Saturno, Encelado ed i suoi anelli in proiezione

Saturn_Rings

La sonda Cassini della NASA ha mostrato una vista di Saturno, mettendo in risalto la parte meridionale del pianeta con gli anelli, lungo una diagonale molto inclinata.

Il nord di Saturno si trova in alto ed è ruotato di 16° a sinistra. Questo punto di vista è rivolto verso il lato sud del pianeta, quello non illuminato degli anelli, di circa 14° al di sotto del piano degli anelli. Gli anelli gettano ombre sull’emisfero sud del pianeta.

La luna Encelado di 504 chilometri di diametro, si presenta come un piccolo puntino luminoso in basso a sinstra dell’immagine.

L’immagine è stata presa dalla wide-angle camera della sonda Cassini il 15 giugno 2012 utilizzando un opportuno filtro sensibile alle lunghezze d’onda del vicino infrarosso e centrati intorno ai 752 nanometri ad una distanza approssimativamente di 2,9 milioni di chilometri da Saturno e con un angolo di fase di 72°.

Crediti: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute

Fonte NASA Gallery – Angling Saturn: http://www.nasa.gov/mission_pages/cassini/multimedia/pia14627.html

enceladoEra il 20 febbraio 2012, da una distanza di circa 134 mila chilometri da Encelado.  La sonda Cassini della NASA veniva ad immortalare il satellite di Saturno. Si osservano dei potenti pennacchi di ghiaccio d’acqua retroilluminato nel bordo inferiore del satellite, vicino al suo polo Sud. Le striature sono formate da particelle ghiacciate, in particolare vapor acqueo e composti organici. Crediti: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute

Insieme al satellite di Giove Europa, la luna di Saturno Encelado è diventata uno dei posti più affascinanti del Sistema Solare e il primo target nella ricerca di vita extraterrestre.

Il suo aspetto esteriore è quello di un piccolo mondo congelato, ma ha mostrato delle sorprese quando la sonda Cassini della NASA ha avuto un avvicinamento (in inglese close-up) col satellite: enormi geyger di vapore acqueo che eruttano dal suo Polo Sud. Le impicazioni sono importanti e fanno riflettere: Encelado, come Europa, può avere un oceano di acqua liquida sotto la sua superficie. A differenza di Europa, tuttavia, l’acqua apparentemente sarebbe in grado di risalire fino alla superficie attraverso delle fessure, fino a formare dei getti giganti nello spazio esterno.

Un progetto è stato promosso dal Centro Aerospaziale Tedesco, Enceladus Explorer, lanciato il 22 febbraio 2012, in un tentativo di rispondere alla domanda se ci potrebbe essere vita su (o meglio, sotto) la superficie di Encelado. Il progetto getta le basi per una nuova ambiziosa missione che viene proposta per il prossimo futuro.

Cassini ha potuto osservare alcuni dei pennacchi in modo diretto durante uno dei suoi avvicinamenti al satellite, rivelandone un contenuto di vapore acqueo, particelle di ghiaccio e molecole organiche. Se provenisse da un serbatoio di acqua nel sottosuolo, come ora viene ritenuto probabile dalla maggioranza dei ricercatori coinvolti, allora questo indicherebbe un ambiente ideale per la formazione di vita. Gli ingredienti necessari per la vita, almeno per come noi la conosciamo, ci sono tutti: acqua, calore e mteriale organico. Le stesse fessure generano molto più calore di quello che si trova nella superficie circostante, suggerendo che le condizioni al di sotto della superficie sono molto più calde. Forse non è così caldo di per sé, ma abbastanza caldo lo è, forse anche per la presenza di sali, come negli oceani terrestri, utili per mantenere l’acqua allo stato liquido.

Ma qual è il modo migliore per cercare le prove della vita? Delle possibili missioni e dei programmi per future missioni sono già stati proposti per osservare e analizzare i getti che vanno a finire nello spazio, ma con strumenti che siano in grado di trovare la vita stessa, quello che Cassini non può trovare. Questa pare essere la migliore idea, dato che l’acqua viene gettata nello spazio esterno, e quindi si eviterebbe di perforare il ghiaccio del sottosuolo. Il progetto Enceladus Explorer si propone di fare proprio questo: la logica è che ogni microrganismo che si trovi in acqua potrebbe facilmente venir distrutto dalla forza di espulsione della fessura. Allora qual è il modo migliore per analizzare l’acqua stessa?

Enceladus Explorer potrebbe essere una stazione base sulla superficie vicina ad una delle fessure; una sonda di perforazione del ghiaccio, chiamata IceMole, sarebbe in grado di farsi strada attraverso la crosta di ghiaccio ad una profondità di 100-200 metri fino a raggiungere un serbatoio d’acqua (allo stato liquido). Sarebbe in grado di ottenere dei campioni di acqua e di esaminarli in situ per le eventuali tracce di microrganismi. Disponendo di un sistema GPS, oppure con dei punti di riferimento esterni, la sonda potrebbe funzionare autonomamente trovando la sua strada attraverso il ghiaccio d’acqua sotto la superficie.

Sabrina

~ di Sabrina su 18 gennaio 2013.

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