
Galileo Galilei pioniere della scienza
1609 – 2009
Stillman Drake
Muzzio Editore
Padova, euro 18,00
www.muzzioeditore.it
Una volta Einstein ci consigliò che, nel cercare di comprendere il pensiero di uno scienziato creativo, dovremmo prestare attenzione non tanto a ciò che egli dice, ma a quello che fa. Ciò che fece Galileo è noto principalmente grazie agli appunti conservati in pagine contenenti diagrammi e calcoli ma poche o nessuna parola. Ciò che egli disse nei suoi libri era basato su ciò che aveva fatto, ma fu frequentemente interpretato in maniera scorretta perché avevamo solo informazioni sporadiche sul lavoro che stava dietro le sue parole. In astronomia, ciò che Galileo aveva fatto era detto nelle sue relazioni di osservazioni e scoperte al telescopio, escluse le misurazioni e i calcoli che stanno dietro l’astronomia dei satelliti. Nel campo della fisica, il lavoro di Galileo rimaneva oggetto di speculazioni. Durante gli ultimi quindici anni, la situazione è notevolmente cambiata in entrambi i campi. Abbiamo ora una sostanziale quantità d informazioni sulle misurazioni e sui calcoli di Galileo sia in fisica sia in astronomia.
Stilman Drake
Drake ha contribuito moltissimo al rinnovamento dell’interesse per Galileo, curando la traduzione in inglese del Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo e di altre opere del grande scienziato pisano e scrivendo sulla sua figura pagine preziose.
Simili profonde contemplazioni si aspettano a più alte dottrine che le nostre: ed a noi deve bastare d’essere quei men degni artefici, che dalle fodine [cave] scoprono e cavano i marmi, ne i quali poi gli scultori industri fanno apparire meravigliose immagini, che sotto roza ed informe scorza stavan ascoste”.
Galileo Galilei dal “Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo”
Sabrina


I testi di divulgazione scientifica sono molto diffusi nei paesi anglosassoni e in Italia arrivano regolarmente le traduzioni di quelli che sono diventati dei bestseller, mentre vi è una singolare carenza di opere di divulgazione indigene. Se la divulgazione si definisce, secondo Devoto e Oli, come “esposizione aliena da tecnicismi e da oscenità, diretta ad un pubblico vasto o appena discriminato” questo libro è sicuramente un tentativo in tal senso.


