Archivio per la Categoria Un giornalista per Tutti Dentro: Emiliano Ricci

Anche nell’arte si nasconde la fisica

Posted in Un giornalista per Tutti Dentro: Emiliano Ricci on 18 Marzo 2009 by Sabrina

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Intervista a Emiliano Ricci, puntata 52 di Tutti Dentro - continuazione


«Stavolta voglio raccontare l’applicazione dell’astronomia, non più della fisica, all’arte, ossia l’individuazione di alcuni fenomeni particolari ritratti nei quadri di alcuni artisti famosi. Mi viene in mente “L’urlo” di Munch o “La notte stellata” di Van Gogh: sono entrambi quadri analizzati da astronomi per determinare il momento esatto in cui il pittore aveva ritratto quel particolare fenomeno. Ne “L’urlo” di Munch c’e lo sfondo rosso legato all’eruzione del vulcano Krakatoa» ci racconta Emiliano Ricci.
Leggiamo il racconto di Munch in un suo diario:

«Camminavo lungo la strada con due amici quando il sole tramontò, il cielo si tinse all’improvviso di rosso sangue. Mi fermai, mi appoggiai stanco morto ad un recinto. Sul fiordo nero-azzurro e sulla città c’erano sangue e lingue di fuoco. I miei amici continuavano a camminare e io tremavo ancora di paura… e sentivo che un grande urlo infinito pervadeva la natura.»

«Ne “La Notte stellata” sono stati ripresi il paesaggio e la posizione delle stelle per determinare la notte esatta in cui Van Gogh aveva fatto il ritratto. Non solo: a Firenze, nella Sacrestia Vecchia della Chiesa di San Lorenzo c’è un soffitto in cui è ritratto, in modo molto bello, il cielo di un giorno particolare. Gli astronomi, studiando la posizione dei pianeti e delle stelle ritratti in questa cupoletta, sono riusciti a determinarne il giorno esatto.»

Grazie Emiliano.

Sabrina

Anche nel biscotto inzuppato si nasconde la fisica

Posted in Un giornalista per Tutti Dentro: Emiliano Ricci on 17 Marzo 2009 by Sabrina

 

ignobel_premioCapita a volte che la fisica venga applicata in campi davvero assurdi e in parte inutili.
Una o due settimane prima dell’annuncio dei vincitori del vero Premio Nobel vengono assegnati ogni anno gli “igNobel”, dei riconoscimenti un po’ particolari, che se da un lato appaiono semplice goliardia, dall’altro esprimono la volontà di premiare le scoperte più inusuali e fantasiose per richiamare l’attenzione della gente sulla ricerca scientifica, medica e tecnologica.
In Astrofisica qualche tempo fa è stata premiata una ricerca dal titolo: “I buchi neri possiedono tutti i requisiti tecnici per essere la sede dell’Inferno”; una seconda riguardava il biscotto inzuppato nel tè, ossia come “creare” il biscotto perfetto che riuscisse a sopportare la temperatura elevata del tè quando vi veniva immerso.

«Chiaramente la fisica è ovunque» ci racconta il nostro Emiliano Ricci nella puntata 52 di Tutti Dentro, «al limite noi potremmo ipotizzare di studiare qualunque fenomeno (da un punto di vista fisico) perché ogni nostra azione o evento che osserviamo ha, comunque, in sé un qualcosa di fisico. Così, anche il biscotto che si inzuppa nel tè deve seguire le leggi della fisica, altrimenti sarebbe un biscotto davvero particolare. Mi viene in mente un ricerca, fatta qualche tempo fa, che riguardava il calcolo della probabilità che il pane cada sempre dal lato imburrato e non dall’altro… Oppure il perché andando in bicicletta non si cade… Si tratta, alla fine, di uno studio fisico che richiede una discreta conoscenza delle leggi della rotazione, nell’esempio della bicicletta, per poterlo spiegare».

Per i più curiosi, sul sito ufficiale di Improbabile Research alla pagina: http://improbable.com/ig/winners#ig2008 si possono trovare le liste di tutti gli igNobel assegnati dal 1991 in poi.

Per il biscotto inzuppato nel tè potete leggere l’articolo apparso su Il Corriere della Sera: http://archiviostorico.corriere.it/1999/ottobre/24/Nobel_Ignobile_alla_fisica_del_co_0_991024468.shtml .

Un grazie di cuore ad Emiliano.
Sabrina

Spettroscopia X in una tela

Posted in Un giornalista per Tutti Dentro: Emiliano Ricci on 12 Marzo 2009 by Sabrina

firenze_notturnoNella puntata 52 di Tutti Dentro, l’ultima della VI serie, abbiamo parlato delle applicazioni della fisica e dell’astrofisica, di certe invenzioni tecnologiche fatte a scopo di ricerca astrofisica, poi applicate in altri campi della conoscenza umana, in particolare all’arte. Emiliano Ricci, il nostro giornalista più affezionato, ci ha parlato della sua esperienza.

“Ho studiato fisica a Firenze. Come già saprete, Firenze ha un’Istituzione, l’Opificio delle Pietre dure (Home Page: http://www.opificiodellepietredure.it) dove c’è un museo molto bello che si occupa di studiare materiale e di fare ricerca e restauro di opere d’arte. Qui, un gruppo di fisici nucleari, che lavorano con dei piccoli acceleratori, hanno fatto e stanno facendo tuttora delle ricerche molto interessanti e non invasive su opere d’arte con le tecniche della fisica nucleare. Mi spiego. Fare l’analisi di una tela o di un particolare colore significa farne l’analisi chimica, che consiste nel prendere un campione del materiale da analizzare. I fisici nucleari fiorentini hanno pensato non di ritagliare pezzi di quadro o di tela, né di asportare dei campioni che porterebbero al danneggiamento della tela stessa. La loro idea è stata quella di sottoporla ad una sorta di raggi X, di fare quella che viene chiamata “spettroscopia X”: lanciare delle particelle accelerate verso il quadro e andare poi ad analizzare come il quadro diffonde le particelle accelerate, studiando lo spettro dei raggi X emessi e determinando, in questa maniera, la composizione chimica delle tempere e degli oli utilizzati”.

Fisica a fin di bene… E di arte. Grazie Emiliano.

Sabrina

Sperimentare… sugli animali

Posted in Un giornalista per Tutti Dentro: Emiliano Ricci on 2 Marzo 2009 by Sabrina

gattinoContinua qui l’intervista ad Emiliano Ricci (puntata 50 di Tutti Dentro) dedicata agli animali mandati in orbita nello spazio.

“Ho avuto la fortuna di non dover mai scrivere su argomenti delicati quali sono gli esperimenti sugli animali. E’ sempre molto difficile parlare di questo tipo di esperienze”.

“Quello che mi preoccupa di più sono i maltrattamenti nei confronti degli animali fatti gratuitamente per la ricerca dei cosmetici e per le pellicce: tutto questo è assolutamente da abolire e da evitare. Nella ricerca medica la posizione mi vede un pochino più sullo sfumato. Infatti, ragionando e parlando con giornalisti che si occupano di medicina e di sperimentazione di nuovi farmaci, è evidente che la sensibilità nei confronti degli animali è cambiata e la ricerca (almeno si spera) è diventata sempre più una ricerca fatta con la minor sofferenza possibile per gli animali, quando si dovessero necessariamente utilizzare. Io penso e spero che siano ricerche volte al bene dell’umanità”.

“Sono una persona molto sedentaria che evita i rischi di qualunque genere, però un viaggio nello spazio sarebbe una di quelle esperienze per cui io metterei volentieri in gioco la mia vita. Detto questo, mi porterei sicuramente persone care e anche animali se potessi farlo”.

Grazie Emiliano.

Sabrina

Si parte per un viaggio… nel tempo

Posted in Un giornalista per Tutti Dentro: Emiliano Ricci on 27 Febbraio 2009 by Sabrina

il-tempoIntervista a Emiliano Ricci – puntata 47 di Tutti Dentro

 

Si può veramente viaggiare nel tempo?


“E’ una domanda che ritorna spesso nei dibattiti e nelle conferenze” ci racconta Emiliano Ricci. “Qui entra in gioco la Relatività di Einstein, che stabilisce che non c’è niente che impedisce di viaggiare indietro nel tempo.
Secondo alcuni fisici basterebbe creare un buco nero rotante, una sorta di porta d’ingresso per fare un viaggio del genere. Se consideriamo la fantascienza, esistono tanti film e libri dedicati a questo argomento: il primo è “La macchina del tempo” di Wells, ma si potrebbe pensare anche a “Ritorno al Futuro”.
In tutti questi film e libri sorge un problema – che è il problema fondamentale – quello che i fisici hanno chiamato il “Paradosso del Nonno” (o della Nonna, per essere “politically correct”): viaggiando indietro nel tempo ci potremmo trovare noi in condizioni di uccidere il nostro nonno (o la nostra nonna) e quindi impedire la nostra nascita. Questo è un problema grave dei viaggi del tempo, il problema del rapporto causa-effetto. Per tentare di risolverlo alcuni fisici, tra cui Stephen Hawking, hanno pensato ad una cosa curiosa: come esiste il “principio di conservazione dell’energia”, così dovrebbe esistere il “principio di protezione cronologica”, una nuova legge fisica che, in sostanza, stabilisce che è impossibile uccidere nostro nonno. Questa legge  non dovrebbe impedire i viaggi nel tempo, ma impedire i viaggi nel tempo che in qualche maniera sono collegati alla nostra evoluzione futura. Chiaramente, è ancora tutto da dimostrare, ma è un aspetto interessante di uno studio alquanto recente, nonostante la fantascienza parla di viaggi nel tempo da più di un secolo”.

Grazie Emiliano.

Sabrina

Una freccia insolita: quella del tempo

Posted in Un giornalista per Tutti Dentro: Emiliano Ricci on 27 Febbraio 2009 by Sabrina

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Intervista a Emiliano Ricci – puntata 47 di Tutti Dentro

Uno dei temi preferiti della comunicazione scientifica è sicuramente quello della freccia del tempo, come la chiamò in maniera colorita l’astronomo Sir Arthur Eddington: perché il tempo va solo in avanti?
Alla base di questo concetto sta il concetto (peraltro ostico) della fisica: l’entropia.

“Mi viene in mente una battuta che trovavo sui muri della facoltà di Fisica quando ero studente: “Ravvedetevi, l’entropia aumenta”, ci racconta Emiliano. “Per l’appunto, questo aumento di entropia o di disordine dell’Universo, fa sì che si percepisca un orientamento del tempo, che in realtà le leggi della fisica a livello microscopico non indicano. CI troviamo, dunque, di fronte a uno strano paradosso: l’Universo segue una certa direzione temporale per provocare un aumento nel disordine generale, però le leggi teoriche ci dicono che potremmo andare indietro nel tempo.
Facciamo l’esempio classico: una camera da letto, se lasciata così com’è, senza che venga mai rifatto il letto, senza che vengano mai rimessi a posto i libri o ripiegati gli indumenti, tende ad aumentare il disordine e noi, ogni giorno, dobbiamo fare uno sforzo, cioè applicare dell’energia, per ridurre questo disordine. L’unica legge che stabilisce che l’Universo va in certo verso, che è quello di maggior disordine, è dato dal Secondo Principio della Termodinamica, che stabilisce che il disordine dell’Universo deve aumentare. Però, effettivamente, le leggi microscopiche della fisica delle particelle dicono che si potrebbe andare, tranquillamente, avanti e indietro nel tempo senza accorgersi che stiamo percorrendo l’una o l’altra direzione”.

All’inizio della puntata 47 di Tutti Dentro abbiamo parlato della teoria secondo la quale il tempo non esiste: il tempo è solo una nostra illusione, è il cervello che ordina i vari fotogrammi temporali in una certa sequenza che va solo in avanti, ma nella realtà tutti questi fotogrammi esistono simultaneamente.

“Al concetto di tempo” dice Emiliano “ mi viene da rispondere come ha risposto Sant’Agostino: “Se non mi viene chiesto, so benissimo che cos’è, quando mi viene chiesto non so più rispondere”.  Quindi, mi avvalgo della facoltà di non risponderti ad una domanda di questo genere. La mia visione è che il tempo è reale, scorre a quella che i fisici potrebbero chiamare la velocità di un secondo al secondo; che esista poi un tempo biologico, un tempo psicologico senz’altro, ma che ci sia un substrato di realtà non lo metterei in dubbio”.
Grazie Emiliano.

Sabrina

Quando LHC va incontro ai tumori

Posted in Un giornalista per Tutti Dentro: Emiliano Ricci on 5 Febbraio 2009 by Sabrina

bncI protoni e i neutroni, chiamati anche adroni (per il fatto che quando sono molto vicini si attraggono fortemente), possono essere accelerati fino a velocità prossime a quella della luce con macchine simili a LHC.
Si è scoperto che adroni carichi, quali i protoni e i nuclei di carbonio, possono essere usati per curare i tumori, oltre che per studiare come è fatta la materia. E’ possibile distruggere un tumore ben definito, posizionato a qualsiasi profondità nel tessuto umano, senza aprire chirurgicamente il paziente.

Anche per i tumori non ben definiti spazialmente, da alcuni anni i fisici, in collaborazione con medici, biochimici e biologi, stanno cercando di sviluppare una radioterapia che in inglese viene chiamata “Boron Neutron Capture Therapy” o BNCT, che evita di danneggiare le cellule sane. In Italia, presso i laboratori di Legnaro (Padova), l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) ha un progetto ambizioso: realizzare la più intensa sorgente neutronica mai costruita basata su un acceleratore di protoni per curare i melanomi maligni della pelle proprio con la BNTC.
Per maggiori informazioni, vi rimando all’articolo di Paolo Colautti, coordinatore del progetto BNTC dei Laboratori Nazionali di Legnaro: http://cono-scienza.fisica.unipd.it/articoli.php?id=27 .

L’esperimento di LHC risulta fondamentale perché permetterà oltre alla realizzazione di nuove apparecchiature di diagnosi medica e diagnostiche a raggi X e radiografia digitale, anche di trasporti a levitazione magnetica, connessioni tra processori CPU e memorie, comunicazioni a fibre ottiche. La lista potrebbe, così, continuare. “Di questo però si parla molto raramente” ci racconta Emiliano Ricci, nella puntata 46 di Tutti Dentro, “perché le ricadute nel quotidiano di questi esempi sono significative, non nell’immediato, ma solo dopo alcuni anni. Basti pensare a quelle che si sono avute in seguito all’esplorazione della Luna o in seguito a studi o dati di ricerca di base: sono previsioni non banalissime da fare, in quanto bisogna valutare gli aspetti tecnologici e i costi di un eventuale applicazione nel quotidiano. E di questo è davvero difficile parlare. Però, queste applicazioni potrebbero aiutare gli scienziati che fanno ricerca di base a convincere i finanziatori delle bontà della loro ricerca.  Un’applicazione che ha avuto una ricaduta clamorosa nella vita di tutti i giorni è nata proprio dalla ricerca di base che si svolgeva al Cern di Ginevra, qualche anno fa. Sto pensando al WEB per l’appunto, nato nel 1989 ad opera di Bermers-Lee quando era ricercatore al CERN, ideandolo come strumento di condivisione della conoscenza scientifica. Tutti noi sappiamo adesso qual è stato il risultato. Quindi, quando si parla di finanziare la ricerca di base, alla fine si parla di certe ricadute tecnologiche nel quotidiano che non sono immediatamente prevedibili, ma che sicuramente arriveranno”.

Siamo stati sommersi di articoli su questo caso, si è parlato e anche sparlato. Per Emiliano Ricci, “un titolo ad effetto su un quotidiano potrebbe essere: “Il buco nero può attendere” parafrasando il titolo di un famoso film di Warren Beatty “Il paradiso può attendere”. Se dovessi rivolgermi ad un target un po’ più specializzato, come quello di “Le Scienze” la rivista per cui scrivo, allora sceglierei: “Parte LHC: la porta di ingresso della fisica del XXI secolo”, perché ci si aspetta che LHC possa aprire nuovi filoni di indagine nella fisica”.
E ce lo auguriamo anche noi insieme ad Emiliano.

Sabrina

La fantascienza nelle fiction televisive

Posted in Un giornalista per Tutti Dentro: Emiliano Ricci on 19 Gennaio 2009 by Sabrina

tecnologia

 

Dall’interivsta di Emiliano Ricci – giornalista scientifico della rivista “Le Scienze” – Puntata 45 del 17 novembre 2008.

Da un po’ di tempo la scienza pare aver perso il suo “appeal” particolare, quello di benessere e di bene comune.  Di conseguenza, notevoli sono le difficoltà nel far passare le notizie scientifiche sui giornali non specializzati. L’idea che generalmente si utilizza è di adeguare il linguaggio della scienza a quello “comune” del target cui ci si riferisce, eventualmente giocando sugli aspetti del quotidiano: se parliamo, per esempio, di fisica delle particelle o di cosmologia risulta importante cercare un collegamento con la realtà di tutti i giorni. Rimane il fatto che le persone che ti leggono o leggono una qualsiasi notizia, si pongono sempre le classiche domande: chi siamo, dove andiamo, da dove veniamo, che cos’è la vita e come evolverà l’universo. Sarebbe importante cercare di rispondere, anche se l’argomento non tocca questi grandi temi, perchè anche il solo avvicinarsi a queste tematiche serve a stimolare l’interesse delle persone.

Gli scienziati, in particolar modo quelli italiani, non sono mai stati particolarmente abituati a comunicare al pubblico e solo recentemente hanno iniziato a farlo. E’ utile sottolineare il fatto che esiste una diffidenza generalizzata nei confronti della scienza, che è quella che si osserva in tutto il mondo occidentale, negli Stati Uniti e, in particolare, nel mondo anglosassone, dove la tradizione di scienziati-divulgatori è ben assodata. Emerge un difetto all’origine: giornalisti poco attenti e “capaci di comunicare”. C’è, tuttavia, anche una questione importante: la società attuale pare non riconoscere la funzione base della scienza e della tecnologia.

Noi viviamo in una società altamente “tecnologizzata”: le persone non se ne rendono conto, come non si rendono conto dell’impatto della scienza e della tecnologia nel miglioramento della qualità della vita. Abbiamo un’aspettativa di vita notevolmente aumentata negli ultimi secoli; abbiamo strumenti che per noi sono diventati delle appendici, come il cellulare, il computer, la lavatrice e il televisore, tutti prodotti della ricerca scientifica e tecnologica, ma nonostante questo c’è una diffidenza nei confronti della scienza considerata come un male, un qualcosa che va al di là di tutte le cose buone che ci può aver portato, probabilmente per via della bomba atomica che nessuno dimentica, o di una cattiva divulgazione collegata, per esempio, a cose che toccano il nostro quotidiano, come gli OGM, la procreazione assistita o l’energia nucleare, per tornare a impieghi pacifici.

La fantascienza potrebbe essere un mezzo molto importante per comunicare le ultime scoperte scientifiche. In tempi meno recenti la fantascienza ha sicuramente aiutato la scienza a penetrare nel grande pubblico: questo aspetto ora sta mancando a livello generale, al di là della fantascienza italiana, che manca da sempre. A livello di fantascienza hollywoodiana, in questi anni si toccano sempre meno temi di traduzione della scienza. D’altro canto, la televisione generalista ha come scopo quello di “pescare nel mezzo”, ossia di toccare temi quotidiani come la salute e la sicurezza attraverso fiction su medici e poliziotti, attraverso storie di ammazzamenti vari e, per farlo, non può specializzarsi troppo.
A mio avviso, bisognerebbe mettere d’accordo scienziati e comunicatori per provare a percorrere la strada della fantascienza scientifica in televisione attraverso fiction televisive, come per esempio “CSI”, che ha un fondamento profondamente scientifico, ma che si scontra con la realtà dei fatti… Nonostante tutti gli sforzi dei RIS o della polizia scientifica, in realtà, la ricerca del colpevole e i casi degli omicidi non si risolvono nei 45-50 minuti televisivi. Sicuramente, la fantascienza scientifica può aiutare la gente ad avvicinarsi alla scienza; tuttavia, questa potrebbe diventare una sorte di boomerang: in televisione, infatti, la polizia scientifica e i RIS sono bravissimi a risolvere i problemi, ma la vera scienza nella vita di tutti i giorni sembra non aiutarci affatto.

Ringraziamo Emiliano Ricci per il suo prezioso contributo alla trasmissione Tutti Dentro.

Sabrina e Luca