. Perché non sappiamo come stanno realmente le cose.

    A quali estreme condizioni si riferiscono? Il freddo, le mani screpolate, mal di montagna? Suvvia!

    Non credo che lavorino in regime di scarse misure di sicurezza e di mancata tutela della salute o in condizioni realmente estreme di altri loro colleghi sparsi nel mondo, nell’Antartide per esempio.

    Non sappiamo poi se la protesta coinvolge tutti indistintamente, dirigenti e lavoratori o una sola parte. Perché allora ci sono realmente delle disparità di trattamento e di condizioni di lavoro che vanno denunciate.

    Non conosciamo i termini contrattuali proposti all’atto delle assunzioni. Se condivise e firmate in piena libertà.

    Mia considerazione:
    se le condizioni estreme di lavoro si risolvono con un aumento salariale del 15%, (che è poca cosa), faccio fatica a capire le condizioni “estreme”.
    Ma è solo una mia riflessione.

    Un cordiale saluto.

    • Gentile Silvano, concordo con te sulle motivazioni “poco profonde” riportate dall’articolo su New Scientist. La notizia va in armonia con gli scioperi organizzati in Italia e questo è quello che mi è passato per la mente quando l’ho trovato. Sono convinta anch’io che vi siano ragioni più profonde della semplice pelle screpolata, del mal di montagna (prima volta che sento questo malessere, ma dovrebbe essere causato dall’altitudine, visto che a 5000 metri di quota l’ossigeno è molto scarso e persone anemiche o con problemi di pressione alta non possono arrivare). Probabilmente, gli operai locali che vengono impiegati in questi tour de force pazzeschi (e questo non lo si può negare) devono essere stressati per i ritmi frenetici. Una volta messo in modo la macchina, non si può spegnere. Dalle testimonianze di alcuni colleghi che hanno partecipato alle prime fasi del progetto ALMA, lavorare a 5000 metri di quota non è come essere in montagna o a livello del mare. Anche rimanere seduti davanti al PC porta a un malessere dettato dall’altitudine, le stanze devono subire variazioni di pressione, altrimenti bisognerebbe respirare con la bombola dell’ossigeno dietro le spalle. Quindi, sono convinta che vi siano ragioni profonde, ritmi frenetici che vengono a giutificare questo sciopero degli operai. Tutto il resto non lo conosco.

      Grazie per il tuo commento, Silvano. Un cordiale saluto.

  2. L’ha ribloggato su Ernesto Giuseppe Ammerata.

  3. […] Uno sciopero sul più grande telescopio al mondo: https://tuttidentro.wordpress.com/2013/09/03/uno-sciopero-sul-piu-grande-telescopio-al-mondo/ […]

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