Makemake, pianeta nano della Fascia di Kuiper, è privo di atmosfera

Rappresentazione artistica che mostra la superficie del pianeta nano Makemake. Questo pianetino è circa due terzi delle dimensioni di Plutone e orbita intorno al Sole ad una distanza che è oltre quella di Plutone, ma più vicina al Sole rispetto a quella di Eris, il pianeta nano più massiccio finora scoperto nel nostro Sistema Solare. Ci si aspettava che Makemake fosse dotato di un’atmosfera simile a quella di Plutone, ma questo ora è stato smentito. Crediti ESO.

Grazie a tre telescopi dell’European Southern Observatory (ESO) in Cile, alcuni ricercatori hanno osservato il pianeta nano Makemake mentre transitava di fronte ad una stella distante che ne occultava la luce. Le osservazioni hanno permesso di determinare la presenza o meno di atmosfera attorno ad esso. Dato che Makemake si trova nella Fascia di Kuiper, oltre l’orbita di Nettuno, si era ipotizzata un’atmosfera simile a quella di Plutone, ma ora tale supposizione è stata smentita. E’ stato possibile misurare, inoltre, per la prima volta la sua densità.

Grande circa due terzi di Plutone, il pianeta nano Makemake ruota attorno al Sole lungo un’ellisse estremamente allungata, oltre l’orbita di Plutone, ma più vicino al Sole rispetto all’altro pianeta nano Eris, il pienta nano più massiccio tra quelli scoperti finora nel Sistema Solare. Dato che era molto simile ad altri oggetti nani, si era ritenuto che Makemake potesse possedere un’atmosfera simile a quella di Plutone, meta della prossima missione New Horizons, dove arriverà nel luglio 2015.

I nuovi dati e le conclusioni che sono state ricavate da José Luis Ortiz dell’Instituto de Astrofísica de Andalucía, CSIC, Spagna, e dal suo team, mostrano la presenza di un’atmosfera tutt’altro che sottile, anzi sembra che sia significativa. Ortiz e il suo gruppo hanno combinato diverse osservazioni effettuate con tre telescopi dell’ESO nei siti osservativi del Cile di La Silla e Paranal – il VLT (Very Large Telescope), l’NTT (New Tecnology Telescope) e TRAPPIST (TRAnsiting Planets and PlanetesImals Small Telescope) – con dati di altri telescopi più piccoli del Sud America per osservare Makemake mentre transitava di fronte a una stella lontana.

“Mentre Makemake passava di fronte alla stella e ne bloccava la luce, la stella scomparviva e riappariva molto bruscamente, anziché affievolirsi e poi tornare brillante gradualmente. Questo significa che il pianeta nano non ha un’atmosfera importante” ha affermato José Luis Ortiz. “Si pensava che Makemake avesse buone probabilità di aver sviluppato un’atmosfera – che non ce ne sia traccia significa che dobbiamo imparare ancora molto a proposito di questi corpi misteriosi. Scoprire per la prima volta le proprietà di Makemake è un grande passo avanti nello studio del club ristretto dei pianeti nani ghiacciati”.

A causa della sua grande distanza, Makemake risulta un pianetino molto difficile da studiare: da una parte la misura della sua distanza era approssimata, dall’altro era difficile determinarne il suo raggio (e dunque le sue dimensioni). Questi valori permettono di fare un’ottima stima della sua densità, e quindi di stabilire con certezza la presenza o meno di un’atmosfera. Inoltre, è stato possibile determinarne l’albedo, pari a 0,77 ± 0,03, che è paragonabile a quella della neve sporca, più alta di quella di Plutone e più bassa di quella di Eris. L’albedo pari a 1 rappresenta un corpo perfettamente riflettente, mentre 0 una superficie nera che non riflette nulla. Le osservazioni indicano che Makemake ha una densità di 1,7 ± 0,3 grammi per centimetro cubo; da tale valore è stato possibile al team di ricercatori di ricavare la forma di Makemake, simile a quello di uno sferoide schiacciato, ossia di una sfera appiattita leggermente su entrambi i poli, con assi di 1430 ± 9 chilometri e 1502 ± 45 chilometri rispettivamente.

Makemake non mostra la presenza di un’atmosfera globale simile a quella di Plutone: i risultati portano a ricavare un livello pari ad un millesimo dell’atmosfera di Plutone. Tuttavia, Makemake potrebbe avere un’atmosfera che copre solo parte della superficie. Tale atmosfera locale, possibile in linea teorica, non è esclusa dalle osservazioni.

Makemake viene scoperto nel marzo 2005. Crediti NASA.

Conosciuto come 2005 FY9, Makemake è stato scoperto un paio di giorni dopo Pasqua nel marzo 2005. Il nome di Makemake è stato scelto dall’Unione Astronomica Internazionale nel luglio 2008, in onore al creatore dell’umanità e dio della fertilità nei miti dei popoli indigeni dell’Isola di Pasqua. Insieme a Cerere della Fascia Principale degli Asteroidi, Plutone, Haumea ed Eris, Makemake fa parte dei cinque pianeti nani finora conosciuti.

Makemake è transitato di fronte alla debole stella NOMAD 1181-0235723 (dove NOMAD sta per Naval Observatory Merged Astrometric Dataset) il 23 aprile 2011. Grazie a ben sette differenti telescopi di Cile e Brasile, è stata possibile osservarne l’occultazione della durata di circa un minuto.

L’articolo è: “Albedo and atmospheric constraints of dwarf planet Makemake from a stellar occultation” che verrà pubblicato nel numero del 22 novembre 2012 della rivista Nature. Il team è formato da vari ricercatori: JL. Ortiz dell’Instituto de Astrofisica de Andalucía, CSIC, Spagna, da B. Sicardy dell’Observatoire de Paris, CNRS, dell’Université Pierre et Marie Curie e dell’Institut Universitaire de France, da F. Braga-Ribas dell’Observatoire de Paris , CNRS, Francia e dell’Observatorio Nacional / MCTI, Brasile; da A. Alvarez-Candal dell’European Southern Observatory, in Cile, e dell’Instituto de Astrofisica de Andalucía, CSIC, Spagna; da E. Lellouch dell’Observatoire de Paris, CNRS, Francia, et al.
Articolo disponibile in formato pdf su: http://www.eso.org/public/archives/releases/sciencepapers/eso1246/eso1246a.pdf

Fonte ESO -Dwarf Planet Makemake Lacks Atmosphere : http://www.eso.org/public/news/eso1246/

Sabrina

~ di Sabrina su 30 novembre 2012.

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