Archivio per Febbraio, 2009

Dentro un casco… Un cosmo-animale

Posted in Puntate on 28 Febbraio 2009 by Sabrina

sputnik

Intervista ad Emiliano Ricci, puntata 50 dedicata agli animali nello spazio

“Fatti non foste a viver come bruti
ma per seguir virtute e conoscenza”

Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno, XXVI, 119-120.

“Sicuramente i primi animali mandati in alta quota o, addirittura in orbita, avranno sofferto e avranno vissuto l’esperienza come una costrizione e una sofferenza. Mi auguro che l’esperienza del loro sacrificio sia servita per mandarvi, poi, con un po’ più di sicurezza, l’uomo, anche se sappiamo che la stessa specie umana ha versato il suo tributo di vittime”.

E’ Emiliano Ricci a parlarci di scimmie, cani, gatti e tante altri animali mandati nel passato in orbita dentro capsule strette e poco ospitali. Un tema che abbiamo affrontato con lui e con la carissima Licia Colò nella puntata 50 di Tutti Dentro.

“Penso che si debba limitare al massimo l’uso degli animali nelle sperimentazioni. Forse, una circostanza di questo tipo si può giustificare pensando allo spazio come ad un ambiente ancora totalmente inesplorato a quell’epoca, negli anni ’50-’60, e che meritava di essere “valutato” con degli esseri viventi, prima di mandarvi l’uomo”.

“Oggi abbiamo una sensibilità diversa nei riguardi del maltrattamento degli animali e probabilmente prima di mandare un animale nello spazio per una missione senza ritorno, come quella di Laika, ci penseremmo due volte… Però credo che, per determinati studi, il minimo indispensabile di sperimentazione sarà comunque ancora richiesto”.

“Chiaramente, il mandare animali nello spazio è una violazione dei loro diritti.. Vista adesso, sicuramente una missione suicida come quella della cagnetta Laika, sarebbe una violazione grave dei diritti degli animali ma, probabilmente, con la sensibilità che abbiamo adesso, a quarant’anni di distanza, non la faremmo più. Voglio sperare che non ipotizzeremmo più una missione di questo tipo”.

Chi adora gli animali e ha un po’ di sensibilità è sicuramente d’accordo con Emiliano.

Ancora, grazie Emiliano.

Sabrina

Si parte per un viaggio… nel tempo

Posted in Un giornalista per Tutti Dentro: Emiliano Ricci on 27 Febbraio 2009 by Sabrina

il-tempoIntervista a Emiliano Ricci – puntata 47 di Tutti Dentro

 

Si può veramente viaggiare nel tempo?


“E’ una domanda che ritorna spesso nei dibattiti e nelle conferenze” ci racconta Emiliano Ricci. “Qui entra in gioco la Relatività di Einstein, che stabilisce che non c’è niente che impedisce di viaggiare indietro nel tempo.
Secondo alcuni fisici basterebbe creare un buco nero rotante, una sorta di porta d’ingresso per fare un viaggio del genere. Se consideriamo la fantascienza, esistono tanti film e libri dedicati a questo argomento: il primo è “La macchina del tempo” di Wells, ma si potrebbe pensare anche a “Ritorno al Futuro”.
In tutti questi film e libri sorge un problema – che è il problema fondamentale – quello che i fisici hanno chiamato il “Paradosso del Nonno” (o della Nonna, per essere “politically correct”): viaggiando indietro nel tempo ci potremmo trovare noi in condizioni di uccidere il nostro nonno (o la nostra nonna) e quindi impedire la nostra nascita. Questo è un problema grave dei viaggi del tempo, il problema del rapporto causa-effetto. Per tentare di risolverlo alcuni fisici, tra cui Stephen Hawking, hanno pensato ad una cosa curiosa: come esiste il “principio di conservazione dell’energia”, così dovrebbe esistere il “principio di protezione cronologica”, una nuova legge fisica che, in sostanza, stabilisce che è impossibile uccidere nostro nonno. Questa legge  non dovrebbe impedire i viaggi nel tempo, ma impedire i viaggi nel tempo che in qualche maniera sono collegati alla nostra evoluzione futura. Chiaramente, è ancora tutto da dimostrare, ma è un aspetto interessante di uno studio alquanto recente, nonostante la fantascienza parla di viaggi nel tempo da più di un secolo”.

Grazie Emiliano.

Sabrina

Una freccia insolita: quella del tempo

Posted in Un giornalista per Tutti Dentro: Emiliano Ricci on 27 Febbraio 2009 by Sabrina

clessidra

Intervista a Emiliano Ricci – puntata 47 di Tutti Dentro

Uno dei temi preferiti della comunicazione scientifica è sicuramente quello della freccia del tempo, come la chiamò in maniera colorita l’astronomo Sir Arthur Eddington: perché il tempo va solo in avanti?
Alla base di questo concetto sta il concetto (peraltro ostico) della fisica: l’entropia.

“Mi viene in mente una battuta che trovavo sui muri della facoltà di Fisica quando ero studente: “Ravvedetevi, l’entropia aumenta”, ci racconta Emiliano. “Per l’appunto, questo aumento di entropia o di disordine dell’Universo, fa sì che si percepisca un orientamento del tempo, che in realtà le leggi della fisica a livello microscopico non indicano. CI troviamo, dunque, di fronte a uno strano paradosso: l’Universo segue una certa direzione temporale per provocare un aumento nel disordine generale, però le leggi teoriche ci dicono che potremmo andare indietro nel tempo.
Facciamo l’esempio classico: una camera da letto, se lasciata così com’è, senza che venga mai rifatto il letto, senza che vengano mai rimessi a posto i libri o ripiegati gli indumenti, tende ad aumentare il disordine e noi, ogni giorno, dobbiamo fare uno sforzo, cioè applicare dell’energia, per ridurre questo disordine. L’unica legge che stabilisce che l’Universo va in certo verso, che è quello di maggior disordine, è dato dal Secondo Principio della Termodinamica, che stabilisce che il disordine dell’Universo deve aumentare. Però, effettivamente, le leggi microscopiche della fisica delle particelle dicono che si potrebbe andare, tranquillamente, avanti e indietro nel tempo senza accorgersi che stiamo percorrendo l’una o l’altra direzione”.

All’inizio della puntata 47 di Tutti Dentro abbiamo parlato della teoria secondo la quale il tempo non esiste: il tempo è solo una nostra illusione, è il cervello che ordina i vari fotogrammi temporali in una certa sequenza che va solo in avanti, ma nella realtà tutti questi fotogrammi esistono simultaneamente.

“Al concetto di tempo” dice Emiliano “ mi viene da rispondere come ha risposto Sant’Agostino: “Se non mi viene chiesto, so benissimo che cos’è, quando mi viene chiesto non so più rispondere”.  Quindi, mi avvalgo della facoltà di non risponderti ad una domanda di questo genere. La mia visione è che il tempo è reale, scorre a quella che i fisici potrebbero chiamare la velocità di un secondo al secondo; che esista poi un tempo biologico, un tempo psicologico senz’altro, ma che ci sia un substrato di realtà non lo metterei in dubbio”.
Grazie Emiliano.

Sabrina

Un “quanto” di pensiero

Posted in Frasi famose on 23 Febbraio 2009 by Sabrina

Max Planck

… Una nuova verità scientifica non trionfa perchè i suoi oppositori si convincono e vedono la luce, quanto piuttosto perché alla fine muoiono, e nasce una nuova generazione a cui i nuovi concetti diventano familiari.

Max Planck  “La conoscenza del mondo fisico”

Il concetto di “quanto” fu introdotto nel 1900 dal fisico tedesco Max Planck per spiegare certe caratteristiche dell’energia totale emessa da un corpo incandescente, caratteristiche che non si riusciva a comprendere impiegando le teorie classiche. Planck riuscì a spiegare i risultati sperimentali soltanto ipotizzando che l’energia fosse emessa a intervalli discontinui, come se fosse composta di piccoli corpuscoli elementari, che chiamò quanti.

Per quanto il risultato del fisico tedesco riuscisse a spiegare molto bene i risultati sperimentali, non fu accolto molto bene, al punto che più tardi, nella sua autobiografia scrisse questa frase.

Sabrina

Il fascino della cosmologia

Posted in Amici on 19 Febbraio 2009 by Sabrina

 

cielo-e-cosmologiadi Roberto Caimmi – Ricercatore presso il Dipartimento di Astronomia dell’Università degli Studi di Padova

La cosmologia descrive la struttura e l’evoluzione dell’universo, tentando di dare risposta alle stesse domande tacitate dalla cosmogonia tradizionale, che accomunava la nascita degli dei alla nascita dell’universo, partendo da una struttura caotica e indifferenziata.    Chi si interroga su chi siamo, quale sia il nostro ruolo nel mondo, come sia stato l’inizio, non puo’ sottrarsi al fascino della cosmologia, sotto questo aspetto certamente superiore al fascino di ogni altra scienza.   Infatti l’origine dell’universo e’ anche la nostra origine, da dove e’ venuto l’universo siamo venuti anche noi.   Il coinvolgimento emotivo che deriva dal porsi queste domande e’ eccezionale, nel senso che solitamente praticare scienza non suscita emozioni, lasciando da parte la termodinamica e in particolare il secondo principio, che non sarebbe possibile discutere in questa circostanza.
Anticamente si riteneva che nel cosmo vigesse un ordine perfetto, dove gli unici moti possibili fossero i moti circolari, in quanto tali ciclici e ripetitivi, e i cui costituenti fossero incorruttibili, a differenza di quanto avveniva nel mondo terrestre.    In effetti, etimologicamente il termine “cosmo” deriva dal greco “kosmos”, dal doppio significato di “ordine” e “ornamento”, ossia complesso di armonia ed eleganza.    Con il potenziamento degli strumenti e delle tecniche di osservazione, e’ apparso un quadro ben diverso, dove il caos si e’ sostituito all’ordine e i peggiori demoni, anziche’ esorcizzati nelle viscere della terra, hanno trovato stabile dimora nei cieli.   Stelle nane bianche, stelle di neutroni, buchi neri di taglia stellare, sono mostri da cui e’ bene stare alla larga, per non incorrere in una rapida distruzione.    Altrettanto dicasi per i buchi neri di taglia piu’ grande, annidati al centro delle componenti sferoidali delle galassie, e per le galassie stesse, suscettibili di scontrarsi e quindi fondersi le une con le altre.    In questo scenario, l’evoluzione del Sole verso una configurazione di gigante rossa, e quindi di nana bianca, comportante la cancellazione di ogni forma di vita nel sistema solare, appare quasi come una dolce eutanasia anziche’ una morte violenta, tenendo conto che il Sole sara’ ancora in vita quando la Via Lattea si sara’ fusa con Andromeda.
Ma neppure la sostituzione dell’ordine col caos, e degli angeli coi demoni, riesce ad intaccare il fascino derivante dalla cosmologia, come pure le domande che ad essa indissolubilmente si legano, in relazione alla nostra origine, e al nostro destino.

Grazie Roberto.

Sabrina

Laika, una cagnetta nello spazio

Posted in Puntate on 12 Febbraio 2009 by Sabrina

laika

Hanno scritto di Laika anche dopo cinquant’anni dal suo lancio a bordo dello Sputnik, il 3 novembre 1957. Si racconta che la povera cagnetta cominciò a guaire e ad agitarsi nel tentativo di fuggire mentre il missile si alzava in volo. La stretta imbracatura che le avvolgeva corpo e zampe le impediva qualsiasi moviemnto, a parte quello della testa. Nei lunghissimi minuti del lancio, quando la spinta dei motori era al massimo per vincere la forza gravitazionale terrestre, Laika si sentì sicuramente schiacciata come in una morsa e la frequenza del suo cuore arrivò al limite dell’infarto, passando dai classici 100 battiti al minuto ai 250. Il terrore non l’abbandonò mai, neppure quando si ritrovò in orbita intorno alla Terra, in assenza di peso. Solo dopo tre lunghe ore in quella straziante situazione, la cagnetta si calmò ma era completamente ignara dell’agonia che l’aspettava.
Fu la sua docilità che la portò ad essere reclutata tra altri animali vagabondi nella fredda città di Mosca. Femmina di circa 3 anni, incrocio fra un husky siberiano e un terrier, sopportò con grande pazienza tutti i test: la tuta spaziale, gli elettrodi incollati nel petto, la centrifuga per simulare l’accelerazione di gravità durante il lanciò. Quel posto a bordo dello Sputnik se lo guadagnò con grandissima dignità rimanendo, secondo alcune fonti attendibili della NASA, per ben tre giorni rinchiusa lì dentro in attesa del lancio. La poverella aveva la possibilità di fare i propri  bisogni in un sacchetto. Pensate se non fosse stato così.

E lassù, in orbita, dopo tre ore di terrore, Laika mangiò la sua pappa gelatinosa, con grande consolazione dei tecnici che la seguivano via radio da Terra. Ma fu il suo ultimo pasto.

Nell’ottobre del 2002, nel corso di un convegno spaziale a Houston, lo scienziato Dimitri Malascenkov, che partecipò alla realizzazione del lancio dello Sputnik con a bordo la cagnetta, affermò che la versione diffusa fino a quel momento sulla morte di Laika dopo qualche ora dal lancio con una pozione velenosa, pronta in cabina per lei nel caso le cose fossero andate storte (e così andarono), era una tremenda bugia. La cagnetta, in realtà, era morta dopo 5-6 ore per stress termico, quando per un guaasto all’impianto di termoregolazione la temperatura schizzò dai 16 ai 41 gradi, facendo guaire la cagnetta e facendo diventare i suoi battiti sempre più flebili, poi ritrasmessi da alcune emittenti radiofoniche, ma non dalle nostre a cui abbiamo inviato il programma Tutti Dentro, naturalmente. Non ci aveva neppure sfiorato l’idea di farlo.

“Più tempo passa e più mi rammarico per la nostra scelta. Non era proprio necessaria. Da quella missione non abbiamo imparato tanto da giustificare la tragica fine di quel cane”.
Leg Gazenko, ricercatore che partecipò al tirocinio di Laika.


Non potevo trovare una frase migliore per chiudere questo post. Aspetto un vostro commento.

Sabrina

La Luna di ieri, La Vita Nuova di oggi

Posted in Gli inediti on 10 Febbraio 2009 by Sabrina

lunariflessa

“Siamo gente che ci crede ancora e qualcosa cambierà”
La Vita Nuova – Gianni Togni

“Questa è una storia che racconto anche sul palco: la storia di una persona che ha tanti ideali, voglie, parte con sogni da realizzare, si ritrova di fronte ad un mondo spietato, cattivo, freddo, mediocre e cerca una strada; cade in una specie di depressione ma, lentamente, risale attraverso un viaggio che lo porta a capire che le persone più importanti non sono quelle che appaiono, ma quelle che lo sono, cioè quelle che donano molto della loro vita agli altri senza chiedere in cambio niente. Sono le persone di cui nessuno parla, di cui non ci si chiede il perché lo facciano. Eppure, quei piccoli gesti ci permettono di cambiare il mondo.

Rispetto a ieri, oggi sembra che abbiamo molti più mezzi per affermare idee nuove, nel senso che un tempo non esistevano Internet, le email, gli sms, i telefonini… Sinceramente, non so quanto poi questo ci possa garantire una maggiore libertà… Non lo credo, perché il problema è stato (e lo è ancora) di un bombardamento, soprattutto da un punto di vista televisivo e radiofonico, di una mediocrità, di una banalità, di mancanza di ideali, di falsi eroi che hanno, purtroppo, cambiato radicalmente la visione della gente. Oltre al fatto di sentire sempre le stesse venti canzoni, alla fine vediamo le stesse venti facce, sentiamo le stesse venti opinioni. I giornali parlano solo di successi… E’ incredibile… Non riesco a capire cosa mi possa interessare che un film appena uscito ha già incassato non so quanti milioni di dollari… Se lo ha fatto lo sapremo, perché la gente lo ha visto… Altri film bellissimi vengono dimenticati e poco pubblicizzati, mentre, invece, potrebbero dare molto. Sto scrivendo ora sul mio blog sul film “Le vite degli altri” (alla pagina http://www.giannitogniblog.com/?m=200706 ) perché una delle domande che mi faccio e che propongo è: “L’arte e la bellezza possono cambiare il mondo?”. Secondo me sì e ne sto man mano scrivendo le ragioni”.

Ho visitato più volte il suo Blog. Questo post dedicato al film è stato un successo: oltre 18000 commenti.
Gianni rimane grande, anche quando non canta.

Sabrina

Vi presento “Gli Inediti”

Posted in Gli inediti on 9 Febbraio 2009 by Sabrina

nuova-nascitaNasce una nuova categoria.

Per mancanza di tempo, alcune interviste ai vip e ai ricercatori realizzate per la trasmissione radiofonica ”Tutti Dentro” sono state tagliate.
Di alcune di esse recupererò e sistemerò nei prossimi mesi alcune parti, secondo me, significative.

I vip ci parlano ancora. Non solo in radio, ma anche in questo Blog.

Sabrina

Americani sulla Luna

Posted in Frasi famose on 7 Febbraio 2009 by Sabrina

laluna

“Lo sbarco del primo uomo sulla Luna è l’obiettivo primario della NASA e dei contribuenti che pagano i nostri conti. Credo che vorranno sostenerci finché non ci saremo riusciti”.

Signor Webb, successi della NASA e sforzo dei contribuenti a parte, batteremo davvero i russi in questa gara?”

“E’ il mio lavoro e di quattrocentomila uomini e donne sparsi in tutto il nostro Paese. Faremo sì che questo avvenga”.

James Edwin Webb (1906-1992) fu il secondo amministratore della Nasa in servizio dal 14 febbraio 1961 al 7 ottobre 1968. Sotto la sua direzione, l’agenzia spaziale americana si prefisse l’obiettivo del Presidente Kennedy di far sbarcare un americano sulla Luna entro la fine del decennio con una missione Apollo. E così fu.

Sabrina

Ipse dixit…

Posted in Frasi famose on 6 Febbraio 2009 by Sabrina

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