A vent’anni dal primo asteroide scoperto nella Fascia di Kuiper

La sonda New Horizions della NASA in una rappresentazione artistica. E’ in viaggio verso Plutone-Caronte che raggiungerà nel 2015.

La sonda New Horizons diretta verso il sistema “planetario” Plutone-Caronte è in ibernazione dal luglio scorso e lo rimarrà ancora per almeno otto settimane.

Il Principal Investigator di New Horizons, Alan Stern, del Southwest Research Insistitue a Boulder, Colorado, ha pubblicato recentemente un comunicato stampa dove spiega i prossimi obiettivi futuri della misisone e i risultati ottenuti nel corso dei vent’anni dalla scoperta del primo oggetto della Fascia di Kuiper, oltre Nettuno. “Tutti coloro che seguono su Twitter New Horizons (@NewHorizons2015) sanno che ogni lunedì New Horizons fa un check e fornisce informazioni sul suo stato di salute. E quasi ogni settimana siamo stati in grado di segnalare un “Green Beacon Monday” ai nostri oltre 22 000 followers, che indica che la sonda gode di buona salute” ha scritto Stern.

New Horizons rimarrà in questo stato di ibernazione fino al 6 gennaio 2013, quando verrà svegliata per un mese di attività piuttosto complessa, tra cui alcuni lavori intensi per il check out della prossima estate, e il terzo dei suoi quattro maggiori aggiornamenti del software che verrà utilizzato per per i nove giorni durante il massimo avvicinamento a Plutone.

Dato che l’attività di New Horizions al momento è piuttosto tranquilla e tutto procede nella norma, il Dott. Alan Stern ha colto il momento per ricordare il ventesimo anniversario della scoperta del primo oggetto della fascia di Kuiper (KBO) avvenuta nel 1992.

In realtà, il primo oggetto della fascia di Kuiper fu scoperto nel 1930: Plutone stesso. Il secondo fu il satellite di Plutone, Caronte, nel 1978. La fascia di Kuiper fu ipotizzata per la prima volta dal grande astronomo Gerald Kuiper e successivamente da alcuni ricercatori di scienze planetarie negli anni 1930, 1940 e 1950. Ma solo nel 1992 le tecnologie permisero di individuare il primo oggetto al di fuori del sistema Plutone-Caronte in orbita attorno al Sole oltre l’orbita di Nettuno.


Questo grafico mostra un aspetto della struttura della Fascia di Kuiper. Differenti numeri di corpi orbitano a differenti distanze. Il grafico include solo gli oggetti noti, che costituiscono solo una piccola frazione del totale complessivo. Crediti Wikipedia.

“Dal 1992 sono stati scoperti più di 1 000 KBO (Oggetti della Fascia di Kuiper), ma solo una piccola frazione del cielo è stata analizzata. Si stima che più di 100 000 Kuiper Belt Objects esistano con un diametro di 100 chilometri o più, insieme a miliardi di più piccoli oggetti fino alle dimensioni dei nuclei cometari, di appena un chilometro o due di diametro. Per confronto, Plutone è immenso, il suo diametro è di quasi 2 400 chilometri. Facendo un giro lungo tutto il suo circolo equatoriale si coprirebbe la distanza tra Manattan e Mosca. La maggior parte dei KBO conosciuti sono di circa 100 o 300 chilometri di diametro e alcuni sono più larghi di 300 chilometri. Vi è infatti una grossa diversità tra gli oggetti. Alcuni sono di colore rosso e alcuni grigi; la superficie di alcuni è ricoperta di ghiaccio d’acqua ma altri, come Plutone, hanno ghiacci volatili esotici come il metano e l’azoto. Molti hanno dei satelliti, sebbene nessuno con un numero di satelliti maggiore di Plutone (pari a cinque). Alcuni sono fortemente riflettenti, come lo è Plutone, altri hanno superifici più scure; alcuni hanno una densità molto più bassa di Plutone, il che significa che sono formati principalmente di ghiaccio. La densità di Plutone è così alta che possiamo dire che il suo interno è formato dal 70% di roccia,; un paio di KBO conosciuti sono più densi di Plutone e anche più rocciosi” ha scritto Stern nel report.

“Ma – continua ancora Stern – non considero questo sorprendente assortimento di KBO come il contributo più importante alla nostra conoscenza del Sistema Solare che è derivata dall’esplorazione grazie ai telescopi della Fascia di Kuiper. Secondo me, le tre lezioni più importanti sul Sistema Solare che abbiamo avuto sono:

– il nostro sistema planetario è più grande di quanto eravamo abituati a pensare. Eravamo, in realtà, in gran parte inconsapevoli della Fascia di Kuiper fino alla sua scoperta, vent’anni fa, che è la più grande struttura nel nostro Sistema Solare. E’ come se non avessimo delle mappe terrestri che comprendano l’Oceano Pacifico, più recenti del 1992!

-Le posizioni, le eccentricità orbitali e le inclinazioni dei pianeti nel nostro Sistema Solare (e in altri sistemi planetari allo stesso modo) possono cambiare nel tempo. Questo, inoltre, crea in alcuni casi anche enormi flussi migratori di pianeti. Ci sono prove concrete che molti dei KBO, tra cui anche alcuni maggiori di Plutone, debbano essersi formati più vicini al Sole, nelle regioni dove ora orbitano i pianeti giganti

E, forse la cosa più sorprendente, è che il nostro Sistema Solare, e molto probabilmente anche molti altri, è stato in grado di dar vita a pianeti di piccole dimensioni che dominano la popolazoine dei pianeti. Oggi conosciamo più di una dozzin di pianeti nani nel Sistema Solare e quei nani superano già il numero di giganti gassosi e dei pianeti terrestri messi assieme. Ma si stima che il numero finale di pianeti nani che scopriremo nella Fascia di Kuiper e oltre potrebbe superare i 10 000. Chi lo sapeva?”

Mappa che mostra il percorso di New Horizons nel tempo. Crediti NASA.

New Horizons è stata lanciata da Cape Canaveral, in Florida, il 19 gennaio 2006, dopo due precedenti tentativi andati male a causa di problemi legati alle condizioni atmosferiche. Il 19 gennaio 2012 è stato il giorno del suo compleanno: sei anni di viaggio nello spazio. Il 18 marzo 2011 la sonda ha raggiunto l’ambito traguardo dell’orbita di Urano, arrivando a 1,8 miliardi di chilometri dalla Terra.

Nel luglio 2011 l’Hubble Space Telescope ha mostrato la presenza di un altro satellite attorno a Plutone, il quarto. Il team dell’Hubble Space Telescope, guidato da Mark Showalter del SETI Institute e Douglas Hamilton dell’Università del Maryland, College Park, hanno scoperto questo nuovo satellite esaminando cinque serie di immagini prese dall’Hubble Space Telescope su un periodo di due mesi. Con un diametro stimato tra i 13 e i 34 chilometri, “P4″ è il satellite più piccolo ad orbitare intorno a Plutone, aggiungendosi agli altri tre: Nix, Hydra e Charon (Caronte). Un quinto satellite è stato scoperto quest’anno: stimato con un diametro tra i 6 e i 15 chilometri, il satellite P5 ha una forma piuttosto irregolare, un’orbita di circa 36 200 chilometri di diametro, pressochè circolare che si presume complanare con gli altri satelliti del sistema.

Il team di Plutonè è incuriosito dal fatto che un pianeta di piccole dimensioni possa avere un tale complesso di satelliti. La nuova scoperta fornisce ulteriori indizi per svelare come funziona il sistema Plutone e le sue lune, come si è formato ed evoluto nel corso del tempo. La teoria più accreditata vede tutte le lune come resti di una collisione fra Plutone e un altro oggetto della Fascia di Kuiper, cui esso appartiene, avvenuta miliardi di anni fa.

La quinta luna di Plutone confermata poche settimane fa. Crediti NASA/WFC3/IVIS – Hubble Space Telescope/STScI.

Il traguardo più importante per New Horizions nel 2011 è arrivato il 2 dicembre quando si è trovato più vicino a Plutone di qualsiasi altra sonda. Questo record finora era stato detenuto dal Voyager I della NASA, che ha guadagnato questo titolo nel gennaio 1986 a 1.58 milioni di chilometri dal pianeta Plutone, anche se quest’ultimo non rientrava tra gli obiettivi della missione. New Horizons è in viaggio e continuerà ad avvicinarsi a Plutone fino ad un massimo avvicinamento di 12 500 chilometri. Potrebbero passare decenni prima che un’altra sonda arrivi a toccare questo traguardo notevole.

Quando la sonda raggiungerà il suo punto di massimo avvicinamento, le sue telecamere saranno in grado di distinguere le caratteristiche superficiali grandi quanto un campo da calcio, in base a quanto si legge sui comunicati APL e secondo i dati della NASA.

Fonte New Horizons web site – The Kuiper Belt at 20: Paradigm Changes in Our Knowledge of the Solar System- http://pluto.jhuapl.edu/overview/piPerspective.php?page=piPerspective_08_24_2012

http://pluto.jhuapl.edu/news_center/news/20120801.php

Per ulteriori informazioni:

TuttiDentro – Un anello intorno a Plutone? https://tuttidentro.wordpress.com/2012/01/09/un-anello-intorno-a-plutone/
TuttiDentro – Hubble Space Telescope scopre un nuovo satellite attorno a Plutone – https://tuttidentro.wordpress.com/2012/07/22/hubble-space-telescope-scopre-un-nuovo-satellite-attorno-a-plutone/
NASA- New Horizons – Passing the Planets  – http://pluto.jhuapl.edu/mission/passingplanets/passingPlanets_current.php
NASA- New Horizons – Where Is New Horizons? http://pluto.jhuapl.edu/mission/whereis_nh.php

Sabrina

~ di Sabrina su 6 settembre 2012.

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