
L’Astronomia è una materia che si adatta molto bene alle misconcezioni, è facile crearsi un cosmo “personale” che raggruppa tutte le spiegazioni di ciò che possiamo percepire con i nostri sensi. I mezzi di comunicazione di massa come la televisione, la radio, la stampa e Internet, sono tra le più importanti sorgenti della nostra informazione e disinformazione in Astronomia. Spesso la gente è pronta ad accettare la validità di una notizia solo per il fatto che essa provenga da una di queste fonti. Certe volte coloro che divulgano le notizie di carattere astronomico non sono nemmeno degli esperti del settore, ma solamente dei giornalisti che hanno avuto l’incarico di notificare un dato contenuto, senza nessuna preparazione specifica. In particolare, su Internet chiunque può porre notizie, non c’è nessuna verifica da parte di competenti, esistono di conseguenza centinaia di siti contenenti informazioni scientifiche.
Oltre ai mezzi di comunicazione di massa sono varie le motivazioni che possono far indurre a credere in una misconcezione, ne elencheremo alcune che sono, secondo noi, le principali:
1. L’esperienza personale: da quando siamo nati siamo a contatto con i fenomeni fisici. Per esempio, quando saltiamo, sicuramente dobbiamo lottare contro la gravità e quanto più ci troviamo vicini ad una fiamma, tanto più ne sentiamo il calore, fino a scottarci. Queste esperienze, testate sui nostri sensi, rappresentano spesso degli inviti per dare una spiegazione (purtroppo molte volte errata) ai vari fenomeni fisici inerenti all’Astronomia.
2. I film e i cartoni animati: sono solo delle finzioni e quindi rappresentano realtà generalmente in contrasto con le leggi della fisica, ma nonostante questo, spesso vengono accettate positivamente come vere le idee che ci offrono.
3. Le parole di uso comune: particolari espressioni di origine fisica contenenti parole di uso comune, come ad esempio, “buco nero”, rischiano di essere interpretate alla lettera.
4. Confusione tra parole: spesso non si conosce la differenza fisica tra meteora, meteorite e meteoroide; cometa, meteora e asteroide, Sistema Solare e Galassia; Galassia e Universo; nova e supernova; rotazione e rivoluzione.
5. Distorsione tra percezione visiva e realtà: quello che ci fa percepire il nostro occhio non è, come molti pensano, una fedele rappresentazione della realtà; sono tanti e complicati i fattori che entrano in gioco provocando una significativa distorsione tra la realtà e le immagini che recepiamo.
6. L’attenzione che viene dedicata al cielo è generalmente bassa: da buona parte delle persone, il cielo viene trascurato. Sarebbe sufficiente, per esempio, cercare e osservare la Luna ogni giorno, durante l’arco di tempo di un mese, per “guarire” da eventuali misconcezioni ad essa inerenti.
7. Generalizzazione: per esempio, spesso si tende ad immaginare i satelliti naturali presenti nel nostro Sistema Solare simili alla Luna, sferici, con crateri e senza atmosfera. Lo stesso discorso vale anche per i pianeti, che vengono molte volte erroneamente immaginati come solidi, con un’atmosfera esterna, con vulcani e oceani.
8. Tendenza a credere che le condizioni attuali siano permanenti: per esempio, è diffusa la credenza che noi rimarremo per sempre nelle condizioni climatiche e fisiche attuali e che la durata del giorno sulla Terra sia sempre stata e rimarrà quella attuale.
9. Le immagini: se non opportunamente spiegata, possono dare addito ad interpretazioni errate. Per esempio, quella che ho sistemato all’inizio dell’articolo: per avere un’idea delle dimensioni dei pianeti, vengono di solito riportati tutti i pianeti uno accanto all’altro e spesso viene dimenticato il fatto di porre una nota in cui si sottolinea il fatto che sono così solo nella figura, in realtà, sono molto più distanti gli uni dagli altri.
Queste sono solo alcune delle tante cause che potenzialmente ci possono far sviluppare un set di misconcezioni, che automaticamente richiamiamo quando dobbiamo valutare nuove situazioni.
Queste risultano, purtroppo, ben radicate nella mente e sono quindi molto dure da rimuovere. Appare inutile limitarsi ad esporre le nozioni formali se nell’utenza sono diffuse delle misconcezioni, perché ne verrà inevitabilmente travisato il significato, in quanto tenterà il più possibile di adattarlo ai vecchi schemi mentali.
Quindi, disimparare le misconcezioni potrebbe dimostrarsi l’unico fattore decisivo nell’acquisizione e nella conservazione delle nuove conoscenze.
Si veda a proposito, Neil Comins, Heavenly Errors, Misconceptions about the Real Nature of the Universe, Columbia University Press, 2001.
