In ricordo di Sally Kristen Ride, prima donna astronauta americana

Sally Ride, a bordo dello Shuttle durante una delle due missioni Shuttle. Sarebbe dovuta partire per una terza missione, ma lo scoppio dello Shuttle Challenger il 28 gennaio 1986 bloccò i voli spaziali. Crediti NASA.

“Sally Ride broke barriers with grace and professionalism – and literally changed the face of America’s space program. The nation has lost one of its finest leaders, teachers and explorers. Our thoughts and prayers are with Sally’s family and the many she inspired. She will be missed, but her star will always shine brightly.”

– Charles Bolden, NASA Administrator

Sally Ride ruppe barriere con grazia e professionalità, cambiando letteralmente il volto del programma spaziale americano. La nazione ha perduto una delle leader, insegnanti ed esploratrici più eccellenti.  I nostri pensieri e le nostre preghiere vanno alla famiglia di Sally e ai molti che ha ispirato. Ci mancherà, ma la sua stella brillerà luminosa per sempre”.

– Charles Bolden, Amministratore della NASA

Foto ufficiale di Sally Ride prima del lancio della missione STS-7. Crediti: NASA.

Sally Ride nacque il 26 maggio 1951, ad Encino, California, dove trascorse la sua infanzia. Come ragazza, Sally era affascinata dalla scienza. Cercò di convincere i suoi genitori a incoraggiare le sue passioni e i suoi interessi. Crebbe giocando con un telescopio e un set per il chimico, facendo sport e gareggiando in tornei di tennis nazionali juniores. Sapeva vincere e vince anche una borsa di studio nel tennis per la Westlake School per ragazze a Los Angeles.

Nel 1977 Sally aveva conseguito una laurea in Fisica e Inglese ottenuta alla Stanford University e stava per concludere il suo Dottorato di Ricerca in fisica quando vide un annuncio sul giornale studentesco della Stanford University dove veniva pubblicato l’annuncio che la NASA stava reclutando astronauti. Fino ad allora, gli astronauti erano stati piloti militari, tutti maschi. Ma in quell’annuncio la NASA apriva le porte anche alle donne, a ricercatori e ingegneri. Sally inviò immediatamente la sua richiesta, insieme ad altre 8 000 persone. Di questo gruppo, 35 nuovi astronauti vennero reclutati, di cui sei donne furono scelte per far parte del corpo astronauti della NASA. Sally Ride venne scelta come candidata astronauta nel gennaio 1978.

Il training di Sally Ride astronauta includeva paracadutismo, sopravvivenza in acqua, l’assenza di peso, comunicazione radio e la navigazione. Il training di volo le piacque così tanto che volare divenne uno dei suoi hobby. Durante il secondo e il terzo volo dello Space Shuttle Columbia, lavorò a terra come ufficiale di comunicazione, trasmettendo messaggi dal controllo missione all’equipaggio dello Shuttle. Fece parte del team che sviluppò il braccio del robot dello Shuttle utilizzato dall’equipaggio dello Shuttle per recuperare satelliti nello spazio o per sistemarli nella giusta orbita.

Nell’agosto del 1979, dopo una formazione lunga un anno e un periodo di valutazione, Sally fu ammessa a far parte di un equipaggio dello Space Shuttle. Venne selezionata come Specialista di Missione per la STS-7 a bordo dello shuttle Challenger. Quando la navetta decollò dal Kennedy Space Center, Florida, il 18 giugno 1983, Sally entrò nella storia come la prima donna americana a volare nello spazio.

Assieme a lei, a far parte della STS-7 mission c’erano il Comandante di Missione, Capitano Robert L. Crippen, il pilota, Capitano Fredrick H. Hauck, e gli Specialisti di Missione come lei, il Colonnello John M. Fabian e il Dr. Norman E. Thagard. Questo fu il secondo volo per la navicella Challenger e la prima missione con cinque persone a bordo. Durante questo volo l’equipaggio mise in orbita i satelliti ANIK C-2 canadese e PALAPA B-1 indonesiano; utilizzarono il braccio meccanico Canadian per eseguire il primo dispiegamento e il recupero con lo Shuttle del Satellite Pallet (SPAS-01); vennero compiuti altri importanti successi con un atterraggio altrettanto perfetto all’Edwards Air Force Base, in California, il 24 giugno 1983.

Sally disse che “la cosa che ricorderò di più del volo è che è stato divertente. Sono sicura che è stata la cosa più divertente che abbia mai avuto in tutta la mia vita” / “The thing that I’ll remember most about the flight is that it was fun. In fact, I’m sure it was the most fun I’ll ever have in my life”.  Questa era Sally Ride.

Il secondo volo di Sally si ebbe con il 13 esimo volo dello Shuttle, nella missione STS 41-G che venne lanciato dal Kennedy Space Center il 5 ottobre 1984. L’equipaggio, formato da sette astronauti, era il più grande all’epoca per una missione Shuttle, che includeva il comandante Crippen, il Capitano Jon A. McBride come pilota, gli specialisti di missione la Dott.ssa Kathryn D. Sullivan e il Comandante David C. Leestma, e i Playloads Specialist, Comandante Marc Garneau e Paul Scully-Power. Atterrò ad Kennedy Space Center il 13 ottobre 1984.

Nel giugno 1985 Sally venne assegnata ad un altro equipaggio, per la missione STS 61-M ma il training della missione venne interrotto nel gennaio 1986 a causa dell’esplosione in volo dello Shuttle Challenger. Sally fece parte della Commissione Presidenziale che doveva indagare le cause della rottura in volo dello Shuttle. Alla fine dell’indagine Sally venne assegnata al Quartier Generale della NASA come Assistente Speciale per l’amministrazione e la pianificazione strategica a lungo raggio. Il suo lungo report intitolato “Leadership and America’s Future in Space” entrò nella storia. Fu allora che Sally diventò il primo Direttore dell‘Office of Exploration presso la NASA.

In questa fotografia Sally Ride saluta una bimba. Era nel luglio 2008, quando visitò il Goddard Space Flight Center per un giro e un discorso. Accanto a lei, la Dott.ssa Laurie Leshin, Vice Direttore del Science and Technology del Goddard Space Flight Center. Crediti: NASA/GSFC/Bill Hrybyk .

Sally si ritirò dalla NASA nel 1987 diventando Science Fellow presso il Center for International Security and Arms Control presso la Stanford University. Nel 1989 Sally entrò all’University of California San Diego come professoressa di fisica e Direttrice del California Space Institute.

Nel 2001 fondò il Sally Ride Science, un’istituzione con l’obiettivo di portare avanti la sua passione e di ispirare le future generazioni nella ricerca scientifica, nello studio dell’ingegneria e della fisica, delle scienze spaziali e della matematica. Il Sally Ride Science crea materiale didattico, programmi innovativi e training di alto livello professionale per gli insegnanti.

Sally scrisse ben sette libri per i bambini dedicati alle scienze: To Space and Back (in collaborazione con Sue Oakie); Voyager; The Third Planet; The Mystery of Mars; Exploring Our Solar System; Mission Planet Earth; e Mission Save the Planet (tutti con Tam O’Shaughnessy).

In questi mesi, la MoonKAM a bordo della missione GRAIL della NASA, ci ha regalato immagini spettacolari. Nella Missione MoonKAM sono stati coinvolti studenti da tutto il mondo. E questo progetto è andato in porto grazie al supporto e al lavoro del Sally Ride Science e del suo entusiasmo.

La Missione GRAIL della NASA ha messo in orbita lunare due sonde in contemporanea per una determinazione del campo gravitazionale lunare. A bordo delle due sonde Ebb e Flow la MoonKAM, una camera per scopi didattici ed educativi oltre che di outreach voluta da Sally Ride. Crediti NASA/GRAIL/.

Si è scritto che Sally Ride ispirò gli americani, soprattutto le donne americane. Ma si dimentica che anche altre donne non americane hanno creduto che un sogno come il suo potesse diventare possibile. Ispirò anche me e iniziai a sognare di volare sullo Shuttle.

Grazie Sally. Sei stata una grande compagna di vita.

Fonte Sally Ride Science:  https://www.sallyridescience.com/sallyride/bio#

Sito web del Sally Ride Science: https://www.sallyridescience.com/home

Sabrina

~ di Sabrina su 26 luglio 2012.

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