Voyager: il disco interstellare come messaggio per altre civiltà

Il Disco sistemato sui due Voyager. Crediti NASA.

 « Questo è un regalo di un piccolo e distante pianeta, un frammento dei nostri suoni, della nostra scienza, delle nostre immagini, della nostra musica, dei nostri pensieri e sentimenti. Stiamo cercando di sopravvivere ai nostri tempi, ma potremmo farlo nei vostri. » Jimmy Carter, Presidente degli Stati Uniti d’America

Oltre ai Pioneer 10 e 11, nel 1977 le sonde Voyager 1 e 2, destinate allo studio dei più lontani pianeti del nostro Sistema Solare, sono servite ancora una volta da messaggeri della nostra civiltà. Dopo aver avuto un fly by con i pianeti giganti Saturno, Urano e Nettuno, all’inizio di questo secolo le sonde hanno lasciato per sempre il Sistema Solare interno portando con sé un disco con registrati i segnali convertibili sia in immagini che in suoni. Mentre le informazioni della placca dei due Pioneer erano quasi esclusivamente di natura scientifica, nell’ipotesi e nella speranza che la conoscenza scientifica e la scienza in generale possano essere un terreno comune a qualsiasi civiltà tecnologicamente avanzata, il messaggio del Voyager è più artistico che scientifico, attribuendo, per esempio, alla musica un analogo carattere di universalità. Così, il disco include musica di grandi compositori quali Bach, Beethoven e Stravinsky, oltre a brani di musica folkloristica, per un’oretta e mezza di ascolto.

Diagramma della copertina del disco. Cliccare per ingrandire. Crediti NASA.

Il contenuto del disco fu selezionato per la NASA ancora una volta, come era stato per la placca del Pioneer, da un comitato presieduto dal Prof. Carl Sagan allora docente presso la Cornell University. Sagan e i suoi collaboratori scelsero ben 116 immagini e una varietà di suoni naturali come quelli prodotti dal vento, dal tuono dagli animali; il battito del cuore umano, il canto degli uccelli e delle balene. A questi si aggiunsero anche alcuni messaggi storici, come quelli del Presidente Jimmy Carter e del Segretario Generale Kurt Waldheim.

La raccolta di immagini comprendeva molte fotografie e diagrammi, sia in bianco e nero che a colori. Le prime immagini sono di interesse scientifico, mostrando quantità matematiche e fisiche, il Sistema Solare e i suoi pianeti, il DNA e l’anatomia umana, la riproduzione. Anche la Terra viene mostrata nella sua bellezza: vari paesaggi, numerosi animali, fino all’uomo raffigurato in diversi atteggiamenti, mentre scala montagne, cavalca, suona. Gli aspetti meno seducenti della nostra umanità, la guerra, i delitti, le sofferenze, la morte sono sfumati: l’unico accenno agli istinti bellici è offerto dall’immagine della Muraglia Cinese. La morte viene lasciata intuire da una semplice rappresentazione dell’uomo a varie età, le sofferenze sono limitate al disappunto di chi si trova bloccato in un ingorgo stradale.

L’atteggiamento amichevole verso un’eventuale civiltà extraterrestre, che nel Pioneer era mostrato nella mano destra alzata in segno di pace, qui è affidato a messaggi di saluto espressi in 55 lingue diverse.

Anche qui le probabilità di stabilire un colloquio sono praticamente irrisorie. Ma, nel caso fossimo fortunati, la scelta del mezzo di comunicazione, musica e suono, e il soggetto della conversazione, risulteranno comprensibili? E’ difficile prevedere l’intelligibilità del messaggio, necessariamente ancorato alla mentalità umana. E’ divertente seguire una disputa svoltasi a suo tempo a questo proposito. Sembrava opportuno illustrare questa caratteristica fondamentale della razza umana che consiste nella sua riproducibilità. Così si era inizialmente pensato di includere una fotografia di un uomo e una donna nudi con un disegno degli apparati genitali maschile e femminile. Ma si pensò che questo fosse troppo crudo, e potesse essere sostituito dalla foto di un feto. Alcuni obiettarono però che anche tale foto era inadatta, in quanto la si poteva considerare di contenuto erotico, e così venne eliminata.

Vogliamo offrire un’immagine pienamente rispettabile della nostra Terra e dei suoi abitanti. Questo è solo un episodio curioso, ma ci induce ancora una volta a riflettere sulle difficoltà di una comunicazione con qualcuno che ci è totalmente ignoto.

Sabrina

~ di Sabrina su 10 novembre 2012.

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