L’asteroide Steins e il Diamante sulla sua superficie

Asteroide Steins

ESA ©2008 MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/RSSD/INTA/UPM/DASP/IDA; processing by T. Stryk.

Questa è un’immagine ottenuta dalla sonda Rosetta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) dell’asteroide Steins quando la sonda ebbe un incontro ravvicinato con l’asteroide della Fascia Principale degli Asteroidi il 5 settembre 2008 rivelando un piccolo mondo con una grande storia di collisioni.

La Wide Angle Camera a bordo di Rosetta ha lavorato per tutto il flyby che ha portato la sonda ad una distanza di 800 chilometri dalla superficie di Steins il cui diametro è di soli 5 chilomeri. Le immagini sono state processate dall’astrofilo Ted Stryk fino a ottenere quella di apertura.

Per sottolineare le ombre l’elaborazione rivela caratteristiche di grande contrasto, come gli anelli luminosi del cratere rispetto agli interni scuri in ombra. Tuttavia questa tecnica può anche l’illusione di massi sporgenti dalla superficie che non sono presenti nei dati grezzi.
Un elemento di rilievo è il buco al polo sud (in alto nell’immagine) di Steins, il cratere d’impatto più grande, di circa 2 chilometri di larghezza e 300 metri di profondità. Questo cratere è stato denominato Diamond, Diamante, seguendo la nomenclatura adottata dopo aver osservato la forma complessiva dell’asteroide che gli ha fatto guadagnare il nome di “diamante nel cielo”.

Il cratere circolare nel centro dell’asteroide come osservato nell’immagine è chiamato Topazio e di circa 650 metri di larghezza e 80 metri di profondità.
Una catena di parecchi crateri si estendono dal polo nord dell’asteroide (alla base dell’immagine) fino al cratere Diamante.

landerDrop_Comet P67 C-G

La sonda Philae sulla superficie della cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko in una rappresentazione artistica. Crediti: ESA/Rosetta Science Team.

Finora sono stati trovati 40 crateri ma l’imponente cratere Diamante probabilmente ha influenzato l’aspetto dell’intero asteroide perchè i frammenti espulsi dalla drammatica collisione che ha formato il cratere si sarebbero sparsi su tutta la superficie formando altri crateri di grandi dimensioni.

Rosetta, dopo l’incontro con Steins, ha avuto un fly by con l’asteroide Lutetia nel luglio 2010 ed ora è in uno stato di ibernazione che durerà fino al 20 gennaio 2014 prima di incontrare la cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko nel maggio 2014. Qualche mese più tardi, la sua sonda Philae si separerà dalla sonda madre per entrare in orbita attorno alla cometa e successivamente atterrare in modo sicuro sulla superficie rocciosa del nucleo.

Le comete sono considerate i mattini primitivi del Sistema Solare e Rosetta aiuterà a comprendere di più qual è il ruolo di questi oggetti nell’evoluzione del nostro vicinato cosmico.

Fonte ESA- Asteoid Stein’s Hidden Gems: http://www.esa.int/Our_Activities/Space_Science/Asteroid_Steins_hidden_gems e http://spaceinimages.esa.int/Images/2013/02/Steins_revisited

~ di Sabrina su 1 marzo 2013.

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