La memoria del Giappone, Hiroshima 6 agosto 1945

Hiroshima rasa al suolo dopo l’esplosione della bomba atomica.

Gli effetti della bomba su Hiroshima sono raccontati in modo meraviglioso in questo sito: http://areeweb.polito.it/didattica/polymath/htmlS/Studenti/Tesine/Ottobre%2706/Cap5MX.htm

Vi lascio solo qualche riga, per non dimenticare le atroce sofferenze. Si racconta che un bambino stesse giocando con il suo triclico quando avvenne l’esplosione della bomba. Del bimbo non rimase nulla. I genitori per commemorare la morte del figlio e per avere una tomba su cui piangere decisero di sotterrare il triciclo. Questo caro oggetto è oggi conservato al Museo della Memoria di Hiroshima (Hiroshima Pieace Memorial Museum).

Sul web ho trovato questo triciclo, immagino sia proprio quello. Non ho potuto riportare i crediti relativi all’immagine.

“Il Dr. Sasaki, insieme agli altri medici dell’ospedale della Croce Rossa, aveva elaborato la teoria secondo la quale la malattia aveva tre stadi di sviluppo.

Il primo era una diretta reazione del bombardamento sul corpo umano provocato dai raggi gamma e dai neutroni liberati dalla bomba: migliaia di persone, anche se non presentavano ferite, erano morte subito dopo l’esplosione perchè erano state uccise dall’elevato assorbimento di radiazioni.

Il secondo stadio cominciava circa due settimane dopo il bombardamento. I primi sintomi erano caduta di capelli, diarrea e febbre, che in alcuni casi poteva oltrepassare i quaranta gradi. Venti giorni dopo l’esplosione, cominciava a manifestarsi una evidente anemia e un calo vertiginoso del numero dei globuli bianchi, che riduceva la capacità del corpo di guarire le ferite o le ustioni. In questo secondo stadio, se la febbre rimaneva alta, c’erano seri rischi che il paziente potesse morire.

Il terzo stadio era la reazione che avveniva quando il corpo cercava di curare le proprie carenze, come quella dei globuli bianchi, il cui livello non solo ritornava normale, ma si accresceva eccessivamente. In questo stadio i pazienti soffrivano di infezioni e molte ferite rimarginate davano vita a cheloidi”.

Fonte: http://areeweb.polito.it/didattica/polymath/htmlS/Studenti/Tesine/Ottobre%2706/Cap5MX.html

Hiroshima Peace Memorial Museum: http://www.pcf.city.hiroshima.jp/index_e2.html

Non dobbiamo dimenticare. Non dobbiamo neppure ripetere nuovamente queste atrocità.

Sabrina

~ di Sabrina su 6 agosto 2012.

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