ALH84001: il riconoscimento delle caratteristiche della vita terrestre


Questa immagine ingrandita, vista nell’ottico, mostra delle strutture insolite a forma di disco di colore arancione e nero che sono fatte di carbonato, un minerale che si forma a bassa temperatura in presenza di acqua. Crediti: Kathie Thomas-Keprta e Simon Clemett/ESCG al NASA Johnson Space Center. Scaricabile su:  http://fettss.arc.nasa.gov/collection/details/alh84001/ .

Continuazione di “ALH84001, un meteorite marziano ricco di storia” pubblicato ieri, 3 marzo 2012.

Un altro aspetto importante della “biologia marziana” riguarda la scelta dei luoghi dove cercare la vita, ossia dov’è meglio campionare per avere maggiori probabilità di trovare tracce di vita (vicino ad un lago prosciugato, vicino ad un vulcano spento, nelle regioni polari dove si potrebbe trovare acqua sottoforma di ghiacci).

Sempre legata alla “biologia marziana” bisogna anche calcolare il rischio “biologico” nel corso della preparazione delle missioni su Marte con raccolta di campioni: in che modo, per esempio, potremmo riconoscere organismi marziani? E se trovassimo vita su Marte, in che modo dovremmo procedere? Cosa ne faremmo degli organismi alieni? E come potremmo escludere contaminazioni terrestri dei campioni e viceversa?

Il riconoscimento delle caratteristiche della vita terrestre

Una delle prime cose che i ricercatori cercano nel meteorite ALH84001 è qualche traccia di un certo ordine, o una complessità e regolarità strutturale o di comportamento, dato che le entità viventi possiedono un grado di ordine molto più elevato di qualsiasi orologio di precisione. Il grado elevato di ordine nei sistemi viventi è ben evindente nella disposizione regolare del centro di un fiore di girasole oppure nell’occhio di una mosca: entrambi sono costituiti da una serie di singole unità altamente organizzate, ripetute e disposte con una precisione geometrica.

L’ordine risulta quindi una proprietà importante nei sistemi biologici: il disordine, infatti, porta ben presto alla morte di qualsiasi essere vivente se non viene riparato in qualche modo. Per questo motivo i ricercatori della NASA cominciarono a cercare delle strutture di tipo organizzato in sezioni sottili della roccia marziana e furono individuati sottilissimi tubicini di forma regolare (quelli che si possono osservare nell’immagine qui sopra). I risultati portarono ad affermare che queste strutture dovevano rappresentare microfossili (fossili di proporzioni microscopiche), testimonianze di forme di vita pregressa, risultati che furono pubblicati su riviste scientifiche.

Molti altri biologi di tutto il mondo non si trovarono d’accordo con conclusioni così azzardate, poichè i supposti batteri fossili risultavano molto più piccoli del più microscopico organismo vivente terrestre.

Nel 1998 si giunse alla conclusione che per un organismo vivente, come noi lo conosciamo, è impossibile vivere in spazi sferici di diametro inferiore a 200 nm (200 nanometri equivalgono a 200 miliardesimi di metro). I tubolini del meteorite marziano, invece, erano lunghi la metà e larghi un decimo di questo limite. Questo portò a supporre che essi non dovessero essere altro che delle strane formazioni minerali.

I “microfossili” sono risultate delle strutture con un grado di ordine elevatissimo, come lo sono i minerali del resto, ma questo non basta certo a definire che un tempo fossero entità viventi.

Le ultime informazioni su ALH84001 saranno pubblicate domani.

Altri siti dove si parla di ALH84001 (in Italiano) –  Astrocultura UAI: http://astrocultura.uai.it/avvenimenti/meteorite.htm

Ulteriori informazioni (in inglese):

http://www.marsdaily.com/reports/Wet_and_Mild_Caltech_Researchers_Take_the_Temperature_of_Mars_Past_999.html

http://fettss.arc.nasa.gov/collection/details/alh84001/

http://trekmovie.com/2011/03/06/science-supplemental-has-a-nasa-scientist-found-alien-life-in-meteorites-not-likely/

Sabrina

~ di Sabrina su 4 marzo 2012.

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