La neurobiologia del mondo vegetale

petali-di-fiore

 

Prendetemi pure per pazzo ma io parlo alle piante. Dialogo con loro, manifesto loro tutto  il mio affetto parlandoci, accarezzandone le foglie e abbracciando il loro tronco. Quindi perdonatemi se mi lascerò trasportare dall’argomento.

di Umberto Genovese

“Eterotrofi simbionti con autotrofi fotosintetici“. Questa bella definizione di noi umani, che possiamo tranquillamente a tutto il regno animale, è di Carl Sagan, scritta nel suo meraviglioso libro Cosmos.

Ingiustamente, nell’arco della storia umana il mondo vegetale è stato quasi sempre considerato appena al di sopra del regno inanimato. Anche l’espressione medica stato vegetativo indica uno stato quasi irrecuperabile della condizione di vita di un paziente, equiparandolo appunto a un vegetale; appena un gradino sopra all’inanimato.
Questo perché i processi vitali nel mondo vegetale sono estremamente lenti, pressoché impercettibili alla nostra scala temporale. Vediamo un albero spogliarsi e cambiare periodicamente le foglie col mutare delle stagioni, lo sbocciare dei fiori e l’aprirsi e chiudersi di questi durante l’arco della giornata, ma poco altro. la scala temporale del mondo vegetale ci è talmente aliena che a stento le piante sono state  considerate vive nell’arco dei secoli.

Certo non mancano neppure le leggende su alberi che camminano, come la celebre Socratea exorrhiza, una palma sudamericana che ha radici aeree che sembrano trampoli. Anche se diverse ipotesi sono state formulate nel corso degli anni sul perché questa palma sia dotata di simili radici, non ci sono prove scientifiche valide che questa cammini [1].
Per molto tempo la botanica si è limitata alla semplice opera di catalogazione delle diverse specie vegetali e poco più. Solo adesso iniziamo a capire che il mondo vegetale è complesso quanto il regno animale. Le prerogative che credevamo esclusive degli animali finalmente le stiamo scoprendo anche nel mondo vegetale, con meccanismi fino a poco tempo fa ignoti o ampiamente sottovalutati.
 Ferormoni per la comunicazione, strategie sessuali uniche e curiose, impulsi microelettrici che si propagano lungo tutta la pianta analoghi agli impulsi nervosi animali. Perfino un complesso sistema che svolge funzioni analoghe al sistema nervoso centrale animale è stato individuato dal Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale dell’Università di Firenze guidato dal prof. Stefano Mancuso [2]. Anche qui il sistema neurale vegetale mostra strategie evolutive interessanti per certi versi simili gli animali: un reale sistema di reti complesse [3] in grado di discernere i diversi stimoli esterni. Ma mentre negli organismi bilaterali e nei vertebrati il complesso nervoso si è evoluto verso un unico complesso organo, nelle piante è distribuito in poche cellule presenti nell’apice radicale, subito dietro il meristema. Ciò nonostante l’elevato numero di apici radicali presenti in una pianta sana fa presupporre che l’apparato neurale vegetale sia estremamente altrettanto complesso quanto quello animale.

stefano mancusoIl Prof. Stefano Mancuso del Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale, Università degli Studi di Firenze. Sito web: http://www.linv.org/index.php

Lascio parlare il prof. Mancuso che saprà essere molto più esauriente di me.

http://www.ted.com/talks/lang/it/stefano_mancuso_the_roots_of_plant_intelligence.html

Lo studio di questi sistemi vitali, così vicini eppure così alieni, apre nuove e interessanti prospettive anche nell’esobiologia e nella ricerca di altre forme di vita extraterrestri. Sapremo mai riconoscere le capacità senzienti in altre forme di vita quando e se le incontreremo?

Altri riferimenti:
1.    Sahi, V.P., Wadekar, H.B., Ravi, N.S., Arumugam, T.U., Morita, E.H., Abe, S. (2012): A molecular insight into Darwin’s ‘plant brain hypothesis’ through expression pattern study of the MKRN gene in plant embryo compared with mouse embryo.. In: Plant Signal Behav, 7 (3), 2012.

Note:

[1]    Probabilmente la Socratea exorrhiza si è semplicemente adattata a vivere in aree dove ci sono molti detriti come ad esempio tronchi morti oppure in luoghi soggetti a frequenti inondazioni come le aree monsoniche.
[2]    Anche Charles Darwin aveva supposto che un sistema simile al sistema nervoso centrale potesse esistere nelle piante situandolo nell’apparato radicale. Il team fiorentino ha confermato che anche questa ipotesi di Darwin era corretta.
[3]   Curiosamente la maggior parte delle reti biologiche, sociali e tecnologiche mostrano interessanti similitudini e caratteristiche topologiche non banali, con modelli di connessione tra gli elementi che le compongono che non sono né puramente regolari né puramente casuali. Che siano nodi neuronali in organismi semplici, reti complesse come Internet o le strutture a grande scala dell’Universo, le analogie tra i vari sistemi complessi è impressionante.

Pubblicato su Il Poliedrico: http://ilpoliedrico.com/2013/07/la-neurobiologia-del-mondo-vegetale.html .

Alcuni aspetti di neurobiologia vegetale, Prof. Stefano Mancuso, in italiano: http://www.linv.org/images/popular_science_pdf/alcuni%20aspetti.pdf .

Umberto

~ di Sabrina su 12 agosto 2013.

2 Risposte to “La neurobiologia del mondo vegetale”

  1. […] Tratto da: https://tuttidentro.wordpress.com/2013/08/12/la-neurobiologia-del-mondo-vegetale/ […]

  2. […] a spiegarla io. Per fare questo mi sono avvalso di un indirizzo fornitomi da un link sul sito “tuttidentro” su alcuni aspetti di neurobiologia vegetale del prof. Stefano Mancuso (professore presso […]

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