Due nuovi satelliti per Giove

Qui sopra le immagini della scoperta di una delle due nuove lune di Giove, denominate S/2011 J1 e S/2011 J2. Questo oggetto è debole e non abbiamo molte informazioni visive anche se è stato scoperto con il Telescopio ottico Magellan il 27 settembre 2011. E’ possibile osservare il satellite ad oltre 40 minuti di distanza tra le due esposizioni mentre le stelle e le galassie di sfondo sono praticamente immobili. Giove è circa 0,5 gradi di distanza dal fondo di queste immagini. Foto disponibili sul sito di Universe Today gentilmente concesse da Scott Sheppard: http://www.universetoday.com/wp-content/uploads/2012/02/Jupitermoons.jpg

I progressi della tecnologia hanno portato alla scoperta di nuovi pianeti al di fuori del nostro sistema solare ed ora anche a due nuove lune in quello nostro.

Lo scorso settembre due satelliti, tra cui il più piccolo mai scoperto prima, sono stati trovati in orbita attorno a Giove.

La scoperta porta il numero delle lune di Giove ad un valore pari a 66. Ognuna di esse è di circa 1 chilometro di dimensione; entrambe sono molto distanti da Giove e impiegano rispettivamente 580 e 726 giorni per orbitare attorno al gigante gassoso.

La scoperta potrebbe portarci ad un passo in avanti verso la comprensione della formazione ed evoluzione del nostro sistema solare. Almeno questa è la speranza di Scott Sheppard che lavora al Dipartimento di Magnetismo Terrestre presso il Carnegie Institution of Science di Washington, D.C. E’ stato Sheppard che, con l’aiuto di uno dei pià grandi telescopi terrestri, il Telescopio Magellan a Las Campanas in Cile, ha osservato le due lune.

“I nuovi satelliti fanno parte del gruppo di oggetti che si muovono in senso retrogrado intorno a Giove. E’ probabile che vi sia un centinaio di satelliti di queste dimensioni attorno a Giove” ha affermato Sheppard, spiegando che Magellan ha reso più facile l’osservazione di oggetti molto lontani da Terra. “Fino al decennio scorso la tecnologia non era in grado di scoprire questi oggetti perchè molto piccoli e molto deboli”.

I due satelliti di forma irregolare sono stati chiamati S/2011 J1 e S/2011 J2. Una volta confermati come satelliti gioviani, tali oggetti avranno un nome vero e proprio e non più una sigla. E’ possibile che sia lo stesso Sheppard a suggerirli. Secondo l’International Astronomical Union i futuri nomi devono essere correlati con Giove o Zeus, le due figure mitologiche di origine romana e greca che rappresentavano la più alta divinità, il Re di tutti gli Dei.

Giove e il satellite Ganimede ripresi dell’Hubble Space Telescope. Crediti: NASA/ESA/E. Karkoschka (U. Arizona).

“Vi sono altri oggetti simili a queste lune attorno a Saturno e a Nettuno, che sono più distanti dal Sole” ha continuato Sheppard, citando una survey del cielo che è stata guidata dal Carnegie Institution di Washington all’inizo degli anni 2000. “Se verranno costruiti telescopi più grandi nel prossimo futuro, allora saremo in grado di scoprire molti di questi oggetti e saremo anche in grado di conoscere come sono veramente”.

E lo scoprire molti di questi piccoli oggetti lontani e di forma irregolare permetterà di trovare la chiave per comprendere il nostro passato. Questo perchè i satelliti che hanno forma irregolare si ritiene siano stati catturati dai loro rispettivi pianeti dato che in genere tendono ad avere una rotazione che è opposta a quella del pianeta, con orbite eccentriche e altamente inclinate.

Questi tipi di lune differiscono dai satelliti regolari che sono ritenuti essersi formati con gli stessi materiali che compongono il pianeta. Infatti, questi corpi tendono ad avere orbite quasi circolari e orbitano nella stesso direzione in cui orbita il pianeta.

Un pianeta può, per un certo periodo, catturare un oggetto. Basti ricordare la cometa Shoemaker-Levy 9 che è stata catturata dall’enorme campo gravitazionale gioviano e che poi si è frammentata in vari nuclei penentrando nella sua atmosfera. Ma al momento attuale “un pianeta non ha alcun meccanismo efficace per catturare in modo permanente dei satelliti. Così, la cattura di satelliti esterni deve essersi verificata in prossimità del momento della formazione dei pianeti del sistema solare, quando non era ancora organizzato come lo è oggi” ha affermato Sheppard.

“La storia orbitale di un satellite può essere molto complessa… Ma capire da dove un satellite proviene permette di dirci qualcosa sulla formazione ed evoluzione del nostro sistema solare”.

Sito del Dipartimento del Magnetismo Terrestre al Carnegie Institution a Washington: http://www.dtm.ciw.edu/

Ulteriori inforamzioni su Universe Today:  http://www.universetoday.com/93473/two-new-moons-for-jupiter/;

The Jupiter Satellite Page : http://www.dtm.ciw.edu/users/sheppard/satellites/

Scott S. Sheppard Home Page: http://www.dtm.ciw.edu/users/sheppard/

Sabrina

~ di Sabrina su 18 febbraio 2012.

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