Messenger rivela i colori di Mercurio

Mercurio ripreso dalla sonda Messenger della NASA. Crediti: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Carnegie Institution of Washington. Cliccare per ingrandire.

I colori tenui e sorprendentemente vari di Mercurio sono rivelati nelle ultime immagini della sonda Messenger della NASA, missione che è stata estesa nei mesi scorsi per un ulteriore anno di lavoro.

L’immagine qui sopra, ottenuta da una composizione di più immagini dalla Wide Angle Camera nelle lunghezze d’onda di 996 nm, 748 nm e 433 nm, rispettivamente nel rosso, verde e blu, mostra un Mercurio semi-illuminato con il cratere Debussy molto brillante con grandi raggi che si dipartono dal centro, a sinistra.

L’immagine è stata ruotata di 180° rispetto all’originale e la saturazione del colore è stata incrementata di un 25%.

Chiamato così in onore del compositore francese Claude Debussy per la sua famosa Claire de Lune, il cratere ha una dimensione di circa 80 chilometri. Fu osservato per la prima volta da radio telescopi terrestri nel 1969 come una grande chiazza luminosa.

Oa, 43 anni più tardi, una sonda spaziale in orbita attorno al pianeta, ci invia a terra immagini davvero meravigliose, in grande dettaglio. I differenti colori osservati su tutto il pianeta sono dovuti ad una differente composizione di minerali delle regioni geologiche. La composizione esatta non è ancora nota, e il puzzle che i ricercatori stanno cercando di risolvere con Messenger è quello di capire che tipo di materiale rende Mercurio così complesso, con una superficie dai molteplici colori. Questo permetterà anche di avere un indizio sulla composizione interna del pianeta e sulla sua evoluzione nel corso del tempo.

Una mappa di Mercurio in falsi colori. Crediti: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Carnegie Institution of Washington. Cliccare per ingrandire.

L’immagine qui sopra è stata ottenuta dal Visual and Infrared Spectrograph (VIS) a bordo di  Messenger e mostra una mappa della superficie di Mercurio con i colori RGB (Red, Green, Blue-Rosso, Verde e Blu) che corrispondono a differenti composizioni di minerali.

I materiali della superificie più giovani, che sono anche più luminosi alle lunghezze d’onda del visibile e meno influenzati dagli agenti atmosferici, sono mostrati in rosso, giallo e verde. I materiali che possono aver un contenuto di ferro relativamente più elevato, sono mostrati in blu.

Si tratta di un Mercurio insolito, osservato in vari colori, forse non è ciò che vediamo con i nostri occhi ma è bello comunque per i ricercatori che si occupano di scienze planetarie!

Fonte Messenger-NASA: Mercury’s Other Colors: http://messenger.jhuapl.edu/gallery/sciencePhotos/image.php?gallery_id=2&image_id=825 .
Crediti: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Carnegie Institution of Washington.

Sabrina

~ di Sabrina su 15 maggio 2012.

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