Phobos in 3D

Phobos. Crediti Mars Express/ESA.

Circa 135 anni dopo la sua scoperta la più grande luna di Marte, Phobos, viene osservata con grande dettaglio ed in 3D. L’immagine è stata presa dalla sonda Mars Express dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) quando è passata ad una distanza di soli 100 chilometri.

Questo punto di vista è molto diverso dall’oggetto debole che astronomo Asaph Hall fu in grado di catturare mentre osservava il pianeta Rosso con il Telescopio di 66 centimetri dell’United States Naval Observatory nel 1877. Grazie a questo telescopio Hall fu in grado di scoprire il satellite più piccolo e più esterno di Marte, Deimos, il 12 agosto e quello più grande e anche il più interno, Phobos, il 18 agosto dello stesso anno.

Più di un secolo dopo i veicoli spaziali in orbita attorno a Marte stanno studiando Phobos con un dettaglio senza precedenti.

In questa immagine un piccolo quadrattino delle dimensioni di un bite sembra mancare nel margine destro di Phobos mentre è ben visibile la sua forma fortemente irregolare. L’immagine è una vista side on dell’anello del grande cratere d’impatto Stickney, così chiamato dal cognome da nubile della moglie dello scopritore.

Famiglie di scanalature sembrano emergere da Stickney, canali scavati in tutta la lunghezza della luna marziana per circa 27 chilometri. Inizialmente si pensò fossero legate al cratere d’impatto Stickney, ma una teoria recente suggerisce che tali scanalature si siano, invece, formate quando Phobos veniva a passare attraverso le nuvole di detriti lanciati dalla superficie di Marte da impatti di asteroidi sulla superficie del pianeta.

Orbitando intorno a Marte a circa 6 000 chilometri dalla superficie del pianeta, Phobos è il satellite più vicino al proprio pianeta di qualsiasi altro satellite nel nostro Sistema Solare. La vicinanza della luna al pianeta implica che il satellite viene attratto dal pianeta con una forza che è maggiore di quella che permette al satellite di ruotare intorno al suo pianeta: per un osservatore che si trovasse sulla superficie di Marte, Phobos apparirebbe sorgere e tramontare un paio di volte in un giono.

L’orbita del satellite sta diminuendo le sue dimensioni e in circa 50 milioni di anni il satellite si verrà a sbriciolare per  formare un anello di detriti intorno a Marte, prima di collidere con la superficie maziana.

Fonte SpaceREF: Phobos in 3D  – http://spaceref.com/missions-and-programs/european-space-agency/mars-express/phobos-in-3d.html

Sabrina

~ di Sabrina su 20 settembre 2012.

2 Risposte to “Phobos in 3D”

  1. Se la missione congiunta Russia-Cina chiamata Phobos-Grunt non fosse miseramente fallita, forse avremmo saputo molto di più sulla formazione e sulla composizione di questo intrigante pezzo di roccia… Complimenti per l’articolo, Sabrina.

    • Sicuramente! Peccato che le missioni fallite ce le ritroviamo come rottami in testa.Grazie a te, Francesco!

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