Un nuovo modo per rilevare l’atmosfera degli esopianeti

Rappresentazione artistica di Tau Boötis b. Crediti: ESO/L. Calçada.

Un team internazionale di astronomi ha immaginato un modo per determinare i dettagli dell’atmosfera di un esopianeta a 50 anni luce di distanza, anche se il pianeta non è transitato davanti alla sua stella per un osservatore dalla Terra.

Tau Bootis b è un “caldo Giove”, un tipo di esopianeta sei volte più massiccio di Giove. E’ stato il primo pianeta ad essere identificato in orbita attorno alla sua stella, Tau Bootis, distanza 50 anni luce di distanza da noi. E’ anche uno dei primi esopianeti ad essere noto scoperto nel 1996 attraverso il metodo della velocità radiale, ossia Tau Bootis b esercita un’attrazione sulla sua stella spostando la sua posizione abbastanza da essere rilevabile da Terra. Ma il pianeta non passa davanti alla sua stella come fanno gli altri pianeti, il che ha comportato l’impossibilità di fare misure dirette della sua atmosfera.

Oggi un team internazionale di ricercatori che lavorano al Very Large Telescope (VLT) del Paranal Observatory dell’ESO in Cile ha annunciato il successo di un “nuovo trucco intelligente” di esame per le atmosfere di pianeti non transitanti di fronte alla loro stella. Raccogliendo le osservazioni a raggi infrarossi del sistema di Tau Bootis con lo strumento CRIRES del VLT i ricercatori sono stati in grado di differenziare la radiazione proveniente dal pianeta in funzione di quella emessa dalla sua stella, tanto da poter essere calcolate sia la velocità che la massa di Tau Bootis.

“Grazie alle osservazioni di alta qualità fornite dal VLR e dal CRIRES siamo in grado di studiare lo spettro dell sistema in più grande dettaglio di quello che è stato possibile finora” ha affermato Ignas Snellen con il Leiden Observatory, Paesi Bassi, co-autore dell’articolo. “Solo un 0,01% della luce che vediamo proviene dal pianeta, il resto dalla stella, per cui questo non è stato facile”.

Utilizzando questa tecnica i ricercatori hanno determinato che l’atmosfera densa di Tau Bootis b contiene monossido di carbonio e, curiosamente, presenta temperature più fredde a quote più elevate, il contrario di ciò che è stato su altri pianeti extrasolari, simili a Giovi molto caldi.

“Forse un giorno potremmo trovare con questo metodo anche le prove di un’attività biologica su pianeti simili alla Terra” ha affermato Ignas Snellen.

Oltre ai dettagli atmosferici, il team è stato anche in grado di utilizzare il nuovo metodo per determinare la massa di Tau Bootis b e l’angolo orbitale, pari a -44°, un altro dettaglio non identificato in precedenza.

“Questa nuova tecnica implica anche la possibilità di studiare l’atmosfera degli esopianeti che non transitano davanti alle loro stelle, oltre alla misura della loro massa accurata, che era impossibile finora” ha affermato Snellen. “Questo è un piccolo passo in avanti.

“Forse un giorno potremmo anche trovare le prove di attività biologica simile a quella terrestre su altri pianeti in questo modo”.

Rodlerm Lopez-Morales & Ribas, Weighing the Non-Transiting Hot Jupiter Tau Boo B, 27 giugno 2012, l’articolo è disponibile su: arXiv: http://arxiv.org/pdf/1206.6197v1.pdf
Altre informazioni su ESO: http://www.eso.org/public/news/eso1227/

Sabrina

~ di Sabrina su 11 luglio 2012.

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