
E’ difficile a dirsi da un punto di vista generale, ma vorrei provare a offrire qualche spunto di riflessione. Innanzitutto, ogni scoperta fatta da un appassionato ricercatore autodidatta in genere è relativa a enunciati a lui “accessibili”, soprattutto dal punto di vista del linguaggio utilizzato, come nel caso del Teorema di Fermat. Invece, la maggior parte dei problemi matematici attuali si formulano in modo talmente complesso che solo gli specialisti del campo sono in grado di capire la domanda posta.
E’ quindi necessario ripiegare su enunciati più “semplici”. Come mostra il Teorema di Fermat, però, non è certo sufficiente che un enunciato sia semplice perché lo sia anche la sua soluzione! Inoltre, per molti degli enunciati di facile comprensione e celebri, i matematici non professionisti non sono certo i soli in prima linea. Più frequentemente, le questioni che si formulano in modo semplice e delle quali nessuno conosce la soluzione sono problemi celebri che attirano naturalmente l’attenzione di molti, professionisti e appassionati.
Non c’è dunque speranza? Non necessariamente, a condizione di rinunciare al tentativo di rispondere a domande troppo famose nel mondo della matematica. Ho preso come esempio il Teorema di Fermat, ma potrei menzionare diversi altri, quali, per esempio la Congettura di Goldbach, sempre nel suo enunciato, e, ad oggi, ancora irrisolta:
ogni numero pari maggiore di 2 è somma di due numeri primi.
Un dilettante che cercasse risposta a questa congettura finirebbe, nella migliore delle ipotesi, con il ritrovarsi tra le mani un manipolo di teorie già esistenti, e, nella peggiore, ad odiare la matematica.
Ma ci sono altre cose su cui è possibile indagare , per chi si vuole affacciare per la prima volta a questo mondo, con interesse e passione. Un modo di procedere può essere, per esempio, quello di porsi nuove domande, di abbandonare i sentieri già battuti, già troppe volte percorsi dalle grandi menti scientifiche.
Una vera e propria miniera di problemi irrisolti è offerta, per esempio, dai giochi e dalle sfide matematiche, ben lungi dall’essere appannaggio dei ricercatori, formulate in modo accessibile e, meraviglia, talvolta risolvibili senza dover utilizzare conoscenze matematiche troppo sofisticate.
Dopo tutto, non era mica necessario chiamarsi Eulero per risolvere la questione dei “sette ponti di Königsberg” nel XVIII secolo: una volta letta la soluzione del problema si è addirittura tentati di dire che, se fossimo stati al posto di Eulero, avremmo potuto arrivarci anche noi, forse non immediatamente, ben inteso, dopo qualche momento di riflessione. E divenire così niente meno che i precursori della teoria dei grafi e della topologia!
Precursori e non fondatori, poiché è bene non esagerare: lì si vedrebbe certamente la differenza tra un dilettante,sebbene preparato, che fosse riuscito a risolvere il problema dei sette ponti e il lavoro realizzato da Eulero. Il primo, una volta trovata la soluzione, si potrebbe dire soddisfatto, mentre per il matematico svizzero quello non era che l’inizio, il punto da cui partire per spingere la ricerca sino a fondare un nuovo ramo della matematica.
Certamente, non tutte le sfide matematiche saranno così feconde, come quella risolta da Eulero, ma con un po’ di fortuna chissà che, ponendosi un problema inoffensivo, un po’ intrigante, magari apparentemente puramente estetico, non ci si imbatta, uno di questi giorni, in qualcosa di nuovo da sviluppare!
Fine
Sabrina