Evidenze di formazione di alcune cavità su Mercurio

Cavità_Superficie di Mercurio_Messenger

Una cavità sulla superficie di Mercurio. L’immagine è stata acquisita lo scorso 19 novembre 2012 dalla Narrow Angle Camera (NAC) a bordo del Mercury Dual Imaging System (MDIS) ad una latitudine di 1045, longitudine di 113,6 E Crediti: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Carnegie Institution of Washington.

Messenger è la prima missione ad orbitare intorno a Mercurio con a bordo ben sette strumenti scientifici e di analisi scientifica in radio che stanno svelando molti dei segreti della formazione ed evoluzione del pianeta più interno del nostro Sistema Solare.

Un’immagine recente acquisita da Messenger mostra l’interno del giovane cratere Eminescu di 130 chilometri di diametro appena a nord dell’equatore di Mercurio. Eminescu ha fatto scienza lo scorso anno quando si è avuta la scoperta di alcune macchie curiose, erose dal vento solare, chiamate “cavità” (hollows” in inglese) sparse ovunque nella parte interna del cratere e che circonda il suo picco centrale. Sembra che ora Messenger possa aver individuato alcune di queste caratteristiche strane nelle loro prime fasi di formazione lungo il bordo interno dell’anello del cratere.

Annunciate per la prima volta nel settembre 2011, le cavità sono state ora identificate in molte zone su Mercurio. Si erano presentate nelle prime immagini come semplici macchie luminose ma, una volta che Messenger fu messo in orbita nel marzo del 2011 e diede inizio alla scansione in alta risoluzione della superficie del pianeta, apparve subito chiaro che queste caratteristiche erano qualcosa di completamente nuovo.

L’assenza di crateri all’interno delle cavità indica che le cavità sono relativamente giovani. E’ stato suggerito che tali strutture possano essere il risultato di un processo ancora in corso su Mercurio, un’ipotesi sostenuta da questa recente immagine acquisita lo scorso 19 novembre 2012.

Oltre alle cavità osservate in questa zona levigata del cratere e tutto intorno alla base del picco centrale, vi sono anche alcune macchie luminose visibili entro il terreno che si estende tra la base della parete del cratere. Queste macchie luminose potrebbero essere cavità molto giovani che mostrano un processo in atto, per quanto ne sappiamo, unico sul pianeta Mercurio.

Si è pensato che e cavità si siano formate dalla costante erosione del vento solare sulla superfice di Mercurio che viene a strofinare i depositi di materiale volatile sulla sua crosta lasciati esposti dagli impatti. La zona ha un’area di circa 42 chilometri di diametro.

Al momento, Messenger ha inviato a Terra ben 88 746 immagini e si stanno aspettando altri set di dati nei prossimi mesi dato che la missione è stata estesa per un anno qualche mese fa con l’obiettivo di ottenere circa 80 000 nuove immagini.

Fonte Messenger – A Nursery for Hollows? – http://messenger.jhuapl.edu/gallery/sciencePhotos/image.php?gallery_id=2&image_id=1045

Sito web di Messenger: http://messenger.jhuapl.edu/

Sabrina

~ di Sabrina su 26 dicembre 2012.

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