La scienza a fumetti

Da un dialogo del fumettista svizzero Fiami. Sito web su: http://www.fiami.ch .

In collaborazione con Umberto Genovese per il 27° Carnevale della Fisica ospitato da GruppoLocale, curato da Marco Castellani, a cui va nostro personale ringraziamento.

Parlare del connubio tra scienza e letteratura in un paese di scienziati e poeti non poteva non esserci spazio per una delle forme letterarie più rivoluzionarie degli ultimi duecento anni: il fumetto!

Se cercate una caratteristica tutta squisitamente umana questa è l’immaginazione.

L’immaginazione nella lunga storia umana ha avuto un ruolo non indifferente nell’evoluzione della civiltà, dai racconti fantastici sulle battute di caccia – senz’altro ingigantiti fino all’inverosimile – che i primi umani si raccontavano e dipingevano nelle pareti delle grotte debolmente illuminate dai loro primi fuochi, fino alle meraviglie ormai perdute della letteratura e della scienza umana che furono distrutte nella grande biblioteca di Alessandria nel suo ultimo e ferale assedio.

Le prime insegne murali sulle rocce della Grotta di Lascaux. Fonte Wikipedia.
Ma l’umanità non smise di sognare, la letteratura e la scienza presero semplicemente altre vie, nei monasteri cristiani in Europa – e in Italia – dove i libri venivano copiati a mano financo gli ovvi e immancabili errori, o nell’immenso Impero Ottomano dove la scienza e la letteratura classica trovarono nuovi mecenati che ne perpetuarono la memoria e anzi l’arricchirono quando ne fu possibile [1].

Fu così che in Italia nel XIII secolo il gusto dell’immaginazione risorse e rifiorono le arti, le scienze e la letteratura. Quel bellissimo periodo della storia umana dette origine a forme letterarie nuove, in Italia e in Toscana in particolare. La Divina Commedia di Dante Alighieri fu scritta nello stesso linguaggio parlato dalla gente comune, il volgare, trasmise le prime fondamenta di una Terra non più piatta fuori dall’ambito accademico dell’epoca [2].

I punti dove la scienza e la letteratura si incontrano nella letteratura italiana sono tanti, probabilmente il più famoso di questi è la celeberrima opera galileiana Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo scritta tre secoli dopo la Divina Commedia.

In questo contesto è interessante notare come un filone considerato – a torto – povero quale il fumetto ha invece dato molto a riguardo: Romano Scarpa per la striscia Disney Topolino ha inventato personaggi come Atomino Bip Bip  nel racconto a fumetti Topolino e la dimensione Delta, introducendo presso i lettori l’idea niente affatto peregrina che l’Universo si estenda oltre le quattro dimensioni percepite [3], oppure Massimo de Vita, che creando con la sua matita il professor Zapotec e il suo assistente Marlin ha proposto al grande pubblico il difficile tema dei viaggi nel tempo e i loro paradossi.

Molte storie a fumetti della banda Disney hanno tratti scientifici o fantascientifici, ricalcando i temi caldi della ricerca scientifica del momento, come le esplorazioni spaziali o sottomarine.

Fuori dalla banda Disney altri protagonisti di famosi fumetti italiani come Nathan Never, Legs Weaver e l’Universo Alfa hanno numerosi punti di contatto col mondo scientifico come le Colonie Orbitali [4] o la possibilità dell’esistenza di più universi paralleli, concetto questo che viene ora studiato in una estensione della Teoria delle Stringhe.

La scienza accennata e raccontata attraverso la letteratura a fumetti ha così potuto raggiungere la fantasia e l’immaginazione di tantissimi bambini e ragazzi in età scolare consentendo loro di sognare e fantasticare orizzonti nuovi e inesplorati. Alcuni di loro hanno poi scelto di trasformare i loro sogni in realtà seguendo una carriera di studio scientifica. Certo sicuramente non è stato tutto merito della letteratura a fumetti, ma cos’altro  potrebbe indurre un bambino a interessarsi al mondo scientifico se non qualche avventura di Archimede Pitagorico o un’epopea dei Paperi nello spazio?

Uno degli errori più diffusi è quello di aprostrofare il fumetto come un prodotto “semplicistico”, un qualcosa di scarso valore. Ma non è affatto così. Nel fumetto entrano in gioco il testo e le immagini. Ognuno di questi due elementi è fondamentale nella lettura e nella comprensione: il nostro cervello deve incrociare le informazioni che si ricavano dalle immagini con quelle del testo. Ci sono persone che non sono mai state abituate fin da piccole a leggere i fumetti e trovano difficoltà, da grandi, nel farlo. Leggere i fumetti significa fare ginnastica con i nostri neuroni che devono essere allenati fin da piccoli, altrimenti da grandi le difficoltà per imparare ad apprezzarli diventano enormi.

Nathan Never, fumetto della Bonelli Editore, disponibile su Wikipedia.

Il fumetto nasce per dar vita a mondi che stanno al di fuori dell’ordinario. Questa è stata la chiave del successo a livello planetario, realizzando storie che nessun altro linguaggio è mai stato in grado di produrre con la stessa immaginazione, con lo stesso linguaggio comunicativo, con la stessa inventiva. Mondi straordinari, avventurosi, fuori dell’ordinario hanno portato nella nostra vita e nei nostri cuori grandi eroi, supereroi, ma anche protagonisti che da nulla sono diventati i nostri eroi. Semplicemente… Il ritrovarli puntualmente, ogni mese, in libreria o dal nostro giornalaio li fa diventare i nostri “amici”. Loro, che sono personaggi nati dal tratto di matita e dall’immaginazione, avvicinano noi lettori ad un mondo che sentiamo nostro, o che sogniamo o che ha qualcosa dell’uno e qualcosa dell’altro. E loro entrano nel nostro piccolo mondo.

Ricordo un giorno che un mio amico mi raccontò quanto i fumetti avessero accompagnato e influenzato la sua infanzia e adolescenza.

Cresciuto con Topolino, Tarzan, Zagor, Tex, Capitan Mikii e Alan Ford, il vocabolario della lingua italiana veniva arricchito di settimana in settimana, grazie alla spontaneità con cui i termini venivano presentati, in modo chiaro e soprattutto divertente nelle striscie di grandi fumettisti.

Per esempio, la storia di Rossella O’Hara e Rhett Butler in “Via col Vento” fu per questo bambino prima di tutto un fumetto e, solo in un secondo momento, una storia in versione cinematografica con due grandi attori che, tuttavia, non furono in grado di detronizzare i Grandi Paperi  che, travestiti con sfarzosi ed eleganti abiti e calati nel Sud degli Stati Uniti durante la Guerra di Secessione, avevano entusiasmato un’intera generazione di lettori con le loro avventure.

Uno dei personaggi preferiti da questo bimbo era Super Pippo. Una mattina decise che avrebbe voluto fare anche lui l’eroe, lanciandosi dalla finestra di casa con un asciugamano annodato al collo, imitando in tutto e per tutto Pippo. Fortuna volle che il dislivello tra finestra e terreno non fosse poi così grande, e buttandosi giù non si ruppe l’osso del collo. Di certo, sperimentò sulla sua pelle che qualcosa, nella gravità, nell’aria, nell’asciugamano annodato al collo non andava: l’esperimento non era affatto riuscito. Non contento, qualche tempo dopo, dai fumetti questa volta di Tarzan, decise di appendersi ad un filo molto lungo (che, tra l’altro, terminava con una lampadina, immaginiamo il pericolo passato da questo bimbo particolarmente curioso) e di coprire una distanza di qualche metro passando da un’estremità all’altra di quella che lui considerava una corda. Aggrappatosi, fu un attimo a tirare giù tutto…
I fumetti gli hanno sicuramente insegnato alcune storie classiche, ma nello stesso tempo c’erano aspetti che non riusciva a ritrovare nella realtà, come volare su una fune, imitando Tarzan, o buttarsi da una finestra e planando in modo dolce, come riusciva sempre a fare Super Pippo. La gravità, quella vera, gli ha mostrato che può essere tanto importante, ma anche tanto pericolosa. Questo indica il fatto che il fumetto viene preso sul serio dai bambini, tanto che i più coraggiosi cercano di ricreare, correndo seri rischi, la situazione vissuta dall’eroe.

La scuola dovrebbe insegnare di più coi fumetti e con i film.

Enzo Biagi ha raccontato “La storia dei popoli a fumetti” attraverso le vicende dei popoli che lo hanno abitato, lungo il trascorrere delle epoche storiche: dall’Antico Egitto alla tragedia dell’11 settembre. Biagi ha raccontato “La storia d’Italia a fumetti” dove non solo venivano mostrate le grandi avventure di Giulio Cesare, ma anche le rivoluzionarie scoperte di Galileo. La Walt Disney italiana ha finito di pubblicare mensilmente in trentaquattro volumi la storia vista con gli occhi dei Paperi.

L’autore e fumettista svizzero Fiami (http://www.fiami.ch) da anni lavora e pubblica i fumetti dedicati alla storia della fisica, della matematica, dell’astronomia, della chimica con protagonisti del calibro di Einstein, Galileo, Marie Curie che puntualmente vengono letti dagli studenti delle scuole superiori di Ginevra.

Con “Le vite di Galileo” Fiami ha avuto un successo planetario, pubblicando il suo fumetto in ben otto differenti lingue, tra cui anche in italiano (edizioni CLEUP, Padova, 2009).

E’ decisamente più facile e più divertente studiare con i fumetti. Conosciamo bene quanto ostica e odiata sia la storia, o la fisica, o le scienze e quanto sia ostico e difficile sia imparare, ricordare date, formule e concetti.
Ma se lo facessimo col sorriso… forse tutto risulterebbe più  comprensibile e divertente!

[1] Un esempio lampante dell’influenza araba nella scienza lo si trova nei nomi delle stelle più luminose del cielo settentrionale: sono quasi tutti nomi arabi.

[2] Cifr. Purgatorio, IV 137-139: E già il poeta innanzi mi saliva, e dicea: «Vienne omai; vedi ch’è tocco meridian dal sole e a la rivacuopre la notte già col piè Morrocco».

[3] Atomino Bip Bip è un atomo ingrandito fino a raggiungere dimensioni – e aspetto – umane dal dottor Enigm col suo Bambatrone, uno scienziato atomico che è un po’ la caricatura del tipico scienziato di laboratorio.

[4] Le colonie orbitali furono studiate alla fine degli anni 60 del XX secolo dal fisico inglese Gerard O’Neill per fornire grandi aree abitabili a una Terra esausta dalla sorapopolazione e dallo sfruttamento indiscriminato delle risorse.

Pubblicato su GruppoLocale.it per il Carnevale della Fisica e su Il Poliedrico .

Sabrina e Umberto

~ di Sabrina su 29 gennaio 2012.

Una Risposta to “La scienza a fumetti”

  1. […] spaziali o sottomarine”… Continuate a leggere su Il Poliedrico di Umberto Genovese e su TuttiDentro di Sabrina […]

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