L’astronomia raccontata dalle astronome italiane

Very Large Array_New Mexico

Per l’Anno Internazionale dell’Astronomia 2009 moltissime sono le iniziative a livello globale e locale in ogni paese del mondo. Una di queste, molto simpatica e “femminile” riguarda il Blog italiano “Professione Astronoma” : http://professioneastronoma.blogspot.com/ .

Mi è stato chiesto di sistemare un post dove parlare della mia esperienza e dei miei sogni, della mia ricerca e dei miei contributi all’astronomia. Non credo affatto di averne lasciati, così ho raccontato dei miei sogni e dei miei anni dedicati… ad immaginare le stelle e la vita nell’Universo.

Jodie Foster nel Film Contact mentre sta per ricevere il segnale proveniente da un’altra civiltà.

Quando ero adolescente odiavo la fantascienza. Non so spiegare ancora oggi come mai non riuscissi ad avvicinarmi a un libro che catturava l’immaginazione e la fantasia di tantissime persone, oltre che dello scrittore che l’aveva pensato. In quegl’anni, il documentario «Cosmo» di Carl Sagan mi aveva fatto letteralmente innamorare dell’astronomia e di tutto ciò che era legato alle possibili forme di vita nell’Universo. Fu così che, quando arrivò in Italia il suo libro «Contact» (già custodivo gelosamente «Cosmo» in cassetta e in forma cartacea), mi dissi che uno strappo alla regola l’avrei potuto fare: la fantascienza raccontata dal mio astronomo preferito mi sarebbe sicuramente piaciuta.

La cover del libro Contact di Carl Sagan. 

Lo lessi d’un fiato. Potete capire che la sorpresa fu enorme quando mi accorsi che non c’era un protagonista, ma una protagonista, per di più astronoma, Eleanor Arroway, Direttrice del Progetto Argus, un sistema di 131 radiotelescopi che si snodavano per diversi chilometri nel deserto del New Mexico, uno dei posti più belli che avrei voluto visitare. Per anni, sulla mia scrivania sistemai un foglietto di carta con la stessa citazione che Eleanor teneva sulla sua. Era tratta dalle «Metamorfosi» di Franz Kafka:

Ora le Sirene possiedono un’arma ancor più fatale
del loro canto, ossia il loro silenzio…
Qualcuno puo’ forse esser sfuggito
al loro canto;
ma mai certo al loro silenzio.

Quante volte questa frase mi ha dato stimolo a continuare con gli esami, anche quelli più difficili, durante il corso di laurea: sognavo quei radiotelescopi lungo le sterminate distese desertiche che si muovevano in cerca di segnali radio provenienti dallo spazio… E io ero lì.

E’ stato solo per questa occasione speciale, quella di raccontare di me e della mia professione di astronoma in questo Blog, che sono ritornata indietro nel tempo coi ricordi e ho riflettuto su un particolare. Sono sì un’astronoma oggi, e ne sono entusiasta, che non ha fatto astronomia nel radio, cosa che invece, tutti avrebbero immaginato arrivati fin qui nella lettura. In questi ultimi due anni e mezzo ho fatto astronomia… in Radio.

La comunicazione dell’astronomia in radio è un’esperienza che porta con sé molte soddisfazioni. Ho potuto raccogliere e condividere le emozioni del cielo raccontate dagli astronomi professionisti, e quelle delle «stelle» della musica, dello sport, della televisione e del cinema. Non sono stata sotto un radiotelescopio e non ho guardato in su, come molte delle mie colleghe, ma mi sono trovata davanti ad un microfono, ad un telefono, al computer.

Chissà se mai, un giorno, quelle onde radio in FM che conservano voci ed emozioni di tutti noi potranno arrivare su un altro pianeta, venir catturate e decifrate da una qualche civiltà.

La Eleanor Arroway dentro di me a distanza di anni si fa ancora sentire.

L’articolo è pubblicato su: http://professioneastronoma.blogspot.com/2009/07/lastronomia-in-radio.html  .

 

Sabrina

~ di Sabrina su 16 luglio 2009.

12 Risposte to “L’astronomia raccontata dalle astronome italiane”

  1. brave le mie astronome diffondete la luce della scienza ehe ^^

  2. Ho letto quello che hai scritto riguardo alla tua esperienza. Per mio conto posso dire che quello che fai è molto bello ed è utile a molte persone come me. Da un pò di tempo a questa parte leggo i post su questo bellissimo blog e continuerò a farlo molto volentieri.
    Continua così!!

  3. Grazie, che emozione leggere i vostri gentilissimi pensieri! Anche a me piace molto il vostro blog e mi pare che si noti dal numero di commenti!

    Cercherò di migliorarmi ancora, si dice che non c’è limite al peggio, e al meglio? He he… Lo scopriremo!

  4. Le passioni, quando nascono da giovanissimi, difficilmente muoiono nell’età adulta, anzi, maturano, senza invecchiare mai.

    Brave astronome, fate grande l’astronomia in Italia!

  5. Fa sempre piacere sapere che ci sono donne anche in ambiti della ricerca che fino a una trenitna di anni fa parevano sotto lo stretto dominio del genere maschile. Non per essere femminista, ma è solo una considerazione che ho fatto leggendo i post delle astronome, quello dedicato alla Leavitt, o a Eleanor Arroway, che seppur di fantasia, rimane un’astronoma immaginata dalla mente di un astronomo.

    Fate bella ricerca in quest’anno dedicato all’astronomia, buon lavoro!

  6. Mi piace molto quello che hai scritto su “Astronomia in Radio”, quello che ti ha ispirato, quello che poi ha concretizzato la tua passione per l’astronomia. La ricerca di vita nell’Universo è legata alla nostra esigenza di rispondere a domande che potremmo definire “eterne”: “Chi siamo, da dove veniamo, perchè esiste l’Universo, che cos’è l’Universo, è finito o infinito?”. E sicuramente una delle ricerche più importanti che un astronomo potrebbe fare, solo che finanziamenti per realizzare radiotelescopi puntati verso il cielo per captare segnali provenienti dallo spazio chissà in quale direzione del cielo, non si troveranno mai, dato che questo tipo di ricerca verso l’ignoto non ha molto senso… C’è veramente qualcuno lassu nello spazio o siamo soli? Chi ce lo puo’ dire, a priori?
    Sicuramente, queste domande possono creare uno stimolo talmente forte da portare una persona allo studio dell’astronomia, come è successo nel caso tuo, Sabrina. Ma non c’è stato solamente questo: dove metti la tua curiosità e la voglia di conoscere?

    Voglio ricordare una frase del comandante Chirck dell’Enterprise: “Spazio ultima frontiera, ecco i viaggi dell’astronave Enterprise durante la sua missione quinquennale, diretta all’esplorazione di nuovi mondi, alla ricerca di altre forme di vita, fino ad arrivare laddove nessun uomo è mai giunto prima”.

    Stare a contatto con altre colleghe astronome è sicuramente una bella esperienza. E soprattutto, fai un lavoro estremamente utile e interessante per tutti noi. Chissà che qualche extraterrestre non capti una puntata del tuo programma “Tutti Dentro” e ti dia l’esclusiva per un’intervista sull’aumento del traffico all’interno della Via Lattea, argomento attuale anche qui da noi, sulla Terra !
    Naturalmente, a me piace scherzare! Ciao!
    Flavio

  7. Talvolta l’astronomia in radio si spinge piu’ lontano dell’astronomia radio…
    Roberto

  8. I complimenti sono più che meritati!! Anch’io te li faccio perché so quanta passione e dedizione ci metti nel tuo lavoro!
    Vai sempre avanti così, questa strada che hai intrapreso è molto affascinante!
    Amedeo

  9. Cari astronomi e non astronomi,

    vi confesso che lavoro molto meglio con gli astronomi uomini! Quindi, spero che continuerete ad essere numerosi, in ogni campo, mentre i sogni del cielo e dello spazio vivranno nei vostri cuori e nella vita faremo altro.
    Stesso discorso lo applico anche a me. “Del doman non v’è certezza”.

    Grazie!!

  10. Ci si appassiona all’astronomia nei modi più svariati e impensati e lo studio della vita su altri mondi è uno dei temi più affascinanti che la ricerca moderna possa intraprendere.
    Se ci sarà davvero un’altra forma di vita nella nostra Galassia (tanto per rimane abbastanza vicini) dovremo come minimo trovare un senso diverso alla nostra esistenza.
    Mi è piaciuto il film Contact e credo proprio di non essere l’unica a crederlo: la Foster è brava.

  11. Anche a me è piaciuto il film, ma sinceramente il libro era tutta un’altra cosa! Peccato che non vi siano più ristampe.

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