Nessuna fine del mondo per il 2012

Iscrizione sul monumento Tortuguero n.6: Maya Decipherment – A Weblog on the Ancient Maya Script – Disponibile su: http://decipherment.files.wordpress.com/2011/09/tortuguero-final.jpg

E’ estremamente impossibile che il mondo finirà nel dicembre 2012. Non dobbiamo dare credito all’antico calendario Maya per prevedere questo. Lo affermano degli esperti della cultura mesoamericana.

E’ vero che il cosiddetto computo lungo del calendario Maya, che parte dal 3114 a.C., prevede per il 21 dicembre 2012 la fine del ciclo Bak’tun della durata di 400 anni. La fine di questo ciclo non corrisponde all’inizio di uno nuovo, bensì ad una sorta di “reset” del sistema, come se ad un certo punto noi cancellassimo dalla memoria del nostro computer tutti i dati che l’hanno rimepita al 99,99 % e ricominciassimo a scriverne degli altri, o se azzerassimo il contachilometri della nostra automobile che arriva a contare 99 999 chilometri fatti facendo ripartire da zero il contachilometri.

I Maya, secondo William Saturno, studioso di Archeologia Maya alla Boston University, amavano assistere alla fine di un lungo periodo, un evento meraviglioso ma non prevedevano che coincidesse con la fine del mondo. La fine del computo lungo era l’inizio di un nuovo ciclo, ha confermato Emiliano Gallaga Murrieta, Direttore per lo Stato del Chiapas dell’Istituto Nazionale Messicano di Antropologia e Storia. Un po’ come accade per il calendario cinese. Questo anno è l’anno del Coniglio, il prossimo sarà quello del Dragone e così via, scegliendo di anno in anno un animale differente.

Sulla fine del 13° Bak’tun i Maya non hanno lasciato molti riferimenti scritti: ne è stato trovato uno solo. Si tratta di una tavoletta di pietra ritrovata sul Monumento 6 del sito archeologico di Tortuguero, nello Stato messicano di Tabasco. A causa delle sue pessimi condizioni in cui è stata ritrovata la tavoletta non è facile da decifrare anche se molti ricercatori hanno tentato di farlo.

La più importante fra queste traduzioni rimane quella di Stephen Houston della Brown University e di David Stuart dell’Università del Texas, ad Austin, che risale al 1996. Da questo studio e dalla loro traduzione emerge che alla fine del 13° Bak’tun una divinità sarebbe scesa sulla Terra. Non si sa cosa sarebbe successo dopo, forse era riportata una profezia. E questi risultati di Hauston e Stuart furono citati su molti siti New Age, su forum, su libri e riviste, come se questa fosse la prova che Maya avevano previsto la fine del mondo. Recentemente i due studiosi hanno esaminato nuovamente i segni incisi sulla tavoletta concludendo che potrebbe non contenere alcun tipo di profezia, ma trattarsi, in realtà, di un riferimento al futuro per celebrare proprio il Monumento 6 dove è inciso.

Se leggiamo il post scritto da Stuart nell’ottobre scorso, “Maya Decipherment-More on Tortuguero’s Monument 6 and the Prophecy that Wasn’t” su: http://decipherment.wordpress.com/2011/10/04/more-on-tortugueros-monument-6-and-the-prophecy-that-wasnt/ , troviamo un esempio chiarificatore su questa tavoletta e sul suo significato [1].

Immaginiamo che uno scriba che vive a New York negli anni Cinquanta abbia voluto immortalare qualche avvenimento di grande importanza di quell’anno su un monumento di pietra. Un evento importante dell’epoca è stato sicurmaente la partita vincente dei New York Yankees nelle World Series, le finali del campionato americano di baseball. Se il nostro scriba immaginario usasse lo stesso espediente retorico utilizzato dallo scriba maya, l’iscrizione dovrebbe essere di questo tipo: “Il 7 ottobre 1950 i New York Yankees vinsero le World Series sconfiggendo i Philadelphia Phillies. Ciò accadde 29 anni dopo la prima vittoria degli Yankees nelle World Series, nel 1921. E così, 50 anni prima dell’anno 2000, gli Yankees vinsero le World Series”. Questo significa, secondo Stuart, che i Maya abbiano citato semplicemente un evento futuro di grandissima importanza storica, l’anno 2000 nel caso dell’esempio la fine del ciclo nell’iscrizione maya, solo per riferirsi all’evento passato che vuole celebrare. “È la struttura di molti antichi testi maya, compreso il Monumento 6 di Tortuguero”.

Il modo in cui i Maya hanno scritto questa tavoletta ha confuso i lettori e mai profetizzato la fine del mondo, anche se si riferisce alla venuta di un dio al termine del 13° Bak’tun.

“Il testo ha un senso più poetico”, prosegue Houston. “Dice: ‘Ecco, il 21 dicembre 2012 il dio scenderà sulla Terra per cominciare un ciclo nuovo, morirà il vecchio mondo e nascerà un mondo nuovo’. Ma è solo un modo poetico di scrivere” [Fonte National Geographic].

Sul Monumento 6 vi è pure incisa una data specifica, ma questa afferma che “non è seguita da un testo che dice che ci sarà la fine del mondo, che il mondo finirà tra le fiamme…  Quello non si legge da nessuna parte” afferma Houston.

Secondo il ricercatore, l’imminente fine del mondo del 2012 nasce dall’ezigenza degli Occidentali che in cerca di una guida, tornano al passati sperando che gli antichi li possano ascoltare e aitare a superare un presente molto difficile.

[1] For those who are unfamiliar with the more technical aspects of Classic Maya literary structure and discourse, I’ll illustrate this concept using a modern parallel. Let’s imagine that a scribe living in New York back in the year 1950 wanted to immortalize some great happening of that year on a stone monument. One momentous event of the time was the New York Yankees’ four-game sweep of the Phillies in that year’s World Series (it pains me a bit to write this today, being a traumatized Red Sox fan). If our imaginary scribe were to use the particular ancient Maya rhetorical device under discussion, he or she might say something like this: “On October 7, 1950, the New York Yankees defeated the Philadelphia Phillies to win the World Series. It happened 29 years after the first Yankees victory in the World Series in 1921. And so 50 years before the year 2000 will occur, the Yankees won the World Series” (little would the scribe know, unless he was a prophet, that the Yankees would win it all again in 2000). The last sentence of this commemorative statement is a projection forward to a date of calendrical importance — the fifty-year anniversary as well as the near-start of the new millennium — but notice how the writer swings back to highlight the real event at hand — the 1950 sweep. This is precisely how many ancient Maya texts are structured, including Tortuguero’s Monument 6. [Fonte: Maya Decipherment-More on Tortuguero’s Monument 6 and the Prophecy that Wasn’t di David Stuart].

Fonte NationalGeographic: http://news.nationalgeographic.com/news/2011/12/111220-end-of-world-2012-maya-calendar-explained-ancient-science/

In Italiano su:

http://www.nationalgeographic.it/popoli-culture/2011/12/21/news/se_verr_la_fine_del_mondo_non_prendetevela_con_i_maya-752401/index.html

Maya Decipherment-More on Tortuguero’s Monument 6 and the Prophecy that Wasn’t by David Stuart
http://decipherment.wordpress.com/2011/10/04/more-on-tortugueros-monument-6-and-the-prophecy-that-wasnt/
Un altro interessante link: What Will Not Happen in 2012 by Steve Houston: http://decipherment.wordpress.com/2008/12/20/what-will-not-happen-in-2012/

Sabrina

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~ di Sabrina su 1 gennaio 2012.

2 Risposte to “Nessuna fine del mondo per il 2012”

  1. I Maia non sapevano né leggere né scrivere, anche se erano dei discreti (?) astronomi, i loro calcoli si basavano solo su supposizioni. Ma anche oggi ci sono milioni di creduloni che regolarmente cascano nel tranello della falsa informazione.

  2. [...] Su questo blog: Nessuna fine del mondo per il 2012: http://tuttidentro.wordpress.com/2012/01/01/nessuna-fine-del-mondo-per-il-2012/ [...]

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