Archivio per Settembre, 2009

Pensieri di un bambino

Posted in Frasi famose on 30 Settembre 2009 by Sabrina

 

bambino

L’adulto normale non sta mai a scervellarsi sui problemi dello spazio-tempo. Per lui, tutto quello che c’è da pensare sull’argomento è già stato pensato quando era bambino.
Io invece sono cresciuto così tardi che ho cominciato a interrogarmi sullo spazio e sul tempo soltanto da adulto. Di conseguenza, ho indagato il problema più a fondo di come avrebbe fatto un normale bambino.
Albert Einstein

Un universo di emozioni: Roberto Giacobbo

Posted in Puntate con i tag , , , on 29 Settembre 2009 by Sabrina

Roberto Giacobbo, presentatore di “Voyager“, programma televisivo dedicato ai misteri e a tutto ciò che ancora non è stato svelato completamente. La sua intervista originale la trovate su http://www.tuttidentro.info .

 Alieno su Marte

La statuetta su Marte. Disponibile su: http://www.beliceweb.it/alveare/leggi_ext.php?a=articoli/mistero&i=marte_immagini_nasa.htm

10. Roberto Giacobbo – conduttore televisivo di «Voyager» – Intervista del 11/03/2008 – Puntata 37

«Abbiamo avuto la grande fortuna di avere la vita»

 

Quello che vedete in televisione, oltre ad essere il mio lavoro, è anche la mia passione, quindi per me lavorare seguendo certi temi è una fortuna. Lo facevo già da prim, senza dover poi rappresentare tutto quello che ricercavo e per le cui cose mi impegnavo. Fuori da questo, devo dirti la verità, non c’è moltissimo tempo dato che solo quest’anno dovremmo registrare 24 prime serate prima del 31 dicembre, oltre alle 31 puntate per ragazzi, tenendo conto che noi produciamo da soli tutto questo. Quindi, il poco tempo che mi avanza lo dedicato alla famiglia, alle mie tre bambine e a mia moglie, con la quale riesco ogni tanto a rubare del tempo per fare cose che, devo dire la verità, mi piacciono tantissimo. Stare con loro, per me, è ancora la cosa più bella che posso fare.

Certo. Quindi non sei tra quelli che hanno sacrificato la propria vita privata per dedicarsi esclusivamente al lavoro? Questo ci fa piacere, comunque, sia chiaro.

Ho avuto la fortuna di aver sposato un’autrice, facevamo gli autori ancor prima che nascesse «Voyager» e abbiamo creato insieme «Stargate» quando era ancora su «La 7» e quindi è stato proprio un percorso di vita che incidentalmente ha coinciso con il lavoro.

Ma quand’è nata la tua passione per tutto ciò che è il mistero? E’ una cosa che avevi innata dentro di te?

Il mistero, legato poi in questo caso, alla storia dell’archeologia… Io sono stato uno di quei bambini che faceva tante domande e, quindi, non mi accontentavo mai di quello che mi veniva raccontato perché mi venivano dei dubbi e questo non è altro che mistero. Forse la vera differenza di «Voyager» e dei programmi che ho scritto, perché io sono sempre un autore prestato alla conduzione… Ho iniziato a fare l’autore molti anni fa. «Voyager» è un programma di domande a caccia di risposte: non è un programma di risposte, dove qualcuno si mette su una cattedra e cerca di insegnare qualcosa a qualcun altro. Assolutamente. Solamente la condivisione di curiosità e con la disponibilità dei mezzi televisivi per andare a cercare cosa è successo.

Questo mi ricorda tanti anni fa, quando ero piccolo, che rimasi affascinato da alcuni documentari che andavano in onda su alcune reti private dove si parlava di quella che poi fu chiamata «archeologia spaziale». Oltre ad altri telefilm di fantascienza fu questo che mi diede la spinta a studiare il cielo e a studiare astronomia. Quindi, per certi aspetti abbiamo delle cose in comune che adesso andremo ad affrontare con le domande.
Siccome noi trattiamo di spazio, la prima domanda così a bruciapelo: tu credi nell’esistenza di forme di vita intelligente nell’Universo?

Mah, se ci crede Margherita Hack perché non dovrei crederci io? Lei ha molti più dati di me… E’ inconfutabile che l’Universo essendo infinito, e su questo potete capire che la mente umana non riesce a capire quanto sia l’infinito, non è possibile che all’interno di una cosa infinita ci siano delle cose finite. Noi quindi non possiamo essere gli unici. Ci dovranno necessariamente essere altre forme di vita.

Anche a «Voyager» avete trattato l’argomento su Marte. Sicuramente in passato c’è stata acqua allo stato liquido, oceani o forse laghi, o forse chissà forme di vita. Secondo te, Roberto, due miliardi di anni fa, potrebbero essersi sviluppate forme di vita intelligenti sul pianeta rosso?

Io voglio capire chi dice che non è stato possibile da cosa si appiglia. Cioè, è talmente vago il tema che necessariamente si può pensare a tutto e al contrario di tutto. C’è una teoria che è molto affascinante: fa pensare che il Sole, com’è naturale che sia, lentamente si stia raffreddando e lentamente i pianeti che hanno una certa struttura, che permettono di avere un suolo praticabile, diventano a turno ideali per la vita. Parliamo di quantità di anni che variano intorno ai miliardi. Quindi, è molto probabile, secondo quelli che hanno portato avanti questa teoria, che Marte fosse il pianeta ideale per vivere proprio due o tre miliardi di anni fa e lentamente lo sia diventato la Terra, come tra poco lo diventerà Venere e così via per tutti i pianeti che si avvicinano al Sole man mano che il Sole tenderà a raffreddarsi e quindi a elargire meno calore all’interno del Sistema Solare.

Abbiamo parlato anche del cosiddetto «volto di Marte» che poi, in realtà, la Nasa ha dimostrato essere solamente una formazione rocciosa. Ultimamente è venuto fuori un discorso particolare: una fotografia di una statuetta marziana che, anche in questo caso, è venuto fuori essere probabilmente un pezzo di roccia.
Queste notizie, soprattutto quest’ultima secondo te, non rischiano di fare più male che bene alla ricerca della verità perché, poi, magari gettano discredito su altre ricerche di «confine» che sono invece possibili ma che vengono gettate nello stesso calderone?

Ma guarda, di solito chi cerca di screditare ricerche alternative prende il punto debole, perché sai, parlando di ricerche alternative spesso c’è un punto debole, e si generalizza quel punto debole. Allora si dice «Non c’è vita su Marte… Non è stata trovata…» e si generalizza dicendo che «non è stato trovato nulla, sono tutte formazioni rocciose e queste sono le foto…». Intanto, le foto sulla quale vale la pena di discutere su Marte sono almeno una trentina e non sono solo due. Ci sono per esempio quelle dove si vedono una specie di muri di contenimento, ci sono quelle dove si vedono delle mappe che possono sembrare addirittura delle città, insomma, ci sono delle situazioni veramente particolari rispetto a quelle solo della statua o del volto su Marte.
E poi, ci sono delle ricerche molto più approfondite, che sono state messe un po’ da parte, riguardo alcuni strati sotterranei dove si sarebbero trovati dei residui fossili di alcuni organismi monocellulari, che trovo molto interessanti.

Qualche settimana fa a «Voyager» ho visto un servizio sulla Luna, in particolare sulla questione «Ci siamo stati o non ci siamo stati sulla Luna?».Qui abbiamo tantissime cose da dire: fotografie che la Nasa ha ammesso di aver ritoccato, per esempio. Secondo te, c’è davvero una congiura così grande e se sì, è possibile che in tutti questi anni sia riuscita ad andare avanti?

Il problema è che quando uno ritocca delle fotografie dovrebbe dichiararlo e allora, nel momento in cui viene scoperto, dovrebbe assumere un’altra posizione, dicendo: «Signori, questa è una foto bella ma che è stata ritoccata per questi motivi… Perché l’originale era così, ma preferiamo far vedere questa perché… » e tutti non avrebbero battuto ciglio perché andava bene; nel momento in cui si fanno delle cose di nascosto ci sono persone che dicono: «Se è stata fatta una cosa di nascosto, chi ci impedisce di pensare che di nascosto siano state fatte altre cose?». A questo punto, dovrebbe venir fuori la Nasa e dimostrare veramente realmente la verità. Riguardo la prova finale se sono stati la prima volta sulla Luna, penso sia facile trovarla e l’ho dichiarata anche alla fine del servizio: quando il modulo lunare, il Lem, si è staccato dalla Luna ed è tornato in contatto con l’Apollo, quella base da cui è partito necessariamente è una base che è rimasta sul suolo lunare, quindi basterebbe dato che si sta facendo la scanerizzazione della Luna, vedere se sta lì, dato che la prima missione si sa esattamente dov’è atterrata ed esattamente dove si è collocato questo modulo che è rimasto lì. Basterebbe controllare questo e si chiuderebbero tutte le discussioni, ma purtroppo la Nasa ancora non lo fa.

Quando la sera, la notte guardi il cielo con tutto l’infinito che ti circonda e anche con tanti misteri che ancora dobbiamo risolvere che sensazioni provi? Più il desiderio di andare, partire, esplorare, o forse più una paura di essere circondati dall’ignoto?

Io penso che siamo talmente piccoli e siamo degli stupidi a galleggiare nello spazio e a continuare a fare guerre e a odiarci, senza tener conto che abbiamo avuto la grande fortuna di avere la vita.

Concordiamo. Anche questa è una cosa che emerge sempre dalle nostre interviste.
Lanciamo un appello alle televisioni e ai telegiornali: non esiste solo la politica e il calcio, esiste un universo sterminato attorno a noi. Ogni tanto occupiamoci anche d’altro perché stare sempre lì a parlare di battibecchi tra un partito e l’altro sembra davvero che stiamo su un granello di sabbia a contenderci quel granello quando di fronte a noi c’è l’oceano…

C’è bisogno di parlare di tutto, basta avere equilibrio come sempre nella vita. E’ difficile trovare l’equilibrio, per cadere da una parte all’altra è un attimo.

Grazie Roberto.

Sabrina

Fiami e “Le vite di Galileo” al XLII Congresso UAI

Posted in News on 28 Settembre 2009 by Sabrina

 Fiami e Sabrina

Luca Nobili e Sabrina Masiero

Durante la conferenza

Fiami ed io al XLII Congresso Nazionale del Gruppo Astrofili Italiani (UAI) tenutosi a Padova dal 24 al 27 settembre 2009.  Nella prima foto, siamo in posa con una copia originale del fumetto “Le vite di Galileo”. Nella seconda foto, Luca Nobili ed io mostriamo l’autografo originale di Fiami- Galileo. Nella puntata 49 di “Tutti Dentro” Fiami aveva presentato il suo fumetto. Nella terza foto,  Fiami ed io durante la conferenza. Cortesia: Monica Masiero e Alessandro Pozzebon.

 

Durante il XLII Congresso Nazionale del Gruppo Astrofili Italiani (UAI) a Padova, tenutosi tra il 24 e il 27 settembre scorso al Palazzo Moroni, sede del Comune di Padova (terza giornata), Fiami ha presentato il suo nuovo fumetto “Le vite di Galileo” pubblicato dalla Casa editrice Cleup di Padova. Su richiesta di un certo numero di amici, pubblico alcune foto della presentazione che Fiami ed io abbiamo tenuto presso il Palazzo Moroni, sede del Comune di Padova. Molto originali del firme di Fiami!

Le vite di Galileo – Viaggio nella storia dell’astronomia
Fiami, Edizioni Cleup (Padova), euro 10,00

Informazioni e contatti: http://www.fiami.ch
http://www.cleup.it .

Sabrina

Un universo di emozioni: Alessandro Cecchi Paone

Posted in Puntate con i tag , on 27 Settembre 2009 by Sabrina

Diventato famoso con “La Macchina del tempo” che per dieci anni ci ha guidati dentro le grandi scoperte scientifiche, il suo carattere e il suo modo di fare sono emersi durante il suo soggiorno su “L’Isola dei famosi”. Per me è un grande divulgatore scientifico.

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Disponibile sul sito della The Planetary Society: http://www.planetary.org/image/PIA04413_mars-exploration-rover_art.jpg .

9. Alessandro Cecchi Paone – giornalista scientifico – Intervista del 14/03/2008 – Puntata 33


«L’errore grave è che si pensa di dover comunicare soltanto con le nozioni, invece si comunica di più e meglio se si coinvolgono le emozioni»

 

…Alle volte fare divulgazione non è semplice. Riuscire in qualche modo a legare divulgazione e intrattenimento può essere un modo per arrivare a più persone.

Guarda che per dieci anni «La macchina del tempo» ha avuto successo solo e soltanto per questo, e non a caso, ha avuto successo anche e soprattutto tra i bambini, perché comunque si imparava giocando, si imparava divertendosi. E’ solo un problema italiano: chi fa cose serie deve essere vestito di grigio, deve avere la faccia feroce, mentre chi fa cose leggere deve essere un pagliaccio. E’ tipico invece della tradizione anglosassone che i professori che fanno le cose più serie poi organizzano delle feste e hanno una vita assolutamente normale, assolutamente divertita e divertente. Pensate per esempio, in «L’attimo fuggente» e questi dubbi sono soltanto provinciali e italiani, ma non sono affatto tipici di altre civiltà più avanzate della nostra.

Qui in Italia c’è la convinzione che chi fa ricerca, allora la comunicazione e la divulgazione la si fa a tempo perso quando non si ha niente di meglio da fare. Non è così, perché è un lavoro fare comunicazione in tutti i sensi…

Ma ti dico di più. Nel mondo anglosassone la divulgazione di ciò che si fa e di ciò che si scopre, di ciò che si studia è sentito come un dovere. Cioè uno che studia, che scopre delle cose e non le dice è considerato un danno per la società. Qui invece succede il contrario: uno più nasconde, più non si capisce, parla difficile, più si veste triste e più è considerato serio ma ugualmente inutile.

Il problema maggiore non è tanto arrivare alla gente ma arrivare all’interno…

… Arrivare alle emozioni. L’errore grave è che si pensa di dover comunicare soltanto con le nozioni, invece si comunica di più e meglio se si coinvolgono le emozioni, perché è provato scientificamente che un’emozione, che corrisponde ad una nozione, la fissa per sempre nella memoria. Una nozione che arriva solo e soltanto in termini di contenuto cerebrale si perde.

E questa è una considerazione che ben volentieri rigiro ai miei colleghi che da anni sostengono questa cosa che stai dicendo tu, adesso. Alle volte sembra che parlino nel vuoto e invece non è così,. e mi fa piacere sentire che anche da Alessandro c’è una conferma di questo punto di vista, che in Italia prima o poi dovrà pure affermarsi…

Io me lo auguro, diciamo che ci stiamo lavorando da tanti anni, qualcosa lo abbiamo ottenuto. Insistiamo, che ti posso dire?

Alessandro, quando tu guardi in alto e pensi al cielo, quali emozioni provi e, soprattutto, che cosa pensi?

Innanzitutto, provo un grande senso di libertà e di pace, perché gli spazi infiniti sono estremamente riposanti. Esci da tutti i limiti che la vita normale, quotidiana ci pone sia di tipo pratico sia di tipo immateriale… Ti senti libero. E poi penso da divulgatore scientifico alla meravigliosa corsa della conoscenza umana che ai tempi dei greci pensava che il cielo fosse solamente l’interno di una sfera nera con dei buchi da cui filtrava la luce che c’era nello spazio esterno, fino a quello che grazie a Galileo e da Galileo in poi abbiamo, invece, scoperto oggi, sappiamo oggi e continuiamo a scoprire oggi, con la certezza di colonizzare presto sia la Luna che Marte e quindi anche l’entusiasmo delle conquiste della mente umana.

A proposito di Marte, mi ricordo che qualche anno fa in una trasmissione, non ricordo il nome, c’eri tu ospite da una parte e dall’altra c’era Fedro de «Il Grande Fratello» che doveva rappresentare un po’ la voce del popolo. L’argomento era il perché si spendono tanti soldi per mandare i rover della Nasa su Marte. In quell’occasione io mi ricordo che tu avevi detto che uno dei motivi poteva essere un problema, cioè il fatto che fra trent’anni, probabilmente, le risorse del pianeta si sarebbero esaurite. E mi ricordo che in quella trasmissione parlavi anche della possibilità di andare a vivere su Marte sotto delle cupole fra trent’anni. Una mia curiosità: non è troppo pessimista questa visione, nel senso che fra trent’anni saremo tutti sotto le cupole? Credevi per davvero o era stata estremizzata questa visione per rimanere in tema con la trasmissione?

Io sono un divulgatore scientifico e non è che «credo», studio delle cose, le so e le racconto agli altri e quindi, questa è una «certezza» che non è basata su una credenza ma su un fatto indubitabile: nessuno ne parla, ma il mondo è strapieno e sarà sempre più popolato. Oggi siamo sei miliardi; entro la fine di questo secolo saremo dieci miliardi. Allora, nessuno può contestare che sulla Terra non c’è posto fisico per dieci miliardi di persone, ma soprattutto non c’è energia, non c’è cibo, non c’è acqua. Siccome l’uomo da sempre, da quando è nato, da quanto è comparso, ha operato degli spostamenti alla ricerca di nuovi spazi e di nuove risorse, finché ha potuto l’ha fatto sulla Terra, ora che la Terra è completamente popolata, va da sé – è dato assolutamente per logica – che comincerà ad andare fuori, verso altri spazi al di là del pianeta Terra. Altrimenti, già non si spiega come mai da alcuni anni abbiamo già iniziato ad esplorare il cosmo, abbiamo messo piede sulla Luna, abbiamo fatto la stazione orbitante. Tutto questo viene fatto in vista di andare su altri corpi celesti, o a vivere o a trovare le risorse che sulla Terra non ci saranno più e già cominciano a scarseggiare come dimostra il petrolio.

Facendo una previsione, secondo te, quando avremo la tecnologia e le capacità di poter andare a vivere su Marte?

Innanzi tutto ricordiamoci che già da molti anni ci sono dei nostri simili che vivono in orbita, a trecento chilometri sopra la nostra testa, nella stazione orbitante internazionale: è una cosa che non viene ricordata, viene data per scontata. Ma c’è già un drappello di pionieri che sta facendo per noi una specie di fase preparatoria di tutto questo: quindi, è già realtà. Credo che entro la metà di questo secolo sarà possibile costruire e abitare le prime cupole sotto cui ricreare l’atmosfera e le condizioni necessarie perché un certo numero di persone si trasferisca a vivere lì e prepari una migrazione via via più cospicua che sarà cosa della seconda metà del secolo e dei secoli prossimi.

Grazie Alessandro.

Sabrina

Benvenuto, Galileo!

Posted in News con i tag , , , , on 26 Settembre 2009 by Sabrina

 

Copertina Galileo

“Le vite di Galileo - Viaggio attraverso la storia dell’astronomia”,  Fiami – Casa editrice CLEUP (Padova), Settembre 2009 – euro 10,00

Per informazioni sul fumetto, potete consultare il sito ufficiale dell’autore Fiami: http://www.fiami.ch e quello della Casa Editrice CLEUP: http://wwww.cleup.it .

Un ringraziamento particolare alla Responsabile della CLEUP, Andreina Bardus, a Cristiana e Marta.  E’ un bellissimo regalo che Fiami fa a Galileo e all’Italia nell’Anno Internazionale dell’Astronomia (IYA2009).

Potete rivolgersi direttamente a me per eventuali copie di “Le vite di Galileo”, provvederò a contattare personalmente la Casa editrice.

Sabrina

Un universo di emozioni: Jocelyn

Posted in Puntate con i tag , on 25 Settembre 2009 by Sabrina

Jocely, un’altra grande personalità che ha toccato il mio cuore. Ho un ricordo bellissimo dell’intervista che ho realizzato insieme al mio collega Luca. La sua splendida intervista è alla pagina di Tutti Dentro: http://www.tuttidentro.info .

 La Terra

8. Jocelyn, Regista, autore televisivo e conduttore – Intervista del 16/02/2008 – Puntata 32

«Il pianeta va preservato, dobbiamo essere molto attenti a quello che facciamo»

 

In questa puntata parliamo del nostro pianeta, Tutti Dentro tratta di spazio e di cielo, in particolare parliamo del fatto se il nostro pianeta ci fa stare veramente al sicuro dai pericoli dello spazio esterno oppure no. Siccome nelle tue trasmissioni, spesso e volentieri, facevi esperienze abbastanza «dinamiche» allora abbiamo pensato che potevi essere un ospite adeguato per questo argomento.
Quanto punti gli occhi verso il cielo provi mai un senso di sgomento per quello che puoi immaginare là fuori, oppure un senso di solitudine? O che cos’altro?

La tua domanda mi fa molto piacere perché io sono un grande osservatore della natura. Avendo anche la passione per la fotografia, passo molto tempo a fare dei tramonti e, delle volte, cerco di avere tramonti con la Luna, che sono una mia specialità. E devo dire che questo mondo che ci circonda, lo spazio e l’infinito, mi riempiono di gioia. Da un’altra parte mi ribello davanti alla cattura dell’acqua potabile da parte di molte nazioni e, soprattutto, di imprenditori privati, per citarne uno, Bush, che tolgono a dei paesi come il Guatemala per esempio, l’acqua e per la diffusione di malattie che derivano dall’acqua non potabile…  Queste sono le cose che mi rendono triste e che mi fanno arrabbiare veramente, perché l’acqua è una delle nostre ricchezze, che viene sprecata o commercializzata, l’acqua è di tutti, è un bene di tutti e deve essere un bene che praticamente la Terra ci dà. Di risparmiare l’acqua per noi è importante, anche nei piccoli gesti di tutti i giorni, come per esempio, quando ci si fa la barba (che non è nel tuo caso, Sabrina), conviene utilizzare il lavandino riempito d’acqua e non lasciarla correre dal rubinetto; quando ci si lava i denti o ci si fa la doccia vale la stessa cosa… Sembra un questo piccolo gesto che possiamo fare ogni giorno: prima di tutto, a livello di denaro, sulla fattura è importante, ma, è soprattutto un gesto che permetterebbe di preservare il nostro pianeta e permetterebbe ad altre nazioni di approfittare di quest’acqua. Invece, per quanto ci riguarda, noi sprechiamo molto questo bene. Scusate. Sono partito sull’acqua, ma l’acqua è uno dei tanti temi come tanti altri, come per esempio il fatto di avere un telefonino e di cambiarlo ogni 2×3 e di buttarlo. La bachelite che utilizziamo all’interno del telefono è qualcosa che togliamo ai paesi cosiddetti sottosviluppati. Parliamo di tante situazioni come il Darfur e altro e sono delle situazioni del pianeta. Il pianeta va preservato, dobbiamo essere molto attenti a quello che facciamo. Io non sono un «verde arrabbiato», sono solamente una persona che osserva e che osserva tanto. E vedo delle volte uno spreco nella società di consumo veramente al di fuori delle norme. Dunque, questo crea di conseguenza, delle violenze, delle guerre, delle situazioni molto sgradevoli che mettono in pericolo la nostra vita, il nostro futuro.

Questa tua riflessione personale apre la strada alla mia domanda: ti senti al sicuro sul pianeta Terra?

Non è che ho tanta scelta… Non è che posso andare su un altro pianeta… Dunque, mi devo accontentare, me lo devo far sentire sicuro, me lo devo far sentire mio, altrimenti non so che cosa potrei fare… Ma devo dire che ogni tanto penso: «Ma qual è il punto più sicuro del mondo?». Eh, non c’è. Un posto vale l’altro, non c’è un punto più sicuro dell’altro. Può darsi, ed è ancora è tutto da verificarsi, la Nuova Zelanda, che è un po’ l’Italia alla rovescia, essendo dall’altra parte del mondo. O l’Australia, ma ha altre problematiche… Però, è a 32 ore di volo, non è che uno può fare la spesa in Italia e andare a dormire in Nuova Zelanda.

Se ti fosse data la possibilità di un viaggio verso un pianeta del sistema solare che cosa faresti?

Non mi interessa veramente più di tanto. Sapendo praticamente con certezza perché ora possiamo sapere se i pianeti sono abitati o non abitati, non vedo un pianeta che è un paradiso come può esserlo la Terra.  Dunque, non sono stimolato ad andare verso un altro pianeta. Se lo faccio, lo faccio per sportività, per fare qualcosa, come uno scalatore che va in vetta ad una montagna. Vuol dire che uno ha una soddisfazione personale ma tanto non ha dato niente e non ha ricevuto niente…

Dici che «Andare tanto per andare» non conta, ci dovrebbe essere uno scopo ben preciso?

Assolutamente, perché è un dato sportivo quello di andarci, ma un dato pratico non c’è.

In questa intervista è venuto fuori un Jocelyn diverso da quello che ci ricordavamo in televisione perché è un Jocelyn non solo molto riflessivo ma anche molto attento a ciò che ci circonda. Quello che dovremmo essere un po’ tutti quanti. La televisione a volte non fa emergere questi lati, vero?

Non fa emergere perché uno fa un lavoro, fa qualcosa in una direzione, non è che deve dimostrare tutta la sua scienza. E poi io ho una frase mia, che ripeto da quando avevo 16 anni: «La cultura è come la marmellata: meno ne hai e più la spalmi». Dunque, per quanto mi riguarda la mia cultura, se cultura ne ho, non è che la metto in vetrina ogni 2×3, se faccio una trasmissione di giochi parlo del gioco…

Sì… Forse non è tanto la televisione, ma noi che la guardiamo che veniamo un po’ tratti in inganno e pensiamo che sia tutta lì la realtà, non è così, è solo una parte…

Non è così, la televisione è una lente di ingrandimento ma bisogna saperla leggere. Si capisce immediatamente se qualcuno ha la stoffa o se non ce l’ha, anche nel modo di indirizzarsi e di parlare con gli altri. Sai, è un po’ come con la radio. La radio per me è un grande amore, il secondo amore (perché ho cominciato col teatro e per questo che è il secondo), perché la radio è praticamente la televisione senza telecamere, sono le nostre voci, il nostro modo di essere, il nostro modo di porsi su questo mezzo che fa andare la fantasia di chi ci ascolta. Vuol dire che la nostra voce diventa immagine, diventa immaginario, diventa fantasia. E’ dunque importante il modo di indirizzarci alla gente con errori, con balbuzie, con tutto quello che essere un essere umano ma che fa anche la sua personalità.

Grazie Jocelyn.

Sabrina

Fiami e Galileo in Italia

Posted in Astronomia con i tag , , , on 24 Settembre 2009 by Sabrina

 Galileo_Fiami

Fiami, l’autore del fumetto “Le Vite di Galileo” (http://www.fiami.ch) è in Italia in questi giorni. Sabato mattina, 26 settembre, presenteremo insieme “Le Vite di Galileo – Un fumetto per l’Anno dell’Astronomia” presso il Centro Congressi San Gaetano a Padova, al XLII Congresso Nazionale dell’Unione Astrofili Italiani (http://congresso.uai.it/).

Galileo e Sagredo_Fiami

Galileo e Sagrego. Cortesia: Fiami – Tutte le immagini sono tratte da “Le Vite di Galileo”, Capitolo “1609, A Venezia”.

 

Galileo torna a casa dopo 400 anni dalle sue osservazioni e l’Italia lo celebra nella città dove il suo cannocchiale ha cambiato l’astronomia.

Sabrina

Star Party 2009 – Kandy, Sri Lanka

Posted in News con i tag on 23 Settembre 2009 by Sabrina

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A grand celebration, phenomenal sidereal endeavor, 12-hour premium experience of all time….

Since the early footprints of civilization, astronomy proved to be the blueprint of all the sciences.
The prime etiquette of stargazing was the passion that our ancestry shared. Driven by the curiosity and evolving mind, our forefathers were path-finding through the unknown access towards the beauty of dark sky, which is considered a noble virtue today.

Thus all those things resulted in 2009 being named the international year of astronomy. A new era of astronomy is now surely in progress with the IYA 2009 coming into the effect with the approval of the global community as well. Therefore many countries have contributed to the IYA 2009 by numerous means with both collective and individual efforts. We are glad to step into the arena with Sri Lankan identity, featuring STAR PARTY 2009. In fact this Observation Competition will be the major focus of IYA 2009 endeavors of Sri Lanka. On the 25th of September 2009, STAR PARTY 2009 is scheduled to take place at the grounds of University of Peradeniya.

The elite passion of stargazing will continue on the very day from 6.00 pm onwards, lasting for almost 12 hours. Students from different parts of the island will have a scope on Observation Astronomy and will compete to be crowned as champions depending on how they utilize the talent they possess. Star Party 2009 will also be a resource center for the amateurs seeking the quencher for their taste on Astronomy. The workshop conducted in affiliation with the Observation Competition, will share the knowledge and will be delivered by accredited professionals.

Furthermore it’s worth referring to the Anandian Astronomical Association, of Ananda College and Astronomical Society of Mahamaya Girls’ College, Kandy for the commitment and innovativeness; they have taken up when it comes to organizing such a massive event. This will be the 6th occasion they organize Star Party, starting from initial appearance in 2004, where the latter was the primordial Observation Competition held in South Asia. Hence, there will be lot of cherished memories to recall, while marching towards the 6th successive milestone.

Be there, to eye-witness STAR PARTY 2009 The Rendezvous of Celestial Surveillance!

Web Site: http://starparty2009.com/

Registration Form: http://skylk.com/starparty/

For more information: http://www.cosmicdiary.org/blogs/eso/gayandhi_silva/?p=136 (Cosmic Diary – International Year of Astronomy 2009).

Ground of University of Peradeniya -  Kandy, Sri Lanka
Prasanna Deshapriya

XLII Congresso Nazionale del Gruppo Astrofili Italiani a Padova

Posted in News con i tag , on 23 Settembre 2009 by Sabrina

UAI a Padova

La Specola di Padova. Immagine disponibile sul sito dell’UAI.

 

Inizia domani 24 settembre 2009 e continuerà fino al 27 settembre 2009 il XLII Congresso Nazionale del Gruppo Astrofili Italiani (UAI), presso il Centro Congressi San Gaetano, a Padova, in Via Altinate 71.

Tutte le informazioni le potete trovare sul sito dell’UAI: http://uai.it/web/guest/home, in particolare:

- il comunicato stampa: http://congresso.uai.it/

-  il programma: http://congresso.uai.it/programma-congresso-nazionale-2009-dellunione-astrofili-italiani/ .

L’evento è patrocinato dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA), dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) dalla Società Astronomica Italiana (SAIT), dall’Associazione Nazionale Produttori Illuminazione (ASSIL), dalla Regione Veneto, il Comune e la Provinica di Padova.

Sabrina

Un universo di emozioni: Riccardo Fogli

Posted in Puntate con i tag , on 22 Settembre 2009 by Sabrina

Riccardo Fogli è di una spontaneità e di una semplicità incredibili. Confesso che, fin dal primo istante durante l’intervista, ebbi la sensazione di parlare con un amico, e solo quando ricordò, canticchiandola, una canzone che amava tantissimo,  la sua voce inconfondibile mi fece tornare alla realtà: stavo parlando con Riccardo Fogli, che con la sua “Storie di tutti i giorni”, aveva accompagnato la mia vita. La sua intervista è disponibile su: http://www.tuttidentro.info .

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7. Riccardo Fogli, cantante – Intervista del 12/12/2007 – Puntata 23


«Lo spazio mi spaventa»

Molti mi chiedono: «Dove vive il Sig. Fogli?». In macchina, ha ha ha! E si fa una risata. Faccio 60-70 000 chilometri ogni anno da una vita.

Te la sentiresti di lasciare i tuoi affetti per un viaggio nello spazio di alcuni mesi?

No. Mi fa paura lo spazio infinito. Preferirei portarmi il mio bimbo dietro e fare la traversata in barca a vela, oppure attraversare il deserto… Lo spazio mi spaventa”

Per te il cielo rappresenta qualcosa? Fonte di ispirazione per una nuova canzone o un momento introspettivo?

Sì. Dalla mia casa in Maremma, che è a 150 metri sul livello del mare, di notte quando rientro, a parte il canto degli uccelli notturni, il silenzio è praticamente totale, mi sembra di essere nel deserto del Sahara, dove spesso vado, e quello è un momento di ispirazione. Non che le mie canzoni nascano guardando le stelle, però guardando le stelle e la profondità del cielo trovo un profondo respiro di serenità, che poi induce alla scelta delle parole con cui costruire una nuova canzone”.

In «Malinconia», che tra l’altro è una delle mie canzoni preferite, dici: «Metti che un giorno, all’improvviso, per strada, ti chiedi se è soltanto questa la vita». Allora, io ti chiedo: la vita, secondo te, è tutta qui, su questo pianeta oppure è anche ben oltre, in tutto l’Universo, solo che noi non ci pensiamo mai e ci perdiamo nei problemi quotidiani?

Guarda, di fronte a Dio, e voglio crederci, mi viene da pensare che la vita sia solo sul pianeta Terra, che noi siamo i figli di Dio e siamo unici, irripetibili: noi nasciamo da Adamo ed Eva, dalla mela, a cavallo tra il bene e il male. Ma credo anche che, studiando a fondo, noi siamo il frutto di un’evoluzione nata molti milioni di anni fa e che con molta selezione, ahimè, con la perdita dei deboli e la vittoria dei forti, alla fine siamo arrivati ad essere quegli esseri che siano: emozionanti, spietati, buoni, cattivi, bianchi, neri, così scioccamente diversi. Dico «scioccamente» perché noi ci sentiamo diversi, ma di fronte al mondo siamo uguali, siamo piccoli uguali. Per cui, posso dire che spesso mi è capitato di sentirmi strano e di non essere capito a cento metri da casa mia. E’ una sensazione difficile da superare. E che puoi superare solo leggendoti dentro, cercando la forza in te, nell’amore, nei tuoi cari. Nella famiglia, soprattutto.

Riesci ad immaginare la vita sulla Terra fra una cinquantina d’anni?
 
Sì. Credo che vi sarà una grande evoluzione, ma per l’ottanta per cento di noi, io non ci sarò, il mondo non cambierà così velocemente: ci sarà gente che viaggerà su elicotteri e su macchine speciali, ma i contadini della Maremma rimarranno tali, perché c’è bisogno di spazio, non verrà conquistato il mondo intero, credo che, in qualche modo, troveremo un’energia alternativa. Siamo miliardi sulla Terra e voglio sperare che non viaggeremo tutti con jet privati con mille schermi, no… Non ci metteranno microcip alla nascita. Credo che ci saranno due, tre, quattro velocità su questo pianeta, come ce ne sono già ora, ma chi vorrà scegliere di avere una casa in campagna e coltivare pomodori, acqua permettendo, credo e spero lo riuscirà a farlo ancora”.

Avresti un messaggio da lasciare a nome della Terra per eventuali civiltà aliene, per civiltà che vivono su altri mondi? Potrebbe essere anche una tua canzone…

Non lo so, guarda… Gli direi: «Se siete arrivati qui da noi e noi non siamo arrivati da voi, vuol dire che voi siete più evoluti, per cui non abbiamo niente da dirvi. Se vi è sfuggito, guardate come siamo messi: abbiamo tutte le categorie in piazza, tutti sono scontenti di tutto sia che governino i neri, o i rossi o i gialli, basta essere all’opposizione per non costruire più niente, siamo una massa di «bischeri», come si dice in Toscana»
Viviamo tutti sotto lo stesso cielo e in qualche modo cerchiamo di ostacolare l’energia degli altri. Questo non va bene. Non va bene per niente.

Grazie Riccardo.

Sabrina