I nuclei galattici attivi

Posted in Astronomia on 7 Novembre 2009 by Sabrina

pianeta immagine fantastica

Giovanni La Mura – Astronomo del Dipartimento di Astronomia dell’Università degli Studi di Padova – Intervista del 15/12/2007 – Puntata 30

«Il Cosmo rappresenta, dal mio punto di vista, una sfida all’intelletto umano e al nostro modo di pensare a noi stessi. E’ difficile credere che uno spazio così vertiginosamente sconfinato sia lì solo per essere guardato».

«Il mio interesse principale è lo studio dei nuclei galattici attivi, sorgenti note in astrofisica per essere le più brillanti dell’Universo conosciuto, capaci di emettere luci per periodi considerevoli di tempo: si parla di diversi milioni di anni. Anche se ci sono delle sorgenti astrofisiche che possono arrivare alla stessa luminosità, nessuna di queste emette energia da uno spazio così concentrato come questi oggetti e per così tanto tempo. Si tratterebbe, in pratica, di immensi buchi neri molto massicci, secondo le teorie attuali che, aspirando materiale dall’ambiente circostante, producono un’emissione di luce pari o superiore a quella di un’intera galassia ma che in realtà proviene da una regione di spazio molto ristretta e che viene appunto denominata «attiva» in quanto la sua energia non arriva dai processi di reazioni nucleari che sono così comuni e tipici delle stelle e che producono la luce che osserviamo, invece, nella maggior parte degli oggetti del nostro cielo.

Nucleo in una galassia attiva

Possiamo dire che il buco nero è sostanzialmente un vero e proprio «mostro cosmico»: un oggetto dalle proprietà esotiche e sappiamo anche essere circondato da processi fisici estremamente violenti. Per proprietà esotiche si intendono proprietà insolite, che non possiamo osservare nell’ambiente in cui siamo abituati: parliamo di materia ed energia che si scambiano continuamente di ruolo trasformandosi l’una nell’altra, parliamo di produzione di radiazione ultravioletta, X, gamma, che generalmente non è particolarmente amata dai tessuti organici e che in quelle quantità sarebbe in grado di vaporizzare un intero pianeta: sono decisamente dei «vicini molto scomodi».

Al centro della nostra Galassia siamo certi che ci sia un buco nero supermassiccio ma noi possiamo dire di essere al sicuro, perché questo buco nero non è attivo, ossia il nucleo della nostra Galassia non è un nucleo galattico attivo in quanto manca all’ambiente circostante il buco nero il materiale necessario ad alimentarlo. Se avessimo un nucleo galattico attivo non nella nostra Galassia, ma in una vicina puntato verso di noi (poiché questi oggetti non emettono luce ugualmente in tutte le direzioni), lo vedremmo brillare come il Sole. Nella nostra Galassia se fosse orientato in maniera tale da illuminare il disco della Galassia con la sua radiazione, produrrebbe degli effetti molto visibili e probabilmente ostili alla formazione della vita.»

Questo significa che il buco nero in sé attira gravitazionalmente la materia e la radiazione. e ciò è luminoso come il Sole non è il buco nero ma la materia che gli ruota attorno?

«Sì, è l’ambiente circostante che viene sottoposto a sforzi e sollecitazioni tali da riscaldarlo al punto da emettere una radiazione molto più aggressiva di quella che emette il Sole. Il buco nero supermassiccio della nostra Galassia non ha l’alimento di cui nutrirsi e ciò rende la nostra Galassia un ambiente molto più ospitale di quello che sarebbe in caso contrario.

La passione dell’astronomia è nata semplicemente alzando gli occhi al cielo in una serata limpida, nel luogo in cui vivo lontano dalle luci della città, in una serata in cui si vedeva ad occhio nudo la Galassia di Andromeda, che è l’oggetto più lontano che l’occhio umano possa vedere senza l’ausilio di strumenti in una notte senza Luna. La visione di questo spazio immenso ha suscitato in me un interrogativo, perché il Cosmo rappresenta, dal mio punto di vista, una sfida all’intelletto umano e al nostro modo di pensare a noi stessi. E’ difficile credere che uno spazio così vertiginosamente sconfinato sia lì solo per essere guardato. Ci deve essere un senso nell’esistenza dell’Universo e difficilmente questo senso, anche da un punto di vista semplicemente statistico, può essere trovato solo sul nostro pianeta.
Ricordo che mentre muovevo i primi passi nell’osservazione del cielo come semplice appassionato mi ero procurato un telescopio e lo utilizzavo per delle piccole osservazioni, come la Luna e i pianeti. Una volta offrì a mia nipote l’opportunità di guardare attraverso il telescopio per vedere la Luna. Rispose con un certo entusiasmo iniziale ma, alla vista dello strumento, per qualche motivo, perse il suo interesse e si rifiutò di accostarsi al telescopio. Lì per lì non capii il motivo della sua reazione. Credo di aver provato una sensazione molto simile la prima volta che mi trovai di fronte ad un telescopio professionale che dovevo manovrare, all’Osservatorio Astrofisico di Asiago. Fui da solo di fronte a questo macchinario di cinquanta tonnellate e in quell’occasione capii per quale ragione mia nipote si era rifiutata di accostarsi al mio telescopio, facendo le dovute proporzioni.»

Grazie Giovanni.

Sabrina

Si apre l’occhio di Herschel sulla Via Lattea

Posted in Astronomia on 6 Novembre 2009 by Sabrina

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Alcune regioni tra le più fredde e ricche di polvere nello spazio, risultano ugualmente brillanti se osservate in luce infrarossa, come può fare Herschel… Cortesia: ESA/NASA/JPL-Caltech

 

di Marco Castellani, Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), Roma

Una nuova immagine dall’Osservatorio Herschel ben mette in evidenza il naturale “talento” della sonda verso le osservazioni a lunghezze d’onda multiple. L’osservatorio opera nell’infrarosso, ed è una missione dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) con una quota importante di partecipazione anche dell’ente spaziale statunitense (NASA). Notevole il fatto che Herschel possa utilizzare due strumenti scientifici in maniera simultanea, per osservare in ben cinque diversi colori nell’infrarosso, una lunghezza d’onda com’è noto invisibile all’occhio umano, ma decisamente importante per una estesa serie di osservazioni spaziali (prima tra tutte lo studio della formazione stellare, come più volte abbiamo evidenziato in questo sito).

La nuova immagine composita, appena rilasciata, è decisamente interessante e mostra una regione scura e fredda della nostra Via Lattea, dove il materiale interstellare viene compattato insieme, incamminandosi verso la sua prospettiva di formare nuove stelle. Va detto che gran parte della regione apparirebbe davvero scura nella luce visibile, tuttavia Herschel riesce a scorgere il rivestimento molto sottile di polvere, solo leggermente più calda della temperatura minima teoricamente ottenibile nella zona.

La visione della sonda rivela anche che la regione di formazione stellare è addirittura più ricca di materiale freddo e turbolento di quanto ritenuto fino ad oggi: dunque sta già fornendo dei dati importanti per  gli scienziati.  Herschel è in verità ancora in quella che viene detta performance verification phase, nella quale gli strumenti sono attivi ma prevalentemente per essere registrati e messi a punto, prima dell’inizio delle osservazioni scientifiche “programmate”.

Pur dunque nelle fasi iniziali del suo ciclo operativo, dunque, la sonda sembra già fornire ottimi risultati… Dunque un’altra missione spaziale, tra le tante ormai, dalla quale possiamo aspettarci con fiducia un non trascurabile contributo alla sempre migliore conoscenza del nostro Universo…!

NASA JPL Press Release: http://www.jpl.nasa.gov/news/features.cfm?feature=2328

Marco Castellani

A Tutti Dentro il nuovo romanzo di Federica Bosco

Posted in News on 5 Novembre 2009 by Sabrina

SOS amore

Federica Bosco che abbiamo avuto due volte a “Tutti Dentro” mi segnala l’uscita del suo nuovo libro:

“S.O.S. amore”
Newton Compton Editori,
ISBN 978-88-541-1547-7
Pagine 384
Euro 14,90

Le presentazioni del libro sono fissate per:
 
11 Novembre 2009 a Milano- presso la Feltrinelli – Corso Buenos Aires ore 18.30
12 Novembre 2009 a Firenze – presso la Feltrinelli – Via Cerretani ore 18.00
8 Dicembre 2009 a Roma – presso la Fiera del Libro Palazzo dei Congressi- Eur Ore 17.00 sala Rubino

Il romanzo racconta la storia di Chiara, 35 anni e una disastrosa situazione sentimentale. Vive a Milano con sua sorella Sara, sempre in lotta con il mondo. Ha una madre che le tiene in ostaggio con i suoi attacchi di panico e un pittoresco padre che vive a Cuba, che le ha mollate da piccole dopo averle sfrattate. Con questi presupposti non c’è da stupirsi che l’autostima di Chiara sia sotto terra: non crede neanche più di meritare un amore vero. Per questo accetta di iniziare una relazione clandestina col suo capo, che come da copione giura e spergiura di lasciare la moglie…
Chiara è ironica, positiva, cerca sempre di perdonare le prepotenze altrui, ma non sa affermare il suo sacrosanto diritto all’amore e finisce puntualmente per fare da zerbino a uomini egoisti e superficiali. Destinatario dei suoi sfoghi è il dottor Folli, il suo analista, a cui ogni settimana racconta un capitolo della sua disastrata vita amorosa, dalle elementari in poi. Il dottore l’aiuterà con ironia a recuperare l’autostima, riaprendo ferite mai rimarginate e affrontando nuove battaglie.

Se volete leggere i primi articoli in anteprima:
http://www.newtoncompton.com/newton/upload/File/estratti/SOSamoreestratto.pdf

Hanno scritto di Federica Bosco:

«L’happy end, leggero e intelligente, regala una ventata di ottimismo a una generazione che, lo sappiamo, ha poco da ridere.»
Silvana Mazzocchi, La Repubblica

«Un mix intelligente di sogni, delusioni e catastrofi quotidiane raccontati con divertimento e disinvolta ironia, tra tenerezza e leggerezza un po’ alla Fabio Volo: insomma preparatevi a lacrimoni e risate. »
Severino Colombo, Corriere della Sera

«Arriva, finalmente, un libro italiano spiritoso, scritto benissimo, sottile, colto e allo stesso tempo popolare.»
Carlo Vanzina, Il Messaggero

«Avventure e sventure, piccole magie e grandi cataclismi sentimentali si succedono incartati nel tulle di rapporti e incontri sempre preziosi e rivelatori.»
La Nazione

«Eccola, la trentenne single al bivio.»
Il Giornale

«Un “treno di panna” dei nostri tempi, dai toni più leggeri, comunque simpatico e con marcate aspirazioni da grande schermo.»
Sergio Pent, Tuttolibri

«Mentre si dà da fare per trasformare uno squallido bar in un gastro-pub, gettando alle ortiche la sua carriera giornalistica,scoprirete (con lei) che la vita offre nuove prospettive.»
Elena Dallorso, Donna Moderna

«Il tasso di identificazione nei libri di Federica Bosco, è così alto da far sorgere un dubbio: che sia una veggente, più che una scrittrice.»
Gabriella Grasso, Cosmopolitan

«Ha sicuramente dimostrato che gli esordi con il botto non capitano solo oltreoceano.»
Elle

«Una scrittrice originale che non si rivolge solo al pubblico che ama letture d’amore, perché i suoi libri affrontano problemi che coinvolgono tutti, donne e uomini, giovanissimi e adulti.»
Lidia Gualdoni, Wuz

Un grosso in bocca al lupo alla nostra Federica!!!
Sabrina

Sorvolando Tritone su “GruppoLocale.it”

Posted in Astronomia con i tag , , on 4 Novembre 2009 by Sabrina

Tritone

Ho pubblicato un nuovo articolo sul prestigioso Blog ”GruppoLocale.it” di Marco Castellani. 

Mi sono occupata del più grande satellite di Nettuno, Tritone. Un volo simulato della sua superficie è stato realizzato un paio di mesi fa da alcuni ricercatori del Jet Propulsion Laboratory (JPL) di Pasadena (California), utilizzando le mappe topografiche ricavate dalle immagini della sonda Voyager 2 della Nasa, durante il fly by nell’agosto 1989.

L’articolo potete trovare su:  http://www.gruppolocale.it/?p=1635 .

Grazie di cuore, Marco! E grazie a tutti voi che mi seguite in questo splendido viaggio alla scoperta del Sistema Solare.

Sabrina

GruppoLocale: http://www.gruppolocale.it .

 

Writing…

Posted in Frasi famose con i tag on 3 Novembre 2009 by Sabrina

  

Carl Sagan

Immagine disponibile su:  http://www.scalzi.com/whatever/004702.html .

Writing is perhaps the greatest of human inventions,
binding together people, citizens of distant epochs,
who never knew one another.

Carl Sagan

 

Hydra A, il buco nero che espelle ferro…

Posted in Astronomia on 2 Novembre 2009 by Sabrina

hydra

di Marco Castellani, Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), Roma

L’immagine composita dell’ammasso di galassie Hydra A (sul sito originale si può vedere separatamente il contributo di tutte le diverse bande). Crediti:X-ray: NASA/CXC/U.Waterloo/C.Kirkpatrick et al.; Radio: NSF/NRAO/VLA; Optical: Canada-France-Hawaii-Telescope/DSS
L’immagine ospitata sul sito della missione Chandra mostra l’ammasso di galassie chiamato Hydra A: nell’immagine a falsi colori,il gas caldo (circa 10 milioni di gradi!) è rappresentato in colore blu, mentre i getti di emissione radio osservati dal Very Large Array in colore rosa. I dati ottici sono in giallo, e provengono dal Canada-France-Hawaii Telescope e dalla Digital Sky Survey e mostrano le galassie all’interno dell’ammasso stesso. 

Le accurate analisi dei dati di Chandra mostrano come il gas che si trova in direzione dei getti radio è arricchito di ferro ed altri metalli in maniera rilevante. Gli scienziati ritengono che questi elementi siano stati prodotti da esplosioni di Supernovae di “Tipo Ia” avvenute in una grande galassia situata dalle parti del centro dell’ammasso. Un potente “scoppio” dal buco nero supermassivo poi avrebbe spinto il materiale all’esterno, su distanza che si possono estendere anche per 400.000 anni luce, cioè anche oltre la regione mostrata nell’immagine. Si ritiene che dal 10 al 20 per cento del ferro nella galassia sia stato spostato in questa maniera, il che dovrebbe aver richiesto un qualche percento dell’energia totale prodotta dal buco nero.

E’ interessante notare come  il buco nero supermassivo centrale non abbia soltanto spostato il materiale verso l’esterno, ma abbia anche creato una serie di impressionanti cavità nel gas caldo: tali cavità si creano proprio in seguito alla “spinta” del gas caldo che crea in tal modo delle ampie regioni di “vuoto”. Ad esempio, all’attività recente del buco nero è da collegarsi la presenza di un paio di grandi cavità – visibili come regioni in nero nella immagine – intorno alle zone di maggior emissione radio. Queste cavità sono così grandi che potrebbero contenere l’intera nostra Galassia! E non è tutto: altre cavità più grandi, ma ora meno visibili, si ritiene siano presenti, formati sempre da fenomeni di attività del buco nero, ma meno recenti. La larghezza di queste ultime è davero … immensa: si ritiene infatti si estendano per circa 670.000 anni luce…!

Chandra Press Release: http://chandra.harvard.edu/photo/2009/hydra/

Marco Castellani

Il “The Solar System Tour” di Catania

Posted in Astronomia on 1 Novembre 2009 by Sabrina

 

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Immagini tratte dalla galleria fotografica che Giuseppe Cutispoto dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) – Osservatorio Astrofisico di Catania ha ultimato dopo giorni di attento lavoro e fatica. Le altre immagini sono disponibili alla pagina: http://www.oact.inaf.it/visite/Galleria_SST.htm . Cortesia: INAF-Osservatorio Astrofisico di Catania.

 

Il The Solar System Tour è una manifestazione sportivo – culturale organizzata nell’ambito delle iniziative per l’Anno Internazionale dell’ Astronomia 2009 (IYA2009) che si è svolta l’11 ottobre scorso a Catania, Sicilia. Il 18 ottobre scorso ne abbiamo dato notizia proprio su questo Blog: http://tuttidentro.wordpress.com/2009/10/18/ .

In totale hanno partecipato ben 23 scuole e oltre 150 atleti delle varie categorie con tantissima gente al proprio seguito, sia da parte degli studenti che degli atleti.

Giuseppe Cutispoto dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) – Osservatorio Astrofisica di Catania ci informa che sono disponibili i nuovi aggiornamenti sul sito web del “The Solar System Tour” alla pagina: http://www.oact.inaf.it/visite/S_S_Tour.htm .

In particolare, il grande lavoro (e soddisfazione, aggiungo io) di Giuseppe è la galleria fotografica: http://www.oact.inaf.it/visite/Galleria_SST.htm ottenuta dopo tanti giorni di lavoro e passione.

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Una stima prudente indica in almeno 800 il totale di persone che hanno visitato in un modo o nell’altro il percorso.

Ringrazio di cuore Giuseppe Cutispoto per la sua preziosa segnalazione. Nei prossimi giorni non mancherò di pubblicare qualche foto in questo Blog.

 Sabrina

6. «Le vite di Galileo»

Posted in Astronomia on 31 Ottobre 2009 by Sabrina

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Sesta tappa: 2009 al tempo attuale, dell’espansione dell’Universo

Nel 2009, a distanza di quattrocento anni dalle prime osservazioni di Galileo col cannocchiale, molte sono le domande ancora aperte alla luce delle recenti scoperte scientifiche.
Una maestra affronta con i suoi studenti alcuni dei temi più interessanti e curiosi dell’astronomia moderna: gli esopianeti, le dimensioni della Galassia, l’infinità dell’Universo, le osservazioni di Galileo.
Potrete scoprire tutto questo nel fumetto di Fiami, “Le vite di Galileo” edito dalla Casa editrice Cleup (Padova).

2009 - Fiami - 2

“Le vite di Galileo – Viaggio attraverso la storia dell’astronomia”
Fiami, edizioni Cleup (Padova), euro 10,00

Grazie Fiami.

Sabrina

Una risata con Roberto Mangosi e Isaac Newton

Posted in Astronomia on 30 Ottobre 2009 by Sabrina

In esclusa per “Tutti Dentro” :

Roberto Mangosi_800
L’attrazione gravitazionale.  Cortesia: Roberto Mangosi. La vignetta è di esclusiva proprietà dell’autore e, a norma di legge, non può essere utilizzata, riprodotta, modificata senza il suo espresso consenso. © Roberto Mangosi. Blog su: http://www.enteroclisma.blogspot.com .

Ho il grande privilegio di pubblicare una vignetta realizzata da Roberto Mangosi sulla legge dell’attrazione gravitazionale universale di Isaac Newton già affrontata nei giorni scorsi (20-21 ottobre 2009).

Vediamo di calcolare l’attrazione gravitazionale fra i due corpi (umani). Se la distanza è espressa in metri, la massa in chilogrammi e la forza in Newton, allora, la costante di gravitazione universale, G, vale: 0,0000000000667.
Possiamo fare una stima della massa di ciascuno dei due protagonisti: 40 kg e 120 kg più o meno (etto più, etto meno). La loro distanza reciproca è di due metri.
Qual è la forza gravitazionale che attira l’uno all’altro?

Si utilizza la formula di gravitazione universale di Newton data da:

F= G M(1) M(2) / d^2

dove ^ indica “elevato a”, ossia nel nostro caso, la distanza elevata alla seconda (o al quadrato).
Calcoliamola, inserendo i valori:

F = 0,0000000000667 x 40 x 120 / 2×2 = 0,00000008004 N

La forza con cui i due protagonisti sono attirati l’uno verso l’altro è di 0,00000008004 Newton. Non si osserverà una collisione amorosa istantanea, ma nello spazio, in assenza di gravità, basterebbero poco meno di due giorni e… l’avvicinamento sarebbe naturale e tenerissimo! Così, come Roberto lo ha disegnato!

Per continuare a ridere, visitate il sito di Roberto Mangosi: “Ridere è una cosa seria” su http://www.enteroclisma.blogspot.com . Con Lino Giusti, Roberto condivide il “Blog a 2” alla pagina: http://crepapelle.blogspot.com

Sono convinta che Isaac Newton si sarebbe fatto una bella e sana risata!

Grazie Roberto!

Sabrina

5. «Le vite di Galileo»

Posted in Astronomia on 30 Ottobre 2009 by Sabrina

 

Halley e Newton - Fiami
Edmund Halley e Isaac Newton nel V capitolo di “Le vite di Galileo” – Fiami. Edizioni CLEUP (Padova). Euro 10,00. Cortesia: Fiami e CLEUP.

Quinta tappa: Greenwich e Londra nel 1664 al tempo della gravitazione universale

In questo episodio facciamo conoscenza con altri grandi astronomi: Edmund Halley (1656 – 1742) e Isaac Newton (1642 – 1727). Halley fu un grande studioso, appassionato di tantissime cose. All’età di otto anni osserva la sua prima cometa. Il caso volle che Halley si innamorasse proprio di questi oggetti ancora poco studiati e che a quel tempo erano ritenuti portatori di sciagure e cattivi presagi.

Nei «Principia Mathematica» Newton affermava che la gravitazione era universale: essa non agisce solo tra la Terra e la Luna ma tra tutti i corpi dell’universo. E’ appunto, universale.
Grazie a questa attrazione universale, Halley arrivò a concludere che il moto delle comete doveva essere determinato dalla gravitazione, che le loro orbite erano delle ellissi o delle parabole o delle iperboli e non delle linee rette. Di conseguenza, le comete dovevano risentire dell’attrazione gravitazionale esercitata dai pianeti che curvava le loro orbite. Di conseguenza, le comete del 1531, del 1607 e del 1682 non erano tre distinte comete ma in realtà una sola. Halley calcolò il suo ritorno per il 1756. La cometa ritornò due anni più tardi perché Halley non conosceva bene l’attrazione gravitazionale di Giove e Saturno.
Grazie ai calcoli di Newton, Halley fu il primo a prevedere il ritorno di una cometa e a confermare la teoria della gravitazione universale di Newton.

Anche oggi a Londra, se si vuole fare una piccola riunione d’affari, una conversazione personale o anche un affare un po’ losco, ci si può incontrare in un’enoteca oppure in un ristorante. E’ più simpatico e più intimo che ritrovarsi in un ufficio o in una sala conferenze, quindi le persone tendono a parlare di più e ci si accorda più facilmente.
Attorno al 1680 si utilizzavano i caffè per lo stesso motivo. Nelle loro sale tiepide, fumose e profumate di caffè venivano conclusi accordi di ogni genere e si discuteva di tutto, dall’arte agli assassinii.
Fu così che in uno di questi caffè, nell’anno 1684, ebbe luogo un incontro particolare tra tre uomini. C’era Christopher Wren, che viene ricordato come l’architetto della Cattedrale di Saint Paul, ma che era terribilmente bravo a fare qualsiasi cosa… C’era Robert Hooke, acerrimo nemico di Isaac Newton e brillante fisico inventore della legge di Hooke sulle molle. C’era Edmund Halley. Halley non rimase bene impressionato da Hooke che continuava ad affermare che la legge dell’attrazione gravitazionale l’aveva ricavata molti anni prima, perciò Halley andò a trovare Newton e gli chiese se poteva aiutarlo. Newton gli disse dei calcoli che aveva giù fatto sulle leggi dell’inverso dei quadrati delle distanze e di come spiegassero il fatto che i pianeti descrivessero orbite ellittiche. Halley era al settimo cielo, soprattutto quando Newton si offrì di andare a ripescare i propri appunti, che però non trovò subito. Qualche mese più tardi, arrivarono a casa di Halley nove fogli di carta: erano intitolati “De motu corporum in gyrum”, che in latino significa “Sul moto dei corpi orbitanti”.
Le buone maniere e la pazienza avevano fruttato a Halley un tesoro da un punto di vista scientifico.

Continua…

Sabrina