Archivio per Marzo, 2008

Come la fisica si applica alla medicina

Posted in Puntate on 19 Marzo 2008 by Sabrina

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Quando pensiamo alla fisica la prima immagine che abbiamo è quella di una materia difficile, complicata, con i tipici esercizi del circuito elettrico o della pallina che rotola sul piano inclinato, delle forze vettoriali, della corrente elettrica. La fisica ha, in realtà, delle applicazioni pratiche che entrano nel nostro quotidiano e nella nostra salute.

Ce lo racconta a Tutti Dentro, nella puntata numero 28, Simonetta Salviato, fisico sanitario del Servizio Sanitario Nazionale che attualmente lavora presso l’Ospedale di Mestre, Venezia.

“La prima impressione che la gente comune e lo stesso studente medio-alto hanno della fisica è quella di una materia, anche se non proprio “asettica”, in qualche modo specifica tanto da diventare “di parte”, poco propensa al sapere comune. Invece, la fisica ha tutta una serie di applicazioni, fra le quali quelle di cui io mi occupo e cioè nell’ambito medico. Per questo motivo, sarebbe necessario che la ricerca si rivolgesse non solo alla medicina diretta, intesa come Telethon per fare un esempio, ma anche alla fisica, alla chimica, all’ingegneria biomedica, in modo che, col supporto di queste materie interdisciplinari, la medicina possa effettivamente crescere”.

“Noi fisici sanitari non siamo in diretto contatto col paziente e questo è quello che ci distingue dal medico vero e proprio. Veniamo di solito definiti “sanitari non medici”: è una brutta dizione che alla maggior parte dei miei colleghi non piace, perché anteporre ad una parola il NON ha sempre un valore negativo. Noi siamo tecnici che lavorano con le macchine dietro il paziente: quando la macchina va in applicazione diretta sul paziente, vuoi per la terapia, vuoi per l’esame, ci sono altre figure che ci sostituiscono e che possono essere i medici oppure i tecnici deputati al funzionamento o all’applicazione della macchina sul paziente”.

“Per capire meglio, possiamo fare un esempio di applicazione: quello della radioterapia, che è l’ambito di mio interesse. La radioterapia si avvale di macchine molto grandi: i cosiddetti acceleratori lineari che eseguono le terapie vere e proprie. Il medico radioterapista esamina il caso e decide qual è la dose necessaria perché vi sia beneficio di cura. Spetta al fisico interessarsi di come la dose raggiunge i tessuti, attraverso quali metodiche e quali strumenti. Nella fattispecie, il fisico decide le “energie”, che noi chiamiamo fasci di elettroni o fotoni (e che nel prossimo futuro saranno di altra natura fisica). Questo è il secondo passaggio. Il terzo e ultimo passaggio, che spetta ai tecnici, è l’applicazione vera e propria che consiste nel centrare il paziente e fargli la terapia (che in alcuni casi può durare anche trenta giorni).

In definitiva, sono tre le figure che si possono individuare per un trattamento radioterapico.

La maggior parte della gente alla quale racconto che sono un fisico sanitario mi scambia per “fisiatra” oppure confonde il mio lavoro per un’altra materia attinente ma solo per assonanza del nome. Una specialità come questa ha due versanti: la mia che è quella dello studioso (colui che si applica) e la seconda quello del paziente, che ha tutti i diritti di conoscere come viene costruita la terapia che gli arriva. Allo stesso modo, in astronomia o in qualunque altra applicazione scientifica, c’è la parte dello studioso e la parte del pubblico o ascoltatore (che nel mio caso è invece il paziente): se quest’ultimo capisce che esistono queste “figure” capisce anche che esiste il doppio versante: da una parte lo studio e dall’altra l’applicazione diretta. Per questo motivo il pubblico non solo capirà come la ricerca arriverà ad esso in maniera diretta ma sarà anche più propenso nel dare più soldi alla ricerca stessa.

Noi studiosi di materie scientifiche abbiamo una rispondenza direttamente specifica e facilmente comprensibile dalla gente. Il problema è che non ci viene dato nemmeno lo spazio per poter parlare a tutti di questa applicabilità diretta. Manca la comunicazione”.

E non possiamo che essere d’accordo con lei.

La puntata è disponibile sul sito http://www.tuttidentro.info .

 

Sabrina

Fantascienza – Sognare lo spazio, sognare il futuro

Posted in Puntate on 17 Marzo 2008 by Sabrina

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Sognare lo spazio, sognare il futuro. Fantascienza. Per te è un modo per scappare da questo mondo in senso positivo, cioè per cercare una società migliore, o è un modo per scappare di tanto in tanto da quelle che sono le difficoltà della vita? Nello spazio, nella fantascienza, nell’universo cerchi qualcosa di meglio o ci vai solo per evadere da questo mondo?

E’ la domanda che abbiamo rivolto all’attore Carmine Scalzi nella seconda puntata di Tutti Dentro. Qui sotto una parte della sua frizzante intervista.

“Non credo che si scappi con la fantascienza. Il vero lettore di libri fantascienza o lo spettatore di film di fantascienza non scappa, ma vede in quelle opere il cui set è il futuro i segni che sono già nel presente. Perciò, è sempre affascinato nel trovare nel futuro le cose che ci sono già nel presente. Naturalmente, sto parlando di opere di fantascienza speculativa o “Hard Science Fiction” non quella avventurosa, come guerre stellari, in cui il fantasy prende il sopravvento su tutto. Parlo ad esempio di libri come “Hyperion” di Dan Simons in cui alla fantascienza si arriva mediante correnti letterarie sottogenere come l’horror o la filosofia stessa. E si arriva a determinate risposte a temi dell’esistenza che sono cari a tutte le correnti letterarie e alla filosofia stessa, cioè si arriva a determinate risposte non in maniera canonica, non tramite un libro di letteratura comune, ma tramite figure archetipe o allegorie riposte nel futuro”.

“Ci sono dei film che rendono molto meglio di alcuni libri l’idea del fantasy, in altri casi vale il viceversa. Però ritengo che i libri abbiano una valenza superiore, nel senso che un libro di fantascienza soprattutto, quella speculativa o Hard Science Fiction, fornisce a coloro che lo legge una realtà data probabilmente difficile da comprendere, ma che viene accettata insieme alle leggi della fisica di quell’universo, che il lettore considera come reale. E la realtà supera la fantascienza di anno in anno. Cioè, le evoluzioni tecnologiche o proto-industriali che si immaginavano nei libri degli anni Cinquanta o Sessanta ora sono abbastanza obsolete con l’evoluzione tecnologica dei nostri tempi, grazie anche all’elaborazione dell’informatica e dei mezzi di comunicazione di massa”.

“Mi piace un po’ meno la fantascienza che si mescola con i problemi politici perchè assomigliano molto ai nostri. Però, gli autori di film o gli scrittori di fantascienza devono sempre cercare di mediare fra opposte esigenze: quella di rendere il più aderente alla realtà alcuni temi del racconto o del film e quella di immaginare il futuro. Quindi non è possibile immaginare un futuro completamente diverso dal nostro: gli spettatori o i lettori devono avere degli elementi vicini alla realtà, come lo sono per esempio la differenza di razze o la lotta per il predominio dell’universo, qualcosa cioè che succeda ai giorni nostri”.

“Ritengo che il futuro ci possa dare qualche sorpresa. Non dimentichiamo che uno scrittore di fantascienza è anche scienziato: Asimov, che postulava le leggi della robotica, disse un giorno che i robot avrebbero potuto in un futuro prossimo, che non possiamo indicizzare anche se l’evoluzione tecnologica fa passi da gigante, essere benissimo scambiati con gli esseri umani, androidi molto simili agli uomini. Per me il futuro è questo e anche tante altre cose: una compresenza di un’altra razza, cioè una razza androide con proprie emozioni. Il futuro è proprio affascinante”.

E credo che lo diventi ancora di più quando a dirlo è un giovane, pieno di speranze, come Carmine.

Informazioni su Carmine Scalzi le trovate sul suo sito: http://www.carminescalzi.it . La puntata è disponibile in rete sul sito http://www.tuttidentro.info .

Sabrina

Ti innamori ancora sotto la Luna o sogni di conquistarla?

Posted in Puntate on 17 Marzo 2008 by Sabrina

Moon

“Riuscire a collocare in una radio, in un momento di grande disagio sulla bellezza delle cose, un programma come Tutti Dentro che dia una visione diversa della vita è una cosa bella ed illuminata. In un mondo banale e mediocre qualcosa succede”.

 

Sono le parole di Gianni Togni: da quella prima intervista di mesi ne sono passati davvero tanti. Il suo augurio ed ottimismo ci hanno guidato in un’impresa che sembrava impossibile, tanto difficile da realizzare.

Ritorniamo alle parole e alle emozioni di Gianni, andando un pochino più in là della Luna, spostandoci verso i confini del Sistema Solare ed oltre a bordo di una sonda che porta con sé un CD con le canzone più belle mai scritte. 

“Non credo di aver mai fatto canzoni tra le più belle mai scritte” ci confessa Gianni. “Se mi venisse data questa possibilità, forse ne avrei tre o quattro. Alla fine propenderei per una canzone nuova, “La Vita Nuova”, non solo per la bellezza estetica ma anche per il messaggio. Mi sembra che per un viaggio del genere questa canzone si addica.”

E a proposito della conquista della Luna o di un pianeta come Marte Gianni ha le idee ben chiare:

“ La cosa per cui mi batto di più in questo momento, e credo sia il problema più grande in assoluto, è salvare il pianeta Terra. E’ questo il problema madre, il problema principale. E’ inutile avere un bellissimo PIL, o sapere che tutti lavorano e guadagnano tantissimo se poi il mondo non ci sarà più. E’ del tutto inutile.

Stiamo distruggendo qualcosa che va al di là della salvaguardia del nostro lavoro: il futuro, la speranza dei nostri figli e pronipoti. Questo tempo stimato dagli studiosi della fine del mondo, che sembra così immenso, è invece molto vicino. L’energia pulita sicuramente ci aiuterà, e ci aiuterebbe, a salvaguardare la Terra.

Andrei sulla Luna se avessi la certezza di poter ottenere energia pulita, al di là dei costi. Aboliamo quest’idea del costo perché esso ha un senso nel momento in cui ci sono le possibilità. Quando le possibilità cominciano a mancare, il costo non esiste più. Per questo motivo, potrei anche sacrificarmi andando a vivere in un pianeta poco ospitale… Un po’ pure per curiosità, perché da artista sono curioso. E lo farei volentieri se questo servisse a darci maggiori possibilità di non inquinamento”.

Informazioni su Gianni Togni le trovate sul suo sito: http://www.giannitogni.it . La puntata è disponibile su http://www.tuttidentro.info .

 

Sabrina